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Yemen: Intersos salva spose bambine mentre torna guerra

(Alessandra Baldini)

NEW YORK/SANA’A/ROMA – Zainab e Ayan, spose bambine “salvate” da INTERSOS: mentre in Yemen torna la guerra e i miliziani Houthi occupano il palazzo presidenziale, grazie all’Ong italiana specializzata negli interventi in zone di emergenza, due sorelline somale cedute in spose a uomini molto più grandi di loro sono tornate a vivere una vita quasi normale.

Zainab e Ayan sono l’emblema di una vicenda purtroppo molto comune nel mondo. La loro famiglia dalla Somalia era scappata in Yemen ma la vita delle due bambine era diventata un inferno dopo la morte – Zainab aveva appena 12 anni – della loro mamma e del papa’.

Affidate ad una zia, le bambine hanno dovuto patire continue violenze e vessazioni da chi avrebbe avuto il compito di proteggerle.  Fino al punto di essere state fatte sposare nonostante la loro giovanissima eta’, un destino che le ha accumunate alle altre migliaia di coetanee:  secondo alcune stime, ogni giorno 39.000 bambine nel mondo vengono forzate al matrimonio. È una pratica che l’Onu ha condannato in dicembre con una risoluzione dell’Assemblea generale fortemente voluta dall’Italia, ma che in Yemen e’ tristemente diffusa: il  32% delle ragazze vengono date in sposa molto prima dei 18 anni, il più delle volte coercitivamente.

Il matrimonio precoce è a tutti gli effetti una negazione dei diritti dell’infanzia: bambine private del diritto al gioco e di ogni possibilità di scelta, subiscono vessazioni, violenze e abusi dagli uomini a cui sono date in sposa, di molti anni più grandi, che ne controllano l’intera esistenza. Diventano i tasselli inconsapevoli della  compravendita umana che regge le economie familiari, madri in età troppo precoce, gli viene negato il diritto all’istruzione e diventano del tutto dipendenti dal marito-padrone a cui vengono date in moglie, perpetrando il circolo di povertà ed esclusione che attanaglia molte donne nei paesi più poveri.

Questo era il futuro che aspettava Zainab e Ayan, ma le due spose bambine hanno deciso di ribellarsi. Ecco il racconto di INTERSOS: “Fuggono, consapevoli che quella fuga avrebbe potuto costargli la vita. Arrivano alle porte di Basateen, un’area urbana vicino ad Aden. Qui le due ragazze vengono trovate dalla polizia locale, a cui raccontano delle violenze subite prima dalla zia, poi dei maltrattamenti dei mariti a cui le aveva cedute”.

È così che sono arrivate al centro della Ong italiana: “Accolte e assiste dai nostri operatori, le ragazze sono state trasferite presso una famiglia adottiva, in un luogo sicuro e ricevono assistenza medica, psicologica e legale. Le abbiamo riportate a scuola e adesso partecipano alle attività educative e ricreative del nostro centro e stanno ricominciando, al sicuro, la loro vita. Grazie al lavoro del team di avvocati INTERSOS, le ragazze hanno ottenuto il divorzio e la zia è stata arrestata e incriminata per gli abusi sulle due minorenni.

Intanto pero’ in Yemen, paese già devastato da anni di conflitti, si e’ tornati a combattere. L’accordo di pace dello scorso anno tra governo e minoranza Houti è ormai carta straccia, i miliziani del movimento integralista sciita degli Houthi si sono impadroniti del Palazzo Presidenziale. e oggi la crisi yemenita e’ tornata all’ordine del giorno del Consiglio di Sicurezza. L’instabilità e l’insicurezza che insanguinano il paese non danno scampo alla sua popolazione: 10,6 milioni di persone vivono nell’insicurezza alimentare, la malnutrizione minaccia la sopravvivenza di 840.000 bambini al di sotto dei cinque anni. Nel paese sono oltre 330.000 gli sfollati interni in fuga dai continui scontri, 82.000 sono i rifugiati e i migranti arrivati in Yemen: è anche su di loro che ricadono le conseguenze delle tensioni e dell’instabilità, in un paese in cui il sistema economico al collasso non concede via di fuga dal vortice della povertà.

INTERSOS e’ l’unica ong italiana attiva da quasi un decennio in Yemen con uno staff nazionale e internazionale a Aden, Sana’a e Abyan. Le tensioni in corso in queste ore stanno aggravando una situazione già tragica, le violenze rendono difficile per gli operatori umanitari raggiungere la popolazione: “Tra i colpi di mortaio e le raffiche di Kalashnikov in questi giorni è difficilissimo fornire assistenza umanitaria,” è l’allarme di Alessandro Guarino, responsabile INTERSOS per lo Yemen. “Migliaia di civili, donne, anziani e bambini, non possono ricevere i beni di prima necessità di cui hanno urgente bisogno qui nella capitale Sana’a, che tra enormi difficoltà, da anni ospita generosamente decine di migliaia di rifugiati in grave necessità di aiuto. Persone che vivono al limite della sopravvivenza e che già fuggivano da guerra e persecuzione”. (20 gennaio 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts