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Genova: “pesto al mortaio” si candida a Patrimonio Unesco

GENOVA – Non c’e’ solo la pizza che punta all’Unesco: il “pesto genovese al mortaio”, adorato da Frank Sinatra e assaggiato da papa Giovanni Paolo II in visita sotto la Lanterna, si candida a entrare nella prestigiosa lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità mantenuta dall’agenzia dell’Onu con sede a pesto_patrimonio_unesco_0120155882-F150119123109-U220138301329x3C--587x419@IlSecoloXIXWEBParigi. Promuovono la candidatura, ufficializzata in una conferenza stampa al Palazzo della Borsa a Genova, la Regione Liguria, il Comune e la Camera di Commercio. Il riconoscimento mira a contrastare gli abusi di identità e genuinità del pesto genovese, rafforzare la tradizione dell’uso familiare del mortaio (mai il frullatore) e favorire le azioni di contrasto all’inquinamento dei valori storici e culturali e delle particolarità gastronomiche della regione.

Il paesaggio vitivinicolo delle Langhe

Il paesaggio vitivinicolo delle Langhe

Attualmente i beni intangibili riconosciuti dall’Unesco sono 364 nel mondo di cui 6 in Italia: l’anno scorso sono entrate la ”Pratica agricola della coltura ad alberello dello Zibibbo a Pantelleria” e i “Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato”, dopo la zona dell’Etna (2013), la dieta mediterranea (2010) e di nove zone delle Dolomiti (2009).

La richiesta di ‘cultural heritage’, secondo la Convenzione Internazionale di Parigi del 2003, riguarda in questo caso “l’ambito delle cognizioni e delle prassi relative alla natura e all’universo”, per due principali qualità: il pesto genovese al mortaio è un patrimonio etno-antropologico tipico della Liguria; ed è un cibo naturale di alta qualità e salubrità ed è parte della Dieta Mediterranea (già patrimonio Unesco). “Il pesto e’ il simbolo dell’ operativita’ ligure – ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio di Genova Paolo Odone – della difficolta’ dell’agricoltura, della tenacia dei liguri”. La procedura, con tutta la documentazione necessaria, prevede la mediazione e l’intervento dello Stato (ministero dei Beni Culturali e ministero dell’Agricoltura), la più vasta adesione possibile di enti pubblici territoriali e il massimo coinvolgimento delle comunità locali organizzate in istituti, gruppi o associazioni culturali, di natura pubblica o privata.

L’obiettivo di Regione, Comune e Camera di Commercio è quello di entrare nella “tentative list” dello Stato per poter accedere ai meccanismi di selezione del Comitato intergovernativo dell’Unesco con propri tempi e regole. Rispetto ad altre richieste nazionali e internazionali è stato giudicato di grande valore il fatto che le amministrazioni locali sostengano già da tempo la tradizione del pesto al mortaio, in particolare attraverso il Campionato mondiale di pesto genovese, ideato e organizzato dall’associazione culturale Palatifini, che da sette anni ne diffonde con successo la cultura nel mondo, esattamente come nelle migliori intenzioni dell’Unesco.

pesto_patrimonio_unesco_0120155887-F150119123109-U220138301329ot--587x419@IlSecoloXIXWEBSecondo Regione, Comune e Camera di Commercio la candidatura può diventare un percorso di grande effetto mediatico e di partecipazione sociale e culturale, con straordinarie ricadute per la promozione del territorio ligure anche in vista di Expo 2015. “Pensiamo che con Expo – ha sottolineato Carla Sibilla, assessore al Turismo del Comune di Genova – potremo avere grande visibilita’, dare un’accelerata anche a questo processo e valorizzare al massimo uno dei nostri patrimoni, il pesto”. E sempre a proposito di Expo, il campionato del mondo di Unknown-4Pesto al Mortaio potrebbe diventare uno degli eventi della manifestazione milanese. “Ho proposto di inserirlo tra gli eventi organizzati direttamente dal Padiglione Italia – ha annunciato l’assessore al Turismo della Regione, Angelo Berlangieri – e questo servira’ per mettere al centro dell’attenzione una delle tipicità’ del nostro territorio e aiutare la candidatura, con una forte operazione di promozione territoriale”.

Unknown-3Da Genova a Napoli, passando per New York: la petizione per includere l’arte della pizza napoletana tra i Patrimoni dell’Unesco e’ sbarcata a Manhattan superando le 90 mila firme.  “Penso che riusciremo a superare le 100 mila firme che ci eravamo prefissati entro la fine di gennaio”, ha detto l’ex ministro dell’agricoltura Alfonso Pecoraro Scanio incontrando la stampa nella pizzeria Rossopomodoro nel West Village. (22 gennaio 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts