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Pena di morte: Corte Suprema Usa esaminera’ protocolli esecuzioni

WASHINGTON – La Corte Suprema ha accettato di esaminare la costituzionalità dei nuovi protocolli usati da alcuni stati americani per le esecuzioni. I giudici di Washington hanno accolto il ricorso di tre detenuti dell’Oklahoma nonostante che il 15 gennaio la stessa Corte avesse respinto l’appello di un quarto condannato che e’ stato di li’ a poco messo a morte usando gli stessi farmaci.

In quella occasione la Corte si era spaccata cinque a quattro, con il giudice progressista Sonia Sotomayor che aveva firmato una lunga opinione di dissenso.

L’Oklahoma era diventata il “ground zero” della pena di morte negli Usa quando lo scorso aprile il condannato Clayton Lockett aveva impiegato 43 minuti a morire nella camera delle esecuzioni. L’agonia prolungata di Lockett aveva indotto il governatore a ordinare una moratoria per il periodo necessario a migliorare il protocollo dell’iniezione letale.

Alla fine, dopo aver ristrutturato la camera del boia a un costo di circa centomila dollari e dopo aver riscritto, innalzando i dosaggi dei farmaci, il cocktail dei veleni, lo stato aveva deciso di ripartire con l’applicazione delle condanne a morte. In particolare era stato quintuplicata la dose di midazolam, il sedativo che era finito sotto accusa nelle esecuzioni precedenti.

La revisione del caso permettera’ alla Corte Suprema di valutare per la prima volta la pratica dell’iniezione letale in una fase in cui i farmaci usati tradizionalmente  sono venuti a mancare per il boicottaggio delle case farmaceutiche. Gli Stati hanno cominciato a usare combinazioni inedite e mai testate su esseri umani, rifiutandosi al tempo stesso di identificare la provenienza delle sostanze letali.

Il midazolam e’ finito sul banco degli imputati in altri casi di iniezioni killer, in Ohio e Arizona. Il farmaco e’ stato usato una decina di volte anche in Florida in una combinazione di tre sostanze simile a quella usata qualche giorno fa dall’Oklahoma. Il sedativo ha l’obiettivo di far perdere conoscenza al condannato prima dell’iniezione di un agente paralizzante e di un terzo veleno che ferma il cuore. Se pero’  non funziona a dovere, secondo esperti medici, l’effetto sul detenuto potrebbe essere di insopportabili dolori che rischiano di passare inosservati per via della paralisi e della impossibilita’ di comunicare con l’esterno. (23 gennaio 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts

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