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Mutilazioni genitali femminili: assolto medico in Gran Bretagna

LONDRA – Il primo processo in Gran Bretagna per un caso di mutilazione genitale femminile post partum si e’ concluso con una assoluzione. Dhanoun Dharmasena, un medico musulmano di 31 anni accusato di aver effettuato l’intervento su una paziente che aveva appena dato alla luce un bimbo in un ospedale londinese, e’ stato prosciolto dalla giuria dopo meno di mezz’ora in camera di consiglio.

“Dharmasena aveva fatto da capro espiatorio per le mancanze dell’ospedale”, ha detto Zoe Barrister, la legale del medico assieme a cui era finito sotto processo Hasan Mohamed, un parente della donna che avrebbe dato il proprio consenso alla mutilazione. Anche lui e’ stato dichiarato non colpevole.
I due rischiavano fino a 14 anni di carcere. Il caso era il primo ad arrivare in un tribunale britannico da quando 29 anni fa il governo di Margaret Thatcher approvo’ la legge che rendeva perseguibile la mutilazione In Inghilterra e Galles e quando Dharmasena era stato denunciato, l’azione legale era stata salutata come un grosso successo da parte degli attivisti per i diritti umani. L’assoluzione del medico ha trasformato questa vittoria in un boomerang.
La donna veniva dalla Somalia e da bambina aveva subito la MGF. Per farla partorire il medico le aveva praticato l’episiotomia, poi l’aveva ricucita per fermare l’emorragia. “Non solo non e’ stata colpa sua, ma in realtà ha salvato la vita alla donna in un parto di emergenza”, ha detto il giudice Justice Sweeney che ha presieduto all’assoluzione: “L’ospedale avrebbe dovuto accorgersi dei problemi che  sarebbero insorti a causa della pratica subita dalla paziente molti anni prima”.
Quanto a Dharmasena, che e’ stato sospeso dall’ordine dei medici e ha subito minacce di morte durante il processo, si e’ detto “sollevato” del verdetto della corte e grato alla giuria per l’attenta considerazione dei fatti”. Il medico ha detto “di aver sempre ritenuto una aberrazione la mutilazione genitale femminile”, una pratica che a suo avviso “non ha alcuna giustificazione medica”.
Nei giorni scorsi uno studio dell’Health and Social Care Information Centre (HSCIC) aveva fatto una denuncia choc: quasi 500 casi di mutilazioni genitali femminili sono stati identificati nell’arco di 30 giorni da ospedali in Inghilterra secondo uno studio dell’ Health and Social Care Information Centre (HSCIC), ben 15 al giorno nello scorso mese di novembre.

La mutilazione genitale femminile e’ pratica ancora comune soprattutto in Africa nord e orientale, presso alcune culture mediorientali e in Asia, ma anche Paesi occidentali come Gran Bretagna e Canada non sono immuni. Lo scorso dicembre l’Assemblea Generale ha adottato per consenso una nuova risoluzione sul contrasto alla pratica. Il documento era stato sponsorizzato dai Paesi del Gruppo Africano e da altre 71 nazioni tra cui l’Italia.  (4 febbraio 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts