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Toscana: Forum sulla prevenzione delle MGF

(di Isabella Mancini) FIRENZE- Un confronto serrato e a tutto tondo sulle strategie e le procedure utili alla prevenzione delle MGF (mutilazioni genitali femminili): nella giornata internazionale dedicata a questa violazione così diffusa e sistematica dei diritti umani, medici di famiglia, pediatri, ostetriche, ginecologi, assistenti sociali e docenti hanno partecipato al Forum “Zero Tolleranza” organizzato all’Istituto degli Innocenti di Firenze da Regione Toscana, Centro Salute Globale e Nosotras Onlus. Gli operatori si sono scambiati esperienze e hanno cercato di conoscere il punto di vista di altri professionisti con l’obiettivo di individuare una strategia comune per mettere fine al fenomeno.

“E’ necessario realizzare un meccanismo di registrazione che consenta di poter quantificare il fenomeno”, ha detto Maria Jose Caldes del Centro Salute Globale, insistendo poi “sulla esigenza di dare agli operatori sanitari e sociali ai medici tutto il supporto necessario per aiutare le famiglie dei paesi a rischio a capire il contesto in cui si sono inseriti”. Per Cecilia Berni del P.O. Sviluppo Assistenza materno-infantile e malattie rare e genetiche Regione Toscana, “gli input arrivati da chi lavora sul campo e da anni si confronta culture diverse saranno un ricco humus nel quale far crescere delle vere e proprie procedure di intervento che aiutino a prevenire ancora prima di denunciare”. In Toscana, infatti, si sta lavorando per prevenire, segnalare e sorvegliare le mutilazioni genitali femminili tra le bambine a rischio nell’ambito del programma regionale per il contrasto alle MGF; sono 27mila gli immigrati provenienti dai 28 paesi a rischio, dal Niger alla Guinea, passando per Camerun, Senegal, Egitto, Somalia e Kenya, solo per citarne alcuni. 8.481 le donne (2,41%): si va dalle 2.761 dell’Asl 10 Firenze alle 207 dell’Azienda sanitaria di Viareggio. Su questi numeri è possibile, grazie ai già noti dati rilevati dalle Asl o dalle anagrafi, effettuare studi di valutazione per poter calibrare delle politiche efficaci di sensibilizzazione e formazione per prevenire il problema sul territorio regionale.

tavola rotonda 4
“Ma c’è ancora da lavorare soprattutto per trovare le modalità con cui far dialogare tutti i soggetti che possono essere attivati: medici sì, ma anche il tribunale dei minori che deve essere un nostro interlocutore, così come i docenti”, ha osservato poi lena Baragli dell’associazione Nosotras Onlus. E intervenendo alla tavola rotonda, Marie Fall, sempre della stessa associazione, ha detto: “Da anni siamo impegnate su questo fronte. Siamo testimoni della cultura africana e ormai, dopo tanti anni di vita vissuta in Italia, anche di quella occidentale. Il “Giudizio” è il peggior consigliere in questi casi: in Africa si lavora duro da decenni su questo tema e non saremo certo noi a mollare la presa. L’obiettivo rimane l’eliminazione della pratica”. Nel complesso il forum di Firenze ha rappresentato un passo importante per la Toscana: che si appresta a diventare una delle prime regioni in Italia a varare un sistema di prevenzione.

(Foto di Gian Paolo Dara, Professional Video)

(6 febbraio 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts