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#PrideAndPrejudice: i conti italiani al di la’ degli stereotipi

ROMA – L”hashtag e’ #prideandprejudice, ma il link non porta aJane Austen, quanto piuttosto a un sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze che racconta un Italia diversa da quella spesso descritta, soprattutto nella comunità internazionale, sulla base di alcuni indicatori negativi: il debito pubblico, la bassa competitività, il deficit nominale di bilancio (che in passato ha determinato l’apertura di una procedura di infrazione da parte della Commissione europea). Tuttavia, accanto a questi dati ci sono grandezze economiche utili a rappresentare l’Italia per ciò che è: uno dei paesi principali del mondo sviluppato, il secondo paese per produzione manifatturiera in Europa, la terza economia dell’Eurozona.

“Un paese – spiega il sito del MEF – che negli ultimi venti anni ha saputo tenere i propri conti sotto controllo collocandosi tra i più virtuosi in Europa e nel mondo. Raccogliamo qui alcuni dati economici dell’Italia di cui non si parla mai, o non abbastanza, per combattere il pregiudizio e rappresentare adeguatamente un Paese che ha contribuito a fondare l’Unione Europea”.

L’orgoglio e il pregiudizio reciproco sono di Elizabeth Bennett e Mr Darcy: ma poi e’ il punto di vista che fa tutto, e come nel romanzo della Austen l’epilogo – negli auspici del Paese – e’ a lieto fine. Sei i punti di vista per quanto riguarda l’Italia.

Avanzo primario – Nei conti pubblici italiani l’avanzo primario è tra i più alti del mondo e il più stabile negli ultimi 20 anni tra gli Stati Membri dell’Unione Europea. Nel 2013 l’avanzo primario in percentuale del PIL è il secondo più alto, dietro soltanto alla Germania (per 0,16 punti percentuali) e pari al doppio dell’Austria che si colloca al terzo posto in questa classifica dei paesi virtuosi.

Deficit/PIL – L’Italia ha registrato un rapporto deficit/PIL al di sotto del 3% nel 2013, così come nel 2012. Pertanto la Commissione Europea ha sancito la chiusura della procedura d’infrazione per deficit eccessivo aperta in passato. Secondo le previsioni attuali, le finanze pubbliche italiane sono conformi a tale requisito, contemplato dai trattati europei per i paesi che hanno aderito all’unione monetaria e quindi adottato l’euro come valuta, anche nel 2014. Nel confronto con l’Eurozona, è evidente che l’Italia è uno dei pochi paesi che rispetta questa regola. E’ poi interessante osservare che tra i paesi estranei all’euro, sono molti quelli che presentano un rapporto deficit/PIL superiore a tale soglia. Tra questi il Regno Unito, il Giappone, gli Stati Uniti.

Debito pubblico – La dinamica del debito italiano è stata molto più contenuta di altri paesi in relazione con l’avanzo primario registrato dalle finanze pubbliche. Una più elevata crescita nominale (composta da inflazione e crescita reale) avrebbe consentito di porre la dinamica del debito su un percorso declinante. Grazie alla crescita attesa e al piano di cessioni di proprietà dello Stato già in corso di attuazione, dal 2016 il rapporto deficit/PIL comincerà a declinare.

Rischio di sostenibilita’ – L’analisi della Commissione europea sulla sostenibilità delle economie dei Paesi aderenti all’Unione Monetaria riconosce all’Italia un rischio (nel breve, nel medio e nel lungo periodo) al di sotto della media dell’area euro, nonché dei 27 Paesi aderenti all’Unione Europea. Per rischio di sostenibilità viene inteso il divario tra la posizione strutturale di bilancio ed una posizione di bilancio sostenibile. Secondo l’analisi della Commissione il debito pubblico italiano è tra i più sostenibili nel lungo periodo in Europa. L’indice S2 (lungo periodo) è pari a -2,1 a fronte di una media UE di 3 e di una media dell’area euro di 2,3. Per leggere correttamente gli indici è bene ricordare che maggiore è il valore, maggiore è l’aggiustamento fiscale necessario a ridurre il rischio di sostenibilità. Un valore negativo dell’indice S2, come nel caso italiano, indica la sostenibilità delle finanze pubbliche negli scenari dati anche senza aggiustamenti ulteriori. Anche gli indicatori di sostenibilità di breve e medio periodo danno l’Italia tra i paesi con le finanze pubbliche più sostenibili.

Contributo ai fondi salva-stati – Talvolta si pensa che l’Italia abbia ricevuto aiuti dall’Unione Europea durante gli anni della crisi economica. Invece l’Italia è il terzo contributore dell’area euro per aiuti versati ai Paesi in difficoltà e agli strumenti finanziari europei creati durante la crisi economica (i cosiddetti “fondi salva-Stati” EFSF e ESM), utilizzati per fornire assistenza finanziaria a Cipro, Grecia, Portogallo e Irlanda. Come riportato dal Supplemento al Bollettino Statistico della Banca d’Italia dell’ottobre 2014 il nostro Paese ha contribuito dal 2012 al 2014 con una quota del 18,5%, per un valore pari a 60 miliardi di euro, che hanno concorso all’incremento del debito pubblico italiano.

Aiuti statali alle banche – I dati Eurostat mostrano come nel periodo della crisi economica (2007-2013) i sistemi bancari e finanziari nazionali di 17 paesi dell’area euro abbiano ricevuto aiuti dai Governi nazionali con importi molto differenti. Le banche italiane hanno ottenuto sostegni dal Governo per circa 4 miliardi di euro, a fronte dei 250 miliardi di euro percepiti da quelle tedesche e dei 165 miliardi da quelle britanniche. L’ammontare complessivo degli aiuti nell’Unione Europea, calcolato da Eurostat, è pari a 688,2 miliardi. Di questi, 517,9 miliardi sono stati concessi nei paesi dell’area euro. L’intervento italiano corrisponde quindi a poco meno dell’1% degli aiuti di stato alle banche erogati nell’area euro. E il 75% di questo sostegno è già stato restituito dai beneficiari alle casse pubbliche. (8 febbraio, 2015)

 

 

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts