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Warka Water: in Etiopia, grazie a Italia, ogni goccia d’acqua conta

(Maria Novella Topi)

ROMA – Semplici ma geniali, leggere ma robuste, le strutture che devono catturare fino all’ultima goccia d’acqua sembrano protendere verso quel cielo avaro di pioggia le loro esili braccia. Il rendering delle Warka Water, visionario progetto dello studio di architettura diretto da Arturo Vittori e sostenuto dalla Cooperazione italiana in Etiopia ,  mostra tutta la carica inventiva dell’idea nata nel 2012 dopo un viaggio nelle zone rurali del paese africano, afflitto da endemica mancanza d’acqua e di infrastrutture.

In tre anni lo studio italiano Architecture and Vision ha rispettato a grandi passi la tabella di marcia che avrà la sua conclusione nel 2019 con la produzione su larga scala delle strutture e con l’installazione anche in altri paesi africani dove il problema dell’acqua resta acuto.

Unknown-13L’idea nasce dalla constatazione che la natura è in grado da sola, se adeguatamente ‘accompagnata’, di produrre acqua anche dove non esistono riserve né infrastrutture idriche:  Warka Water si deve limitare a raccogliere quella esistente nell’atmosfera e prodotta oltre che dalla rara pioggia, dalla nebbia, dalla foschia, dall’umidità notturna. Gli architetti italiani  (ma il team è multietnico) studiano così una struttura in grado di raccogliere e convogliare verso un serbatoio acqua potabile per le popolazioni delle zone più remote dell’Etiopia. Un’esile ma robustissima struttura in bambù leva in alto delle ‘braccia’ sormontate da specchi dissuasori per gli uccelli, all’interno della struttura è collocata una sorta di rete che convoglia verso il basso, per sola forza di gravità, le gocce che vi si ‘impigliano’.  Alla base della struttura è posizionato il serbatoio per la raccolta e al di sopra di questo è posta una sorta di tenda ombreggiante perché la popolazione che vi si raccoglie resti riparata dal sole.

In apparenza una struttura semplicissima, valida persino esteticamente, progettata con i materiali naturali reperibili in loco, sostenibile e trasportabile, che prende il nome da uno splendido albero  (il Ficus Vasta) endemico dell’Etiopia che per la sua maestosità ha sempre rappresentato per le popolazioni punto di incontro, sosta, scambio. E come l’albero di cui porta il nome il Warka Water si propone di diventare, una volta installato, il centro della vita comunitaria locale.  In ogni villaggio potrebbe sorgere una struttura WW che con la sua eleganza e leggerezza di forme si integra facilmente in un territorio nel quale solo il 34% della popolazione ha accesso all’acqua. Un’altra delle caratteristiche del Warka Water è che il suo funzionamento e la manutenzione dell’impianto possono essere facilmente curati dagli abitanti che se ne occupano in piena autonomia e responsabilmente.

etiopia warka waterLa Cooperazione italiana in Etiopia ha deciso di sostenere questo progetto contribuendo alla creazione del primo prototipo africano che con la guida di  Vittori gli studenti dell’Università di Addis Abeba stanno costruendo, nella consapevolezza che, una volta testato, il Warka Water potrà diventare fonte primaria per tante altre popolazioni. Lo studio italiano da parte sua ha lanciato una campagna di crowdfunding, che ha già raccolto oltre 44 mila dollari, con lo slogan ‘Ogni goccia conta’.  Del resto la cooperazione  con il paese africano è considerata strategica per l’Italia che ha con Addis Abeba intense relazioni bilaterali, perché il paese è visto come chiave per la stabilità del Corno d’Africa.

A gennaio il ministro Paolo Gentiloni ha sottoscritto con l’Etiopia tre nuovi accordi di cooperazione nel campo della sicurezza alimentare, sostegno socio economico alle donne e sviluppo di sistemi sanitari. Il ‘programma paese’ del ministero degli Esteri, che prevede 98,9 milioni di euro nel triennio 2013-2015, finanzia tra l’altro anche un progetto dell’agenzia dell’Onu per lo sviluppo Industriale (Unido) per rilanciare il settore della lavorazione della pelle.

Tutte sfide per le quali  ogni goccia conta.  (10 febbraio 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts