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Dopo l’Oms, le “guidelines” sulla salute sotto accusa anche in Usa e a Londra

LONDRA- A due settimane dall’altolà all’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) – lanciato dall’Italia e approvato con un emendamento sullo zucchero dall’executive board dell’organismo di Ginevra – l’intero tema delle raccomandazioni scientifiche e istituzionali in materia di salute è sotto accusa.  In America, infatti, dopo quarant’anni di lotta alle uova, ai gamberi, alle aragoste e ad altri alimenti ad alto contenuto di colesterolo, i dietologi hanno fatto dietrofront e, sulla base delle nuove ricerche, la Casa Bianca di Barack Obama – secondo il Washington Post – sta per cancellare decenni di puntigliose “guidelines”. In Gran Bretagna, intanto, è stato appena pubblicato uno studio dall’autorevole Open Heart (British Medial Journal) secondo cui le “linee guida” in materia di grassi, introdotte nel 1977 negli Stati Uniti e nel 1983 nel Regno Uniti per ridurre le malattie cardiache, non si basavano su “risultati scientifici affidabili”.

“Il grasso non è all’origine di tutti i mali”, ha scritto il Guardian il 10 febbraio, sintetizzando i risultati dello studio di Open Heart, ricordando “il panico” che si diffuse 30 anni fa (alimentato anche da messaggi semplicistici lanciati dai giornali) e sottolineando come lo stesso allarmismo per i grassi riguardi ora lo zucchero. Condotta da un team guidato da Zoë Harcombe, dell’Università della Scozia occidentale, la ricerca ha evidenziato i difetti scientifici alla base delle raccomandazioni governative: “Le quali non avrebbero mai dovute essere introdotte”. “La realtà”, ha spiegato Sarah Boseley, redattore per la salute del quotidiano londinese, riferendo anche il parere di molti esperti, “è che non è affatto utile concentrarsi su un alimento specifico, come i grassi o lo zucchero, bisogna invece privilegiare un approccio più globale ai problemi dell’alimentazione.”

Proprio l’inaffidabilità di alcuni studi scientifici era stata all’origine di una animata discussione al board del Oms. Da tempo l’organismo ginevrino vorrebbe ufficializzare alcune linee guida che limiterebbero il consumo dello zucchero al 5 per cento delle calorie giornaliere ingerite. Ma nella riunione del board del 26 gennaio molte delegazioni, a cominciare da quella americana guidata da Jimmy Kolker, hanno ironizzato sul fatto che l’Oms basava le sue raccomandazioni su ricerche sulle carie dentarie condotte in Giappone mezzo secolo fa, dopo la guerra mondiale, quando lo zucchero non era neanche disponibile. E alla fine della riunione è stato approvato un emendamento proposto dall’Italia in cui si è chiesto che ogni decisione fosse basata su “robuste” prove scientifiche. (11 febbraio 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts