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Bambini soldato: ecco l’impegno dell’Italia e delle ONG italiane

ROMA – Mai più bambini soldato. A oggi sono 153 gli Stati che hanno ratificato il Protocollo opzionale alla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza sul coinvolgimento dei minori nei conflitti armati, e tuttavia il fenomeno e’ in drammatico aumento: nel mondo sono infatti ancora più di 250 mila i bambini e gli adolescenti arruolati, di cui il 40% sono bambine, ridotte a schiave sessuali, ma anche utilizzate come inconsapevoli strumenti di morte, come dimostrano i tragici casi delle baby-kamikaze in Nigeria. .

Il 12 febbraio si celebra, come ogni anno, la Giornata internazionale contro l’uso dell’infanzia nei combattimenti. Secondo le ultime stime ufficiali in Repubblica Centrafricana sono oltre 10 mila i bambini costretti ad imbracciare le armi, piuttosto che andare a scuola; con lo scoppio del conflitto il numero dei bambini soldato nel paese si è quadruplicato rispetto al 2012. In Sud Sudan gli scontri che insanguinano il Paese da oltre un anno hanno impedito a 400 mila bambini di accedere all’istruzione e hanno coinvolto oltre 12 mila bambini soldato.

Bambini privati della loro infanzia. La Cooperazione italiana attribuisce particolare rilievo alla protezione dei minori nelle situazioni di emergenza umanitaria, riconducibili all’uomo o derivanti da fattori naturali. L’Italia ha ratificato il Protocollo opzionale nel 2002. Nelle linee guida della Cooperazione sulle tematiche minorili ”la protezione dei diritti umani e civili delle persone minori di età in situazioni di conflitto e post-conflitto, con particolare riguardo ai bambini soli, agli orfani, ai bambini reduci” e’ riconosciuta tra le priorita’. Per questo la Cooperazione italiana ha finanziato una serie di progetti a favore dei bambini e degli adolescenti coinvolti direttamente nei conflitti armati e vittime di guerra in alcuni Paesi in situazioni di conflitto e di post-conflitto.

Sono in fase di avvio iniziative, congiuntamente alla Banca Mondiale, rivolte a minori ex combattenti in Sierra Leone e in Liberia, come diretto seguito degli impegni assunti nel corso della Conferenza di Freetown, organizzata dalla Cooperazione italiana in collaborazione con il WFP nel 2004. Questi progetti si inseriscono all’interno del programma Chyao Africa (Italian Trust Fund for Children and Youth in Africa), iniziativa italiana che punta a sostenere attività per il recupero fisico e psichico e il reinserimento sociale dei minori ex combattenti e vittime dei conflitti.

L’azione riguarda più campi: la sanità, l’istruzione e l’educazione di base con metodologie di pedagogia speciale, il rientro assistito in famiglia e nelle comunità di appartenenza, il recupero delle disabilità fisiche e psichiche, la formazione professionale accompagnata da forme di sostegno psicologico per superare i traumi e sviluppare l’autostima per un reinserimento nelle famiglie e comunità d’origine, un sistema di giustizia minorile volto al recupero per i minori soldato criminalizzati. Inoltre è in fase di avvio un progetto rivolto a minori, vittime dei conflitti in Colombia, coinvolti in un processo di sfollamento interno che li rende particolarmente vulnerabili all’arruolamento forzato.

Parallelamente all’impegno pubblico ci sono iniziative del terzo settore. L’ONG umanitaria InterSos ha lanciato la campagna “La scelta di Amadi”, che ha come testimonial Valerio Mastandrea. “Sapevi che Valerio Mastandrea, da piccolo, voleva fare il benzinaio? Invece è diventato un attore: ha avuto la possibilità di scegliere il suo futuro, non come quei 250 mila bambini”, afferma InterSos per ricordare che “non si può ignorare la drammatica condizione di milioni di bambini vittime dei conflitti e che qualcosa può essere fatto per cambiarla”.

“La scelta di Amadi” e’ una collaborazione con la casa di produzione Filmmaster: un corto sulla tragica e brutale realtà che ogni giorno è costretto a vivere un bambino soldato. Amadi e’ uno come tanti, che attraverso la sua storia, racconta la realtà di milioni di coetanei che nel mondo vengono privati dalla guerra dell’infanzia. (12 febbraio 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts