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Libia: diplomazia internazionale guarda all’ONU

(Alessandra Baldini)

NEW YORK – Per un intervento di stabilizzazione in Libia l’Onu e’ il punto di passaggio obbligato. Lo ha detto in Italia il premier Matteo Renzi frenando sull’uso delle armi perche’ “non e’ il momento di farsi prendere dall’isteria”. E all’Onu si lavora, nonostante il Palazzo di Vetro sia chiuso per la festa americana del Presidents Day. Francia e Egitto hanno chiesto la convocazione urgente dei 15 dopo l’orrore delle teste mozzate dai carnefici dell’Isis e gettate nel Mediterraneo. L’obiettivo e di arrivare mercoledì a una riunione del Consiglio. Parigi tira le fila del negoziato dopo il colloquio telefonico tra i presidenti Abdel Fattah al Sisi e Francois Hollande mentre il ministro degli esteri egiziano Sameh Shukri e’ volato per New York.

Scopo dei contatti e’ una risoluzione i cui contorni sono tuttora fluidi anche rispetto ai termini, già diluiti nel 2011 (no alle truppe di terra), con cui l’Articolo VII della Carta dell’Onu potrebbe essere invocato. Ieri, nel caso dello Yemen, lo strumento delle Nazioni Unite per far applicare una risoluzione con la forza delle armi era stato chiesto dal Consiglio di Cooperazione del Golfo, ma non inserito nella risoluzione approvata che si e’ limitata invece al rimando a una delibera precedente in cui, in quel caso si’, l’Articolo VII c’era.

Potrebbe essere comunque un primo passo: l’atto di nascita di una coalizione di Paesi sulla linea di quanto anticipato dal Ministro Roberta Pinotti a Repubblica. Potrebbero farne  parte, oltre Italia e Francia, anche Gran Bretagna, Germania, Spagna, Malta e forse altri.

B94ykVkIgAEaVoV.jpg-smallPer dare il via alla coalizione manca pero’ un tassello chiave: il placet della Libia. E chi e’ la Libia? Abdullah al Thani, il premier del governo libico riconosciuto dalla comunità internazionale, ha chiesto oggi all’Occidente di sferrare un’offensiva aerea per stanare i jihadisti che controllano Tripoli, “altrimenti – ha detto sul sito della Reuters – la
minaccia dilagherà nei Paesi europei e specialmente in Italia”. Mercoledi’, alla riunione del Consiglio, potrebbe intervenire anche il ministro degli esteri del governo a Tobruk Mohamed al Dairi.

La Libia ha un ambasciatore all’Onu, Ibrahim Dabbashi, che nel 2011 (era allora numero due al Palazzo di Vetro per la Jamahiyria e fece voltafaccia) aiuto’ a convincere l’amministrazione Obama a salire a bordo all’operazione militare contro Gheddafi. Dabbashi e’ stato sconfessato qualche mese fa dal Congresso Generale Nazionale di Omar al Hasi a
Tripoli e da allora tiene un basso profilo.

Intanto, tra mille difficolta’, ivi compresa la chiusura dell’ambasciata italiana a Tripoli che aveva fatto finora da avamposto occidentale e delle Nazioni Unite in Libia,  la mediazione dell’inviato speciale Onu Bernardino Leon continua senza sosta. E a Leon, nell’esprimere ferma condanna per le decapitazioni dell’Isis/Dahesh, hanno ribadito piena fiducia sia il Consiglio di Sicurezza che il segretario generale Ban Ki moon.  (16 gennaio 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts