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Libia: Buccino, accordo “complesso” , ma nell’interesse di tutti

(di Maria Novella Topi)

ROMA – Un accordo che metta insieme le tante anime della Libia in un governo di unità nazionale in grado di ostruire il passaggio politico e militare della rivolta islamista sul suo territorio; un dialogo tra i due parlamenti, quello insediato a Tripoli e quello di base a Tobruk, considerato ”molto complesso” ma nell’interesse di tutti. E’ lo scenario tracciato, nel corso di una conferenza organizzata dall’Istituto affari internazionali,  dall’ambasciatore italiano in Libia Giuseppe Buccino Grimaldi, di recente richiamato a Roma dopo la chiusura della sede diplomatica a Tripoli per motivi di sicurezza.

L’ambasciatore  oggi è stato ricevuto al Quirinale dal capo dello Stato Sergio Mattarella. Quello di Buccino al forum dello IAI e’ stato il primo intervento in pubblico del diplomatico dopo il rientro da Tripoli.

Secondo Buccino, che  ha diretto la rappresentanza dal 2011 e ha visto dipanarsi tutti gli avvenimenti che hanno condotto all’attuale situazione, nessun intervento in Libia può avvenire in assenza di un accordo tra le parti in conflitto. Anzi, è la diplomazia cui deve essere lasciato lo spazio (ma anche il tempo) per tessere gli scenari possibili a dover essere preferita perche’ l’intervento militare moltiplicherebbe le spinte terroristiche, mentre il quadro libico può ancora essere stabilizzato”.  Per Buccino infatti ”possono essere ancora individuate le ragioni per stare insieme” e ”non è sul tavolo la questione dell’intervento di una forza internazionale, a maggior ragione senza tre precise condizioni: il quadro di legalità internazionale, il lavoro dell’Onu, un governo di unità nazionale già formato”.

L’ambasciatore ha sottolineato come l’inviato dell’Onu Bernardino Leon abbia finora lavorato con grande energia  e tenacia al tentativo di mediazione necessario a dare una svolta definitiva alla crisi libica.”Il prossimo passaggio dovrebbe essere un tavolo da organizzare in Marocco, che sia un passo in avanti rispetto ai due incontri di Ginevra e Gadames”.

A dare forza all’idea della mediazione prima di tutto, il ragionamento di Claudia Gazzini, Senior Analyst in Libia con  International Crisis Group, secondo cui la situazione sul terreno è particolarmente complessa e non interpretabile con le categorie ”Tobruk uguale buoni-legittimati internazionalmente contro Tripoli uguale estremisti islamici-non legittimati”.  In questa situazione – ha spiegato Gazzini – nessuno prevale e hanno buon gioco vicini come l’Egitto che hanno presentato all’Onu una risoluzione per allentare l’embargo sulle armi, tanto per dimostrare che una soluzione militare è possibile: “Io invece dico niente armi e rafforzare l’embargo, e togliamo un pò di enfasi dal tema della legittimità”.  Uno dei problemi naturalmente sono le armi: si dice che in Libia ve ne siano più che in Iraq e Afghanistan messi insieme, ma per fortuna, ha osservato Gazzini, ”scarseggiano i proiettili”.

Buccino ha voluto sottolineare che anche se l’attacco di gennaio all’Hotel Corynthia di Tripoli ha alzato il livello già alto dell’escalation,”la situazione non è perduta né compromessa. Né Tripoli, né Sirte sono in mano alle milizie islamiche del Daesh” – anche se a Sirte ci sono state infiltrazioni di jihadisti –  le infrastrutture non sono in ginocchio come si potrebbe pensare” e  l’obiettivo da raggiungere è quello di cercare di riunificare una Libia lacerata e frammentata, poiché”non è possibile combattere il terrorismo islamico in una Libia divisa”. In più, è il parere di Buccino a Gazzini, ”i libici vogliono una Libia unita”. (23 febbraio 2015)

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts