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Twiplomacy all’ONU: presentato all’UNCA libro di Andreas Sandre

(Alessandra Baldini)

NEW YORK –   Con le sue luci e le sue ombre, il futuro della “twiplomacy” approda al Palazzo di Vetro: “Il Segretario Generale Ban Ki moon non ha un account Twitter perche’ crediamo troppo nell’autenticità. Lui viaggia troppo e la sua agenda e’ troppo fitta per mantenere personalmente un filo Twitter o una pagina Facebook”, ha detto il portavoce dell’Onu Stephane Dujarric alla presentazione di “Digital Diplomacy”, il nuovo libro del “guru” dell’innovazione digitale della Farnesina Andreas Sandre, organizzata dall’UNCA, l’associazione dei corrispondenti internazionali alle Nazioni Unite.

“Digital Diplomacy”, pubblicato negli Usa da Rowman and Littlefield, e’ il secondo libro di Sandre, Public Affairs Officer all’Ambasciata d’Italia a Washington e autore nel 2013 di “Twitter for Diplomats”. Aostano di origine, sempre in scarpe da tennis, Sandre ha raccolto decine di conversazioni con i protagonisti che negli ultimi dieci anni hanno pilotato il cambiamento: da Alec Ross, il guru digitale di Hillary Clinton a Anne-Marie Slaughter, la teorica del “Mondo Lego” dove una molteplicità di attori sociali – governi, corporation, fondazioni, Ong, gruppi religiosi, università – si combinano e ricombinano come i mattoncini del gioco.

Dujarric e Deborah Seward, responsabile delle “comunicazioni strategiche” del Dipartimento per la Pubblica Informazione dell’Onu, hanno contribuito al capitolo “Coinvolgere il mondo”. “L’era digitale ci permette di raggiungere miliardi di persone allo stesso tempo, con lo stesso messaggio, in lingue diverse, nel nord e nel sud del globo”, ha detto la Seward. L’Onu ha oggi oltre tre milioni di seguaci su Twitter da 200 mila solo tre anni fa, ma l’obiettivo – ha spiegato Dujarric – non sono i numeri: “Non vogliamo un volume enorme di seguaci: vogliamo sostanza. Coinvolgere e dare le informazioni che cerca la gente che vuole lavorare con l’ONU”.

L’era digitale ha indubbiamente cambiato anche il modo di lavorare dei diplomatici da quando, il 5 febbraio 1994, Carl Bildt e Bill Clinton si scambiarono la prima mail. Bisogna arrivare al 2009 perche’ un ambasciatore a Washington, il messicano Arturo Sarukhan, si azzardasse a usare Twitter: oggi e’ quasi normale. “Quando sono entrato in diplomazia regola aurea era di non parlare con i giornalisti”, ha detto il portavoce della missione italiana all’Onu Giovanni Davoli, intervenuto alla presentazione assieme al vice-rappresnetante permanente Inigo Lambertini: “Oggi la diplomazia raggiunge il pubblico dove il pubblico si trova: sugli smartphone e sui tablet”.

Un mondo nuovo dunque, in cui la tradizionale partita a scacchi della diplomazia si confronta con i social media e oltre. E’ anche un mondo di cui terroristi esperti nell’arte dei social media come i jihadisti dell’Isis riescono a sfruttare le potenzialità a loro vantaggio forse più dei diplomatici: “C’e’ una differenza fondamentale”, ha spiegato Sandre nel corso del dibattito: “Loro hanno completa liberta’ di azione mentre noi dobbiamo operare in una cornice di legalità che limita quali dati possiamo raccoglierli e come li utilizziamo”. (24 febbraio 2015)
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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts