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ISIS: statue museo Mosul distrutte a martellate, mondo condanna

La distruzione delle statue del museo di Mosul

(Alessandra Baldini)

NEW YORK/PARIGI – Un video che non fa da pari con quello dei cristiani copti decapitati sulle spiagge libiche del Mediterraneo o dei giornalisti vittime dei “tagliatola” in Siria o del pilota giordano arso vivo in una gabbia. Ma e’ l’altra faccia della medaglia. L’inciviltà. 5.000 anni storia persi per sempre. L’Unesco ha condannato con forza la distruzione a picconate di grandi statue e altri manufatti del museo di Mosul da parte dell’Isis e chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza per la protezione delle tradizioni culturali dell’Iraq come “elemento essenziale” per la sicurezza del Paese.

“E’ stato un deliberato attacco alla storia e alla cultura millenaria dell’Iraq”, ha detto la direttrice dell’agenzia Onu Irina Bokova secondo cui questo ultimo atto di vandalismo “e’ molto più di una tragedia per la cultura, e’ un problema di sicurezza dal momento che alimenta violenza settaria, estremismo e conflitti”.

B-zi-h9XEAAFMQl La Bokova ha fatto sapere di aver investito il Consiglio di Sicurezza invocando la risoluzione 2199 sui finanziamenti illeciti all’Isis approvata di recente dai Quindici. L’Unesco identifica alcuni pezzi distrutti nel video: si tratterebbe di grandi statue del museo provenienti da siti patrimonio dell’Unesco come Hatra e artefatti dagli scavi di Ninive. Le statue colossali del nono secolo a.C.  che avevano retto all’invasione dei mongoli.

B-xxMJqWsAAC68dUna condanna e’ arrivata anche da Thomas Campbell, il direttore del Metropolitan Museum che nelle sue raccolte ospita una importante collezione di arte mesopotamica. “A nome del Metropolitan, un museo che nelle sue raccolte protegge e mostra con orgoglio opere d’arte della Mesopotamia antica e islamica, condanniamo con forza questo atto di catastrofica distruzione inferta a uno dei più importanti musei del mondo”, ha detto Campbell secondo cui “l’attacco insensato non colpisce tragicamente solo Mosul ma il nostro impegno universale a usare l’arte per unire i popoli e promuovere la comprensione umana”. Dura condanna anche dal Louvre, un altro grande museo mondiale che ospita antichità mesopotamiche. E dall’Italia, il professor Paolo Matthiae dell’Università La Sapienza di Roma ha definito la distruzione delle statue di Mosul estranea all’Islam tradizionale. “E’ fondamentalismo”, ha detto in una intervista alla Rai.

A New York il ministro per i beni culturali Dario Franceschini ha parlato di “follia cieca e distruttrice su statue patrimonio di tutta l’umanità'”, mentre per Pierdaniele Morandi Bonacossi, direttore della  missione archeologica dell’ Università di Udine in corso nell’ Iraq  settentrionale, l’attacco alle statue non e’ arrivato come una sorpresa: “L’Isis  controllava il museo di Mosul già dal giugno dell’ anno scorso, di  fatto ne erano diventati custodi:  la domanda era solo quando”. 

Secondo l’esperto “in questi giorni si assiste ad una recrudescenza da  parte dell’ Isis della devastazione dei beni culturali dell’ Iraq. Due settimane fa sembra che sia stata distrutta parte delle mura di cinta  di Ninive, anche se poi la cosa è stata smentita da archeologi iracheni”. Purtroppo, fa presente Bonacossi, agli archeologi occidentali  “non è permesso nemmeno avvicinarsi al museo di Mosul e nemmeno al  sito archeologico di Ninive”.   (26 febbraio 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts