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Ebola: Sierra Leone, a Pujehun e Freetown, la “via italiana” che fa la differenza

BRUXELLES – La via italiana che fa la differenza nella lotta a Ebola: se in Sierra Leone l’epidemia di Ebola ha una recrudescenza, cio’ non accade nel distretto di Pujehun dove l’ospedale gestito da Medici con l’Africa Cuamm è sempre rimasto aperto e da oltre un mese non ci sono più casi. Un risultato che non è passato inosservato: l’ONG italiana è stata invitata insieme ad Emergency, all’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma e ai capi di Stato e alle delegazioni delle agenzie delle Nazioni Unite alla Conferenza di alto livello organizzata dall’Unione europea che si è svolta il 3 marzo a Bruxelles.

“La chiamano “the lesson learnt”, la lezione imparata nella lotta contro l’epidemia”, ha detto a Unimondo.org, la testata italiana che fa capo al network internazionale OneWorld, don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm: “C’è molta attenzione nei confronti dei casi che hanno funzionato, delle procedure seguite e di cosa è stato determinante per far arretrare il virus. Forse nel nostro caso c’è stata anche una dose di fortuna ma il fatto di aver tenuto sempre aperto l’ospedale ha rafforzato il sistema sanitario e soprattutto ha creato un rapporto di fiducia con la comunità locale, che in questi casi è uno dei fattori fondamentali per arginare l’epidemia”.

Il summit di Bruxelles ha radunato oltre ottanta delegazioni di paesi africani, europei e di organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite, il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale, fra cui i presidenti di Guinea, Sierra Leone, Liberia e Congo, i Paesi interessati dall’epidemia. L’obiettivo che è stato dichiarato è proprio quello raggiunto nel distretto di Pujehun o oggi in Liberia: arrivare a “zero casi”.

Se il “sistema Italia” ha funzionato nella lotta all’Ebola lo si deve anche, oltre ai fondi stanziati da Roma,  anche  alla presenza sul campo. “Quello che ci ha fatto fare progressi in Sierra Leone è lo stile dei nostri operatori che è fatto di vicinanza insieme a una forte competenza, e credo che questo sia stato riconosciuto a Bruxelles”, ha detto don Carraro.

Non è stato dunque un caso che la delegazione italiana a Bruxelles abbia invitato sia Medici con l’Africa Cuamm che Emergency, impegnata anch’essa sul campo a Freetown, a condividere i risultati durante il summit. Così come non lo è il fatto che il presidente della Sierra Leone Ernest Bai Koroma si sia mosso di persona per andare a vedere il lavoro che Medici con l’Africa Cuamm sta facendo a Pujehun, visitando a novembre il centro di isolamento creato dalla Ong per trattare i malati e fermare il contagio. Intanto il medico di Emergency guarito d Ebola, Fabrizio Pulvirenti, donerà il suo sangue, che ormai contiene gli anticorpi attivi contro il virus, per creare plasma in grado di guarire i malati in Sierra Leone e ha annunciato che tornera’ in Africa “non appena mi chiamano, penso metà maggio”.

(5 marzo 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts