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8 marzo: Ferite a morte a Tunisi; Bonino, usciamo dal mondo occidentale

TUNISI – “Ferite a morte” e’ andata in scena a Tunisi uscendo per la prima volta dal mondo occidentale “grazie all’impegno di donne tunisine coraggiose, perché la violenza domestica è un fenomeno praticato in tutte le parti del mondo. Uno sport ancora diffusissimo che non ha bisogno di stati né di olimpiadi”, ha detto nella capitale tunisina Emma Bonino che ha partecipato al Teatro 4ème Art, in occasione della Giornata internazionale della donna, alla lettura dei monologhi di Serena Dandini e Maura Misiti sul femminicidio.

La sfida era proprio questa, esordire in zone dove l’emancipazione delle donne non è così scontata. Bonino, grande conoscitrice del mondo arabo, e’ andata in scena con un turbante rosso sulla testa “più comodo della parrucca” che nasconde gli effetti della chemioterapia, come aveva detto nei giorni scorsi la ex ministro degli esteri nelle prime interviste dopo la scoperta di avere un cancro ai polmoni.

La Tunisia è un paese in cui il Codice dello statuto personale ha consentito alle tunisine di godere di una condizione unica nel mondo arabo, ma in cui spesso i diritti rimangono tali solo sulla carta. Per esempio, da tempo il  Parlamento tunisino attende di votare una legge organica sulla violenza contro le donne mentre, secondo un recente studio, le donne vittime di violenze psicologiche arriva al 48% mentre quelle di tipo fisico al 32%. L’inserimento, lo scorso anno, del principio dell’uguaglianza dei diritti di donne e uomini in Costituzione è stato il risultato di una difficile mediazione tra tutte le forze politiche e soprattutto una forte risposta della società civile. Ed è stato proprio alle rappresentanti della società civile e delle associazioni che da sempre si battono per i diritti delle donne in Tunisia che Serena Dandini ha affidato i racconti postumi di Ferite a Morte ispirati alla famosa Antologia di Spoon River di Edgar Lee Master.

Sul palco, dunque assieme ale autrici ed Emma Bonino, oratrici d’eccezione a raccontare in francese, arabo letterario e dialetto tunisino. Majdoline Cherni (segretario di stato), Jalila Baccar (attrice), Fatma Saidene (attrice), Bochra Belhaj Hmida (deputata), Latifa Lakhdhar (Ministro tunisino della cultura), Basma Khalfeoui (presidente della fondazione Chokri Belaid), Nedia Khiari (caricaturista), Meriem Belkadhi (giornalista), Raja Dahmeni (ATFD), Lina Ben Mhenni (blogger), Najoua Rezgui (ex prigioniera politica), Amira Yahyaoui (presidente di Bawssala), Amel Hamrouni (cantante).

L’evento si è svolto in collaborazione con Fidh (Federazione internazionale dei diritti dell’uomo, filiale Tunisia), Ltdh (Lega tunisina dei diritti dell’uomo), Afdt (Association femmes démocrates tunisiennes), le Ong italiane Cefa Onlus, Gvc Onlus, e No Peace Without Justice, con il sostegno dell’Istituto
italiano di Cultura di Tunisi e il patrocinio del Ministero degli Esteri, Ambasciata Italiana a Tunisi e Regione Emilia Romagna. (9 marzo 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts