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Bambini soldato: Justine, rapita a 11 anni e salvata da Intersos

ROMA – Bambini soldato: una storia a mille facce. Justine aveva 11 anni quando è stata rapita in Congo dagli uomini armati del LRA: una giornata come tante, stava andando al fiume con le due sorelle per pescare, quando sono state sorprese dalla milizia.Le bambine non avevano scelta. Se si fossero ribellate le avrebbero uccise subito. Così hanno seguito gli uomini armati nella boscaglia e da allora è iniziata la loro prigionia. Justine e le sue sorelle sono diventate prede: ognuna di loro, data in sposa ad un soldato, senza possibilità di scelta.

foto_2La bambina ha passato quattro anni al seguito della milizia, in continui spostamenti tra Repubblica Democratica del Congo e Sud Sudan, fughe nella foresta e sistematici attacchi ai villaggi per rubare cibo, armi, utensili e tutto quello che riuscivano prendere i soldati, compresi altri bambini e bambine, rapiti per ingrossare le file.

Il 25 marzo il Consiglio di Sicurezza dedica un dibattito aperto ai bambini soldato. Sono oltre 250 mila, reclutati in 23 paesi del mondo come Congo, Sud Sudan, Repubblica Centrafricana, Siria, Yemen e trasformati in combattenti, ma  anche, come nel caso di Justine, schiave sessuali, e poi spie, facchini, scudi umani.

Separata dalle sorelle, Justine ha subito violenze e abusi del marito che le era stato imposto, finché non è rimasto vittima di uno scontro con l’esercito governativo. Rimasta vedova, a soli 12 anni, la sua prigionia non si è interrotta: è stata assegnata ad un altro soldato, che non le ha risparmiato soprusi e violenze.

Disperata e stremata dalla quella vita, Justine ha trovato la forza e il coraggio fuggire: durante un attacco dell’esercito governativo, in Sud Sudan, si è nascosta tra la boscaglia  aspettando il momento buono per scappare dai suoi aguzzini.

È così che è arrivata a Yambio, in Sud Sudan, dove l’hanno trovata gli operatori dell’organizzazione umanitaria italiana INTERSOS. La bambina è stata assistita e dopo poco è stata riportata dalla sua famiglia in Repubblica Democratica del Congo, a Dungu. Qui, a piccoli passi, sta ricominciando la sua vita: sarà un processo lungo, sarà duro e difficile ritrovare la normalità dei gesti dopo quattro anni di prigionia e di violenza. Ma adesso Justine ha ricominciato ad andare a scuola, giorno dopo giorno è seguita dagli operatori e dagli psicologici INTERSOS e ritrova lentamente la familiarità con quella vita da cui i miliziani l’avevano strappana quattro anni prima. (24 marzo 2015)

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts