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Bambini soldato in Consiglio Sicurezza: Italia e Nzuami, prevenzione e’ la chiave

(Alessandra Baldini)

NEW YORK – “Abbiamo ucciso, abbiamo saccheggiato. Abbiamo trasportato casse di munizioni, abbiamo camminato migliaia di chilometri con una sola convinzione – dovevamo sparare su tutto ciò che si muoveva per paura che ci avrebbero ammazzato”: Junior Nzita Nzuami, che oggi ha 30 anni ed e’ un ambasciatore di buona volontà delle Nazioni Unite per la prevenzione del reclutamento di bambini soldato  in Congo, ha raccontato al Consiglio di Sicurezza dell’ONU momenti di orrore vissuti durante i suoi tre anni di guerra.

Junior Nzita Nzuami

Junior Nzita Nzuami

La prevenzione è fondamentale per affrontare la tragedia dei bambini soldato. “Non  è solo una responsabilità morale, e’ anche un investimento strategico nel nostro futuro”, ha detto un rappresentante italiano al Consiglio di Sicurezza riunito per discutere la miriade di orrori affrontate dai bambini coinvolti in conflitti armati in tutto il mondo. Complessivamente la stima e’ di 230 milioni di bambini che vivono in zone di guerra  e fino a 15 milioni che sono rimasti influenzati dalla violenza. Nzuami era uno di loro, rapito e costretto a combattere  con le forze ribelli. Le sue esperienze, ha detto, lo hanno spinto a dedicare la sua vita ad aiutare il suo paese a ricostruire un futuro migliore in modo che quello che ha passato “non sarebbe più accaduto.”

Dalla sua esperienza sul campo, l’Italia ha capito che e’ possibile prevenire questa tragedia responsabilizzando i giovani attraverso la scuola, processi di ricostruzione economica e civile e il rispetto della ‘rule of law’. Il fatto che chi recluta bambini soldato sia responsabile di fronte alla giustizia è importante: “Chiediamo al Consiglio di sicurezza a sostenere il ruolo della Corte Penale Internazionale”.

L’Italia ha proposto un piano in cinque punti per aiutare i bambini nei conflitti armati per riappropriarsi della loro infanzia. Oltre alla accountability, questo piano include mandati di mantenimento della pace con disposizioni in materia di protezione dei bambini e la possibilità di rafforzare il mandato dopo una valutazione del grado di protezione.

Al terzo punto, la formazione. Fin dall’inizio, l’Italia ha fortemente sostenuto il lavoro del DPKO per sviluppare un programma di formazione sistematica sulla protezione dei minori per il personale di peacekeeping. L’accesso ai soccorsi umanitari è il quarto punto: se un attore non statale dimostra di essere disposto a impegnarsi costruttivamente con le Nazioni Unite, gli Stati membri non dovrebbero porre ostacoli e garantire l’accesso al territorio per scopi umanitari.

Infine, il ritorno dei bambini nelle loro comunità. Se le cure e l’assistenza non sono adeguate, aumenta il rischio di tornare nei gruppi armati. A questo scopo, i mandati delle Nazioni Unite dovrebbero coinvolgere le comunità locali in programmi di sensibilizzazione e iniziative “peer-to-peer”.

Il Segretario Generale dell’ONU Ban Ki Moon ha aperto l’incontro. La comunità internazionale deve agire “collettivamente e rapidamente” per contrastare il crescente numero di bambini coinvolti nei conflitti armati. “Siamo tutti d’accordo che non possiamo tollerare un mondo in cui i bambini vengono uccisi e mutilati, dove vengono rapiti, oggetto di violenza sessuale, costretti a diventare soldati, e dove attaccati scuole e ospedali”.

Un rapporto pubblicato dall’agenzia Onu per l’infanzia (UNICEF) alla fine dell’anno scorso ha confermato il trend “devastante”di conflitti violenti in tutto il mondo – nella Repubblica Centrafricana, Iraq, Sud Sudan, Siria, Ucraina e nei territori palestinesi occupati – in cui bambini vengono rapiti dalle scuole e reclutati o utilizzati dalle forze armate in numeri sempre più numerosi. (25 marzo 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts