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Da Bologna all’Onu: Segré, con EXPO e Carta Milano facciamo guerra a spreco

(di Francesca Morandi)

BOLOGNA – Da UniBo all’ONU: “Viviamo in un mondo che è ‘mal-educato’ quando mangia, anche per questo lo spreco alimentare globale ammonta a 2.060 miliardi di euro: una volta e 1/3 il Pil italiano”. Cita dati della FAO e sottolinea la necessità di una diversa educazione al consumo di cibo l’agro-economista Andrea Segré, membro del Comitato ristretto di esperti che scriverà la ‘Carta di Milano’, un documento di intenti sulla sostenibilità alimentare condiviso dagli Stati che parteciperanno ad Expo 2015, e che sarà consegnato al segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, il prossimo 16 ottobre. “Sono molto soddisfatto di come stanno procedendo i lavori della ‘Carta’ che ha registrato una partecipazione notevole da parte di esperti, nazionali e internazionali, istituzioni come la FAO e l’UE, e semplici cittadini”, afferma il professor Segré, direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna, città dalla quale è partita la lunga marcia della Campagna anti-spreco che approderà alle Nazioni Unite.

Professor Segré, l’obiettivo dell’Onu e di Expo 2015 è ambizioso: abbattere lo spreco alimentare nel mondo del 50% entro il 2020 mettendo in atto strategie di sostenibilità economica. Quali sono i passi più urgenti da compiere?

“Contrastare lo spreco globale è un obiettivo dell’Onu più che di Expo, che rappresenta tuttavia un evento importante e il trampolino di lancio per la ‘Carta di Milano’ che ci auguriamo non resti solo una ‘carta’ ma diventi una sfida che i governi della Terra raccolgano e mettano in pratica.  Le misure più urgenti riguardano l’educazione alimentare che nelle scuole deve essere inserita nei programmi didattici. Sprechiamo il cibo anche perché non gli diamo il giusto valore. Non siamo educati a mangiare bene, arrivando perfino a ammalarci…”.

Si riferisce all’aumento dell’obesità? Secondo la rivista scientifica britannica ‘The Lancet’ il 30% della popolazione mondiale è obesa, anche nei Paesi emergenti…

“Oggi nel mondo coesistono più di un miliardo di persone che soffre la fame e un numero equivalente che soffre le conseguenze di un eccesso di nutrizione, nella forma di malattie metaboliche come il diabete, ma non solo. Già oggi il sistema alimentare globale sarebbe in grado di garantire a tutti una corretta nutrizione, ma questo non avviene. Il problema risiede nel sistema economico di produzione dominante, improntato alla crescita continua, all’accumulazione”.

Da tempo economisti e premi Nobel sostengono che la  fame nel mondo non è solo un problema di distribuzione di cibo, ma di squilibrio tra domanda e offerta. Ma nulla cambia. Perché?

“Perché c’è chi ci guadagna. Basta pensare che l’attuale sistema produce anche  speculazione sul mercato delle materie prime alimentari, causando un rialzo artificiale nei prezzi del cibo e carestie nei Paesi più poveri del pianeta. C’è poi un aspetto di tipo socio-culturale che emerge soprattutto nei Paesi industrializzati: il modo con cui ci nutriamo è sbagliato.  Se la popolazione della Cina iniziasse mangiare la quantità di carne pari a quella di noi occidentali, lo squilibrio diverrebbe insostenibile. E’ necessario cambiare i nostri modelli di alimentazione. A favore di questo cambiamento intervengono anche logiche direttamente collegate alla salute dell’uomo: è ormai accertato scientificamente che una dieta improntata al consumo di vegetali piuttosto che di carne è più salutare, senza diventare necessariamente tutti vegetariani.  E’ inoltre urgente regolare lo squilibrio tra domanda alimentare e domanda energetica”.

A Expo Lei è coordinatore del tavolo n. 15 “Vietato sprecare” ed è presidente di Last Minute Market (LMM), lo spin off anti-spreco dell’Università di Bologna che ha ottenuto risultati eccellenti in Italia. Come l’esperienza di LMM confluirà in Expo?

“In Italia 800 Comuni italiani, incluse le città di Roma, Milano, Torino, Firenze, Napoli, Palermo, Bologna, Venezia e Trieste, hanno espresso la volontà di impegnarsi contro lo spreco sui territori amministrati, aderendo al progetto di Last Minute Market che a Expo si offre come un laboratorio di pratica reale anti-sperpero.  Il contributo include studi e sondaggi curati dall’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market/Swg ed esperimenti come quello del “Diario Domestico dello spreco alimentare”,  un progetto promosso da LMM-Campagna europea “Un anno contro lo spreco”, che coinvolge un campione rappresentativo di famiglie italiane. Combattere lo spreco è una priorità ma resta fondamentale agire sulla prevenzione: il problema dello sperpero va estirpato alla radice, attraverso modelli di sostenibilità economica che eliminino il più possibile inutili eccedenze di produzione. La Natura ci offre straordinari esempi di economia circolare”.

Che cos’è l’economia circolare? 

Per economia circolare si intende un sistema economico che possa rigenerarsi da solo. Si tratta di un modello in cui le materie vengono costantemente riutilizzate e non ci sono prodotti di scarto. Nella catena produttiva i rifiuti diventano risorse per l’attività stessa o per altre.  La Commissione europea sta ponendo al centro delle sue politiche ambientali queste nuove logiche  che si contrappongono a quelle dell’attuale sistema, definito ‘lineare’, che causa continuamente rifiuti e rottami”.

Il continente europeo spreca ogni anno oltre 100 tonnellate di cibo. I dati sullo spreco sono enormi, funzionerà la ‘Carta di Milano’ la cui  bozza sarà presentata il prossimo 28 aprile?

“Io ovviamente ci credo. Tutto il lavoro è partito da Bologna con le giornate europee contro lo spreco 2010 promosse da Last Minute Market e dalla Facoltà di  Agraria dell’Alma Mater, per poi arrivare all’approvazione della Risoluzione europea del gennaio 2012, primo documento internazionale che ha dato fondamento scientifico e concretezza a una strategia anti-spreco su scala europea.  La ‘Carta di Milano’ trarrà contenuti anche dalla ‘Carta di Bologna’,  sottoscritta dal governo italiano e  che oggi  sta evolvendo in una piattaforma di intenti globale che, ci auguriamo, sia sottoscritta durante l’Expo dai governi partecipanti, riportando così la questione dello spreco del cibo e del diritto al cibo al centro delle priorità di tutto il mondo”.

Un’eredità dell’Esposizione Universale 2015 sarà Eataly World-Fabbrica Italiana Contadina, il progetto di un Expo permanente delle eccellenze alimentari italiane che sorgerà a  Bologna negli spazi dell’ex  mercato ortofrutticolo della città  a partire dal novembre 2015. Tutto parte ancora dal suo ingegno e da Bologna… ce ne parla?

“L’idea mi è venuta guardando l’enorme area inutilizzata dell’ex mercato ortofrutticolo di Bologna, oggi Centro agroalimentare di Bologna (Caab). Inizialmente volevamo creare una sorta di Fattoria didattica, poi sviluppata in una Cittadella del cibo che, a partire dalla collaborazione con il patron di Eataly Oscar Farinetti, è evoluta in Eataly World, un parco agroalimentare ‘a tema’ che in 80mila metri quadrati raccoglierà tutta la filiera italiana del cibo dal campo di grano al consumo. L’intera struttura e i 108 Orti Urbani saranno coltivati in chiave sostenibile da giovani e famiglie under 30 e saranno alimentati da un vasto impianto fotovoltaico. Sarà un ‘parco’ agroalimentare unico al mondo, nato da un deserto urbano…”. (1 aprile 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts