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Da Etiopia marmellata di fichi d’india a Roma su scaffali Eataly

ROMA –  In Etiopia, una cooperativa di donne ha raggiunto il mercato internazionale grazie ad un progetto nato dalla partnership tra Eataly e la FAO costituita nel 2013 per aiutare i piccoli agricoltori di tutto il mondo ad aumentare la produzione e trovare il modo di conquistare nuovi clienti all’estero.Per alcuni anni Tsega Gebrekidan Aregawi ha gestito nella città etiope di Mekelle un piccolo chiosco, dove gli studenti universitari locali si fermavano per acquistare succhi di frutta fresca, biscotti e marmellate fatte in casa prima di andare a lezione. A quel tempo Tsega non poteva certo immaginare che alcuni dei suoi prodotti sarebbero un giorno riusciti a raggiungere il mercato globale. Lo scorso anno le cose sono cambiate, quando la FAO e Eataly hanno deciso di offrire a lei e alle cinque donne socie della cooperativa questa ambiziosa opportunità aiutandole ad incrementare la produzione di marmellate di fichi d’india per destinarle alle tavole europee.

La marmellata della cooperativa di Mekelle

La marmellata della cooperativa di Mekelle

La cooperativa si è dimostrata all’altezza della sfida. Finora ha prodotto migliaia barattoli di marmellata e sta cercando di utilizzare i ricavi anche per espandere la produzione e la varietà di ciò che producono sempre tenendo alto il livello per soddisfare gli standard per la sicurezza alimentare sia etili che europei. Il supporto fornito alla cooperativa, cosí come lo sviluppo di nuove produzioni agricole, fa parte di un piú ampio progetto di sviluppo realizzato dalla FAO insieme al governo etiope e a quello italiano. La Cooperazione italiana allo sviluppo ha contribuito con circa nove milioni di dollari negli ultimi otto anni.

Lo spazio di lavoro della cooperativa è costituito da aree separate: per la frutta fresca, per la produzione e per l’immagazzinamento dei barattoli di vetro. La frutta, acquistata da produttori locali, viene lavata e pulita in uno spazio all’aperto.

Nella prima fase pilota, sono stati confezionati sino a 200 vasetti al giorno. Ognuno di loro sarà acquistato a 3,50 euro, un prezzo ritenuto in linea con gli standard del mercato locale, che copre i costi di produzione e garantisce buoni ricavi per la cooperativa. Alcune donne della cooperativa sono ancora molto giovani, ma chi è madre vede in questo lavoro l’opportunità di garantire un’istruzione e un futuro migliore ai propri figli.

Il 31 gennaio scorso una delegazione della cooperativa si è recata ad Addis Abeba per incontrare il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva, nella capitale etiope per partecipare al vertice dell’Unione Africana. “Le nostre vite sono cambiate da quando ci siamo cimentate in questa impresa,” ha detto Tsega al Direttore Generale.

“Questo è il genere di risultati che ci aspettiamo dall’agricoltura”, ha commentato Graziano da Silva, congratulandosi per il loro successo. “L’agricoltura familiare e i piccoli produttori hanno molto da offrire alle loro comunità, e ai mercati internazionali. Il loro potenziale è grande, hanno solo bisogno del giusto tipo di supporto per sbloccarlo”, ha aggiunto.

Il fico d'india, tradizionale raccolta a febbraio

Il fico d’india, tradizionale raccolta a febbraio

La storia di successo in Etiopia illustra ciò che la FAO sta cercando di fare sul campo: fornire alle donne che lavorano i campi gli strumenti per generare maggiore reddito e migliorare le proprie condizioni di vita. Il risultato: cibo e nutrizione migliore per sé e per le proprie famiglie, economie locali più forti e piccole imprese che saranno in grado di continuare a crescere in proprio, quando si concluderà l’intervento della FAO.

“Eataly e FAO condividono gli stessi valori in merito all’agricoltura sostenibile e all’impatto positivo che essa può avere sulle economie locali”, ha commentato Nicola Farinetti, CEO di Eataly. “L’arrivo sul mercato internazionale sarà un banco di prova per la confettura di fichi d’india, e un’ottima opportunità per il sostegno della cooperativa di Mekelle”.

La collaborazione con Eataly è un esempio dell’attenzione della FAO per i partenariati. Dal 2013, l’organizzazione ha sottoscritto oltre 60 accordi con molti e diversi soggetti, del settore privato, della società civile, delle organizzazioni non governative, con le cooperative e con il mondo accademico. (8 aprile 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts