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Il sapere che resiste: progetto di Un Ponte Per e UNESCO in Iraq

(di Francesca Morandi)

FIRENZE/BAGHDAD – In principio e’ l’amore per i libri, per il “sapere che resiste”. Dalla Biblioteca Nazionale di Firenze aiutata dagli “angeli del fango” venuti da tutto il mondo dopo l’alluvione del 1966 e’ partito “un ponte per” la Biblioteca Nazionale di Baghdad.

Le televisioni di tutto il mondo hanno trasmesso la devastazione fatta dall’Isis di siti archeologici millenari e opere d’arte di altissimo valore in Iraq, ma in questo stesso Paese c’è chi ricostruisce e protegge, silenziosamente ma tenacemente, lo straordinario patrimonio culturale iracheno. Da dieci anni l’associazione non governativa “Un Ponte Per” (www.unponteper.it) ha avviato il programma “Il Sapere che resiste”, sostenuto, nel corso del tempo, da un numero crescente di istituzioni, tra le quali l’Unesco, l’Unione Europea, il Ministero degli Esteri italiano, la Conferenza Episcopale Italiana (CEI), Regione Toscana,  Regione Lombardia e il Comune di Firenze.

Erbil, un ponte per, I Libri della Riconciliazione, foto di Pierluigi Giorgi

Erbil – Libri della Riconciliazione, foto di Pierluigi Giorgi

Tutto nasce nel lontano 2003, quando, con la seconda guerra in Iraq, cominciava il saccheggio dell’immenso patrimonio culturale iracheno. Musei, siti archeologici, biblioteche iniziarono a essere presi d’assalto da milizie di ogni tipo dalle quali mercanti d’arte senza scrupoli erano pronti a comprare opere trafugate per rivenderle ai collezionisti in Occidente. Anche vandali di ogni risma iniziarono a derubare la Biblioteca e Archivio Nazionale di Baghdad, dove nell’aprile del 2003 scoppiò un incendio. Al caos seguì il latrocinio e, poche settimane dopo, antiche edizioni di testi filosofici, compendi matematici, trattati storici, documenti imperiali ottomani, manoscritti degli archivi dei re persiani, iniziarono ad apparire nei mercati della capitale, venduti per una manciata di dinari. Nei roghi e saccheggi si stima che la Biblioteca di Baghdad abbia perduto per sempre il 25% del suo patrimonio librario e di riviste storiche, così come il 60% degli archivi nazionali e la quasi totalità delle collezioni di fotografie e mappe storiche.

All’epoca il mondo si indignò come si indigna oggi di fronte agli scempi compiuti dall’Isis, ma l’ong “Un ponte per” decise di agire, cominciando a sostenere la Biblioteca Nazionale di Baghdad, dove i ladri avevano portato via persino finestre, tavoli e sedie. Ciononostante il direttore della Biblioteca di Baghdad, lo storico curdo-iracheno Saad Eskander, non volle arrendersi alla distruzione di quel mosaico di civiltà inestimabile. Dall’incontro tra Saad Eskander e “Un Ponte Per”, con il coinvolgimento della Nazionale di Firenze, nacque il progetto “La Casa dei Libri” che continua ininterrottamente dal 2003.  Nel giro di dieci anni la Biblioteca di Baghdad è rinata, con un laboratorio di restauro e uno studio di digitalizzazione unico in tutto il Paese, che aiuta anche tutte le altre biblioteche irachene a conservare i loro testi e manoscritti. Oggi il sito della Biblioteca è tornato ad essere il centro intellettuale della capitale irachena, oltre che custode prezioso di quelle storie millenarie che compongono da secoli il mosaico di civiltà della Mesopotamia.

Con l’aiuto dell’Unesco, che ha fornito un software adeguato per la catalogazione dei manoscritti secondo gli standard internazionali, della Regione Lombardia e della Regione Toscana, sono stati acquistati e distribuiti server e computer, allestiti i luoghi per la catalogazione, distribuiti materiali per la catalogazione dei libri e un’accurata pulitura dei volumi. Quello della “Casa di Baghdad” è stato lavoro enorme che ha compreso corsi di formazione e workshop internazionali, e si è sviluppato in altri progetti. Come quello lanciato nel gennaio del 2013, chiamato “Libri della riconciliazione”, dedicato alla conservazione e al restauro degli archivi librai delle molteplici minoranze irachene: turcomanni, cristiani caldei, armeni, sabei e mandei, shabak, kakai e tanti altri. Dopo una prima fase dedicata alle tecniche di digitalizzazione, grazie alla collaborazione con il Centro Digitalizzazione Manoscritti Orientali (CNMO), oggi il progetto è continua a Erbil ed è entrato in una nuova fase che prevede corsi di formazione per i locali. Obiettivo dei “Libri della Riconciliazione” è anche quello di far dialogare le diverse minoranze irachene, che, insieme ai propri leader religiosi, sono coinvolte in attività di studio e lavoro. Il progetto mira inoltre a dare una speranza a molti giovani e sfollati iracheni, fuggiti alla furia dell’Isis, offrendo loro una possibilità professionale in un periodo drammatico per il loro Paese.

Un’evoluzione  del programma “Il Sapere che resiste” è anche il progetto “Suoni dall’Iraq” finalizzato al recupero, alla digitalizzazione e alla creazione di un archivio sonoro online della storia musicale irachena, tra le più ricche del mondo e importante caposaldo della memoria collettiva del Paese.

Nei giorni scorsi da Baghdad l’Unesco, in prima fila nella difesa del patrimonio culturale dell’Iraq, ha lanciato la campagna #Unite4heritage per riunire in una rete chi voglia contrastare la “propaganda di pulizia culturale e di distruzione del patrimonio culturale, sostenere la gioventù irachena e mobilitare i giovani in tutto il mondo in favore della tutela del patrimonio culturale e artistico iracheno”. (9 aprile 2010)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts