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Marazziti, pena di morte nuova frontiera diritti civili in Usa

(Alessandra Baldini)

NEW YORK – La pena di morte come nuova frontiera dei movimenti per i diritti civili negli stati del Sud degli Usa che ancora praticano le esecuzioni: secondo Mario Marazziti questa alleanza, “che ancora non esiste” potrebbe costituire una svolta per chiudere una volta per tutte con la pena capitale in America. Parlamentare, presidente della Commissione per i Diritti Umani della Camera dei deputati e portavoce della Comunità di Sant’Egidio, Marazziti e’ un italiano che da anni sta cercando di far dire agli americani “no” alla pena di morte. In questi giorni è negli Usa per parlare del suo ultimo libro, uscito solo in inglese, e che mostra – così il titolo – “13 Ways of Looking at the Death Penalty”.

“L’opinione pubblica americana sta cambiando: gruppi di cittadini, politici progressisti, persone di fede hanno ispirato un movimentino di opposizione e molte città e stati americani oggi hanno creato zone anti-pena di morte: non solo Cambridge e Berkeley, ma il New Jersey, il Connecticut, l’Illinois, il New Mexico, il Maryland”, ha detto Marazziti alla presentazione del volume pubblicato da Seven Stories Press oggi all’Istituto Italiano di Cultura. E’ chiaro che da quando l’esponente di Sant’Egidio ha cominciato a frequentare, su input di un amico, i bracci della morte negli Usa molto e’ cambiato,  molto pero’ resta ancora da fare: “Il movimento per l’abolizione delle esecuzioni in America predica ai convertiti”, mentre e’ necessario aprire nuovi fronti, ha detto Marazziti notando un parallelo tra le pene maggiorate imposte agli schiavi nel Sud degli Usa e la discriminazione nell’applicazione della pena di morte nei confronti degli afroamericani.

Ecco dunque il senso del libro, delle sue storie umane, le sue statistiche (5.757 giorni in media in ‘death row’, nel braccio della morte, tra condanna e esecuzione, 11 dollari e 75 la media pagata all’ora al difensore d’ufficio in Mississippi), per illustrare una realtà che in alcuni stati continua a uccidere con l’ostinazione di chi sente di essere arrivato al capolinea. Il Texas, che un mese fa stava per finire i veleni dell’ iniezione letale, se ne è procurati al di fuori dei canali regolati dall’Fda quanti ne bastano per altre quattro esecuzioni. E ne ha utilizzata la prima dose con Kent Sprouse, condannato nel 2002 per aver ucciso un poliziotto.

Prima dell’Istituto di Cultura, Marazziti ha portato il suo libro alla Georgetown University di Washington,  all’Onu con gli ambasciatori dell’Unione Europea, e dalla prossima settimana sarà a Los Angeles, a San Francisco e Berkeley. Il messaggio affronta le “falle” del sistema, i suoi paradossi e le sue contraddizioni: gli innocenti scagionati, i morti di morte naturale dopo anni in attesa di essere uccisi, le famiglie delle vittime contrarie alle esecuzioni, il ruolo delle religioni. La death row della California che sta per registrare il “tutto esaurito” a San Quentin perche’ lo stato continua a condannare ma non da anni non uccide.

E’ proprio a San Quentin che nasce l’ossessione di Marazziti per chiudere per sempre con la pena di morte: aveva otto anni nel 1960 quando Caryl Chessman fu messo a morte con la camera a gas: “Ricordo l’infografica sui giornali: la capsula di veleno che cadeva da una fessura sul soffitto in una catinella di acqua, il veleno che si sprigionava, il condannato soffocato a morte”.

Il metodo di Marazziti, che nel 2007 ha portato all’approvazione all’Onu della prima moratoria sulla pena di morte, è quello della “ricetta Sant’Egidio”, lo stesso mix di ricerca di rapporti personali e di strumenti ancora non usati, che ha portato la Comunità di Trastevere, fondata da Andrea Riccardi, a mediare i conflitti in Mozambico e Costa d’Avorio, Centrafrica e Filippine. Che ha creato, fra l’altro, il progetto Dream, che cura e assiste i malati di Aids e le loro famiglie in Africa, e l’iniziativa Città per la Vita: dal Colosseo illuminato a 1.500 eventi ogni novembre in giro per il mondo. (AB 10 aprile 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts