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Popoli nomadi sempre meno tollerati. L’Onu: basta pregiudizi, sì a diritti

(di Maria Novella Topi)

ROMA – La Giornata internazionale di Rom, Sinti e Camminanti è giunta quest’anno nel momento in cui in Italia è altissima la polemica sulle dichiarazioni del leader della Lega Matteo Salvini, secondo il quale i campi che li ospitano sono da ‘rasare’. Parole che, oltre ad aver sollevato una levata di scudi, sembrano tuttavia confermare uno dei dati più allarmanti che riguardano i rapporti tra il nostro paese e il popolo rom.

rom1 Secondo un’inchiesta condotta dal Pew Research Center in sette paesi europei nel continente, infatti, quella rom è la minoranza maggiormente discriminata e quasi sempre si ha della sua quantità una percezione enfatizzata, essendo i  rom molto meno numerosi di quanto avvertito. In Italia inoltre c’è la situazione peggiore quanto a opinioni negative:  l’85 per cento degli intervistati fornisce giudizi critici, contro il 41 degli spagnoli e, a salire, il 42 della Germania, il 49 della Polonia, il 50 della Gran Bretagna, il 53 della Grecia e il 66 della Francia. Nella percezione generale è influente lo schieramento politico, ma non del tutto: in Francia, il 54 per cento degli intervistati che si definisce di sinistra ha un’idea negativa dei rom, lo stesso succede al 76 per cento di chi si definisce di destra. In tutti comunque è alta l’insofferenza nei confronti anche di musulmani, ebrei ecc.

E’ proprio per combattere questo diffuso sentire che in  Italia è stata avviata una raccolta di firme nazionale per il riconoscimento delle minoranze zingare, con l’obiettivo di arrivare a 50 mila sottoscrizioni entro l’estate per poi presentare un’iniziativa di legge popolare che, sulla scorta degli articoli 3 e 6 della Costituzione che prevedono l’uguaglianza totale dei diritti e il riconoscimento delle minoranze,  possa portare al varo di una legge ad hoc per rom, sinti e camminanti. In Italia comunque il popolo nomade rappresenta lo 0,23 del totale: 160 mila persone vivono in un’abitazione e hanno quindi assunto il crisma della stanzialità, ma sono ancora 40 mila –  è tra l’altro il Vaticano a ricordarlo con grande preoccupazione – ad occupare una delle vergogne di ogni grande e desolata periferia italiana, i campi nomadi.

romProprio in occasione della Giornata internazionale dedicata a questo popolo la Farnesina ha ribadito l’impegno del governo ”in  favore dell’inclusione di Rom, Sinti e Camminanti, anche attraverso l’applicazione delle Convenzioni internazionali quali quelle relative allo statuto delle persone apolidi del 1954 e alla riduzione dell’apolidia del 1961, ratificata dall’Italia nel dicembre scorso”.

Nel corso del monitoraggio periodico della situazione interna dei diritti umani, cui sono sottoposti tutti gli stati membri delle Nazioni Unite (‘Universal Periodic Review’), l’Italia si è impegnata lo scorso 18 marzo ad adempiere ad alcune raccomandazioni relative a rom, sinti e camminanti. ”Tali raccomandazioni  – afferma il ministero – prevedono tra l’altro lo snellimento delle procedure amministrative per ridurre i casi di apolidia, l’adozione di ulteriori misure per combattere ogni forma di discriminazione contro la comunità rom e assicurare pari opportunità nell’esercizio dei diritti economico-sociali e culturali, il rafforzamento dell’applicazione a livello locale della Strategia nazionale per l’inclusione” delle genti zigane.

Ma è da Ginevra che è giunto l’appello più accorato a combattere contro ”l’anti-ziganismo” diffuso, per cercare in qualche modo di rimediare alla discriminazione secolare nei confronti dei Rom.

Rita Izsak, esperta indipendente delle Nazioni Unite  per le minoranze, ha chiesto ai paesi di lottare contro i pregiudizi e la discriminazione sociale: occorre ribaltare i termini della questione, mettendo da parte ‘il problema Rom’ e ponendo invece al centro  la questione dei loro diritti umani. Iszak presenterà a giugno uno studio approfondito sulla questione, proprio al Consiglio dell’Onu per i diritti umani; intanto si dice preoccupata dalle ”forme che l’anti-ziganismo prende nel mondo…. l’attuale crescita del populismo e dell’estremismo di destra in molti paesi”.

Rita Iszak chiede quindi di ”non tollerare mai più discorsi pubblici che svelino punti di vista di odio, di razzismo, di discriminazione nei confronti del popolo nomade, che continua a non essere rappresentato in nessun organo decisionale di nessun  paese”, determinando, si potrebbe dire, una situazione  paradossale di ‘invisibilità’ nelle istituzioni  a fronte di una visibilità sempre meno  tollerata  e osteggiata, nelle nostre città.

(10 aprile 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts