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Genocidio in Rwanda: Torino ricorda con “La lista del console”

TORINO – “Decisi che avrei operato così. Mi sarei vestito sempre allo stesso modo per essere riconoscibile: pantaloni scuri, camicia azzurra, giacca grigia. Distribuite nelle tasche – e sempre nello stesso posto – avrei messo banconote da 5000 franchi rwandesi (circa 20 euro), da 1000, da 500 e, infine, da 100 franchi, per essere sempre pronto a estrarre la cifra giusta, senza dover contare i soldi: la mancia dev’essere data nella misura giusta, se dai troppo ti ammazzano per derubarti, se dai troppo poco non passi”. Il museo Diffuso della Resistenza di Torino ha commemorato il genocidio del 1994 in Rwanda – cento giorni, un milione di morti – celebrando il console onorario italiano a Kigali Pierantonio Costa, che salvo’ la vita di circa duemila persone tra cui 375 bambini. L’incontro si e’ svolto nell’ambito delle attivita’ dell’Iniziativa Italia-Africa promossa dal ministero degli Esteri.

La copertina del libro di Costa e Scalettari

La copertina del libro di Costa e Scalettari

L’avventura umanitaria di Costa e’ raccontata in un libro scritto con il giornalista Luciano Scalettari tradotto a sua volta nel film del regista Alessandro Rocca proiettato giovedì al museo di Torino.  “Nella borsa avrei avuto costantemente con me alcuni fogli con la carta intestata del consolato d’Italia, e sul fuoristrada ci sarebbero state le immancabili bandiere italiane. Quanto alla durata delle incursioni oltre confine, avrei evitato il più possibile di dormire in Ruanda e di viaggiare col buio”, sempre nelle parole di Costa che per la sua azione  e’ stato insignito della medaglia d’oro al valor civile e di una decorazione simile dalle autorita’ belghe. Nel 2008 gli e’ stato dedicato un alberello nel Giardino dei Giusti del Mondo di Padova, nel 2010 e’ stato  candidato al premio Nobel per la Pace.

Aiutato dal figlio Olivier, Costa agi’ di concerto con rappresentanti della Croce Rossa e di svariate Ong. Non un missionario votato al sacrificio, ma un noto imprenditore con famiglia che si e’ fatto guidare dalla sua coscienza, il console decise di rischiare la sua vita mettendo semplicemente a disposizione del prossimo la sua umanità e i suoi beni. A seguito della proiezione Scalettari ha dialogato con il Costa, il regista e con lo scrittore Daniele Scaglione, autore del libro “Rwanda. Istruzioni per un genocidio”.

Il Museo Diffuso della Resistenza di Torino

Il Museo Diffuso della Resistenza di Torino

Il Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà ha un nome lungo e complesso quanto le trasformazioni – culturali, economiche, sociali – del periodo che si propone di rappresentare. Aperto al pubblico nel 2003 su iniziativa della Città di Torino, si dedica alla comunicazione della storia e della memoria dei valori della Resistenza, che si propone di mantenere vivi collegandoli con una riflessione sui Diritti e le Libertà fondamentali della persona. (AB, 10 aprile 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts