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Unicef: rapporto shock, 800 mila bambini nigeriani costretti alla fuga. Ecco i disegni

(di Maria Novella Topi) – LAGOS – ”Bambini scomparsi’, ma anche ”Bambini perduti”: si potrebbe tradurre così, con una parola che non lascia scampo, che toglie il fiato, il nuovo rapporto shock dell’Unicef sui guasti e le distruzioni provocate dai feroci fondamentalisti di Boko Haram in Nigeria.

imagesU02JU4KT Le cifre della tragedia in atto nel cuore del continente africano sono trafitture contro l’indifferenza generale e l’Unicef – che ha appunto intitolato il suo nuovo rapporto ‘Missing Childhoods’ – non ne risparmia nessuna. Oltre 800 mila bambini costretti a fuggire a causa del conflitto in atto nel nord est della Nigeria, un flusso più che raddoppiato nel giro di un solo anno, più di 300 scuole distrutte o danneggiate,  quasi 200 insegnati e  500 studenti uccisi, centinaia e centinaia di bambine stuprate e rapite.

Da quando Boko Haram rapì oltre 200 studentesse a Chibok, dopo averle radunate, costrette a indossare il velo, indotte a cantare le gesta dei suoi leader, sposate a forza,ridotte in schiavitù, il fenomeno si è allargato a dismisura, afferma l’Unicef e quell’episodio resta solo uno dei tanti di cui magari non si riesce ad avere notizia.

imagesI7KJE0TSMa è tutta la regione ad essere stata messa in ginocchio, perchè colpita proprio in ciò che può ancora rappresentare un futuro diverso: la sua infanzia. Così migliaia e migliaia di bambini fuggono ovunque, attraversano i confini di Ciad, Camerun, Niger cercando di salvarsi la vita in qualche modo, divisi dai genitori ma lontani dai campi di addestramento alla guerra dei fondamentalisti, dai giacigli degli stupri.

L’Unicef usa la frase ”Bambini e adolescenti la stanno pagando cara” e non c’è nulla che faccia capire meglio la situazione. Tuttavia l’organizzazione dell’Onu per l’infanzia vuole provare a dare una risposta intensificando il suo impegno umanitario e fornendo anche un sostegno psicologico già ad oltre 60 mila bambini. Chiede aiuto ai donatori internazionali, lavora con partner per fornire acqua potabile, cure, l’accesso all’istruzione, ai servizi sanitari, per cominciare il percorso verso una vita decente.

Ma ha anche inventato qualcosa che  pone l’accento sul devastante impatto del conflitto sui bambini in tutta la regione: con l’hastag  #bringbackourchildhood, e usando Snapchat – una piattaforma sociale in cui i messaggi spariscono – evidenzia la situazione di centinaia di migliaia di bambini che hanno perso la loro infanzia a causa del conflitto. Per raccontare le storie, quelle che si snodano in tutta l’area, l’Unicef e alcuni artisti di Snapchat condivideranno immagini basate sui disegni dei bambini di Nigeria, Ciad, Niger e Camerun. L’opera rifletterà, affermano gli ideatori del progetto, ”ciò che i bambini perdono scappando da casa, le ferite emotive e le sofferenze che hanno sopportato, come  vedere i propri genitori e fratelli uccisi, torturati o rapiti. Le persone saranno invitate a condividere ciò che avrebbero perso di più se fossero stati costretti ad abbandonare la loro casa  sia su Snapchat, sia utilizzando altri canali sociali con l’hastag #bringbackourchildhood.

Perché la vita di quei bambini sia raccontata da loro stessi.

(14 aprile 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts