Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

50 anni di Coopi: riflessione a Milano su ruolo ONG nella cooperazione

(di Francesca Morandi)

MILANO –  Assistere le popolazioni colpite da povertà estrema, conflitti e catastrofi. Da 50 anni lo fa Coopi, una delle più grandi organizzazioni non governative italiane, fondata da Padre Vincenzo Barbieri nel 1965, che oggi guarda a un mondo in continuo mutamento e raccoglie le sfide globali sintetizzate nella “Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite”.

Il convegno “Change – Una cooperazione che cambia”, organizzato per celebrare i 50 anni della ONG, tenutosi oggi a Palazzo delle Stelline a Milano, è stato infatti anche l’occasione per ragionare sullo “stato dell’arte” della Carta firmata l’8 settembre del 2000 a Palazzo di Vetro a New York da 189 membri dell’Onu e contenente otto Obiettivi del Millennio, da raggiungere entro il 2015. Molti risultati sono stati raggiunti, come il dimezzamento della percentuale di persone che vivono con meno di un dollaro al giorno e il miglioramento della diffusione dell’istruzione a livello globale, ma alcune situazioni restano critiche. Anche perché nuove guerre sono esplose, causando flussi migratori eccezionali dal Sud del mondo.

Padre Vincenzo Barbieri

Padre Vincenzo Barbieri

“Il problema è reperire nuovi finanziamenti vitali alle Ong per agire sul campo, vicino alle comunità locali: Coopi opera in 23 Paesi (l’80% in Africa), portando avanti 180 programmi di cooperazione, per un valore di 40 milioni di euro di interventi all’anno, grazie all’azione di 4000 cooperanti in giro per il mondo”, ha spiegato Claudio Ceravolo, presidente della ONG, sul palco insieme a Lapo Pistelli, vice-ministro agli Affari Esteri, Fabrizio Spada, direttore della Rappresentanza a Milano della Commissione Europea, Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche Sociali Comune di Milano e il Direttore della Cooperazione Italiana Gianpaolo Cantini.

“Il 2015 è un anno importante in quanto si terrà la Conferenza internazionale a Addis Abeba sul finanziamento allo sviluppo globale e sono in corso i negoziati per la nuova Agenda Onu post-2015, che, fra le altre cose, dovrebbe dare un impulso a un partenariato globale delle ONG e riconoscere il settore profit come uno dei soggetti della cooperazione “, ha affermato ancora Ceravolo.

Lapo Pistelli

Lapo Pistelli

Il viceministro Pistelli ha ricordato che “in Italia è in fase di implementazione la nuova legge sulla cooperazione internazionale approvata lo scorso luglio dal Parlamento” e che prevede l’inserimento dei soggetti profit nel sistema della cooperazione italiana, insieme alle organizzazioni non profit e alle amministrazioni e istituzioni pubbliche. “Entro l’anno auspico un governo globale nella cooperazione e conto nel lavoro dell’Alto Rappresentante per la Politica Estera Europea, Federica Mogherini, affinché crei “cluster” di cooperazione in Europa”.

COOPI al lavoro in Centrafrica

COOPI al lavoro in Centrafrica

Questo anche perche’ “instabilità e conflitti coinvolgono un arco territoriale enorme che va dal Maghreb all’Africa sub-sahariana, ai Paesi del Golfo fino a toccare il Pakistan. I media parlano molto della situazione in Libia come se fosse l’unico problema a fronte dei drammatici flussi di migranti che attraversano il Mediterraneo, ma non è così”, ha detto Pistelli parlando con OnuItalia ai margini del convegno:  “Raramente abbiamo avuto davanti un arco di crisi così difficile e vasto, che presenta però elementi comuni”. Quanto alla Libia, Paese segnato da una drammatica guerra civile e distante solo poche migliaia di km dall’Italia, il numero due della Farnesina ha osservato come “è certamente il punto di transito per migliaia di disperati che vogliono raggiungere l’Europa” ma “bisogna agire alla radice dei problemi che sono molteplici e riguardano una porzione di mondo”.

In questo disordine globale “l’Italia, suo malgrado, è in una ‘tribuna’ rilevante, perché la geografia impone le sue regole, ma possiamo farcela a vincere questa sfida”,  ha osservato Pistelli durante il convegno: “Stiamo convivendo con un’emergenza che non è più tale ma è Storia, perché sono in atto cambiamenti epocali nei Paesi arabi che generano un picco nelle migrazioni. Non è mai stata così grande l’estensione dei conflitti vicini al Mediterraneo”.  (15 aprile 2015)

The following two tabs change content below.

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts