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Patrimoni distrutti nei conflitti: Italia ripropone caschi blu per la cultura

LONDRA – ‘Culture in crisis’: è il titolo della Conferenza sulla distruzione dei patrimoni culturali nel mondo ospitata a Londra dal Victoria and Albert Museum in collaborazione con l’Università americana di Yale. Martin Roth, direttore del Museo londinese ha subito fatto una premessa: la distruzione del sito archeologico di Nimrud è un punto di non ritorno, ora musei e istituzioni internazionali devono collaborare per salvare il patrimonio del Medio Oriente dalla furia dell’Isis.

images77AQ71PETra alcuni dei più importanti esperti mondiali in tutela della cultura in tempo di conflitto, la sottosegretaria alla Cultura Ilaria Borletti Buitoni ha fornito un dato allarmante: sono 29 i siti finora completamente distrutti dallo Stato islamico e da gruppi suoi affiliati in Libia, Siria e Iraq.   Per fermare quelli che l’Unesco ha bollato come crimini di guerra si deve agire in fretta. E l’Italia, ne è la riprova la sua presenza istituzionale alla conferenza, è in prima linea. Borletti Buitoni ha spiegato alcuni dei dettagli della proposta italiana che sta raccogliendo molto successo a livello internazionale, quella dei cosiddetti caschi blu per la cultura.

”Credo che entro l’estate si arriverà a una strategia in questo senso se, come mi pare, la proposta verrà accolta”, ha sottolineato, affermando che già diversi Paesi hanno dato il loro sostegno. ”Saranno persone con competenze sottoposte però ad un addestramento di tipo militare”, seguendo l’esempio dei corpi istituiti per il recupero delle opere d’arte dalle truppe di liberazione nella  Seconda Guerra mondiale.   Insomma, una sorta di ‘Monuments Men’ in chiave attuale, che però devono affrontare la minaccia degli integralisti dell’Isis pronti a distruggere siti e reperti ove si possa. ”Rispetto però ai conflitti del passato in questo caso siamo di fronte alla negazione totale dell’uso del patrimonio”, ha detto Stefano De Caro, direttore generale  dell’Iccrom. ”Questa è una guerra alla cultura e quindi è molto difficile operare”.

Riguardo alla vendita di reperti trafugati dallo Stato islamico, mancano ancora dati certi. Secondo James Ede, che guida una delle più importanti gallerie d’arte londinesi specializzata in antichità, circola molta disinformazione in proposito. ”Al momento ci sono le prove delle razzie compiute dai jihadisti ma non del fatto che i reperti poi finiscano sul mercato internazionale”. Per Ede, si tratta di oggetti molto difficili da vendere, anche sul mercato nero. ”Se questo materiale è stato preso dai musei in Siria e Iraq o nei siti storici allora si trova ancora là – ha aggiunto – O forse anche nei Paesi del Golfo, comunque in Medio Oriente”.

(15 aprile 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts