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Lampedusa: organizzazioni umanitarie accusano e chiedono un ‘Mare Nostrum’ della Ue

ROMA- Le organizzazioni umanitarie fanno sentire la loro voce dopo l’immane tragedia dei giorni scorsi quando nel Mediterraneo un ennesimo naufragio ha causato la morte di almeno 700 migranti.  Intanto perché non realizzare un’operazione tipo Mare Nostrum, ma europea? A chiederla sono le principali organizzazioni umanitarie, che sollecitano l’Europa a intervenire subito e in maniera incisiva per evitare che tragedie come quella nel Canale di Sicilia continuino a ripetersi.

“Contro le tragedie di immigrati in mare serve un’operazione Mare Nostrum europea. La chiediamo da oltre un anno e non c’è stata risposta” ha detto Carlotta Sami, portavoce dell’Unhcr. “Ci troviamo in un momento epocale per numero di persone in fuga dalle guerre. Per questo è necessaria una strategia di intervento condivisa da tutti i Paesi europei” ha aggiunto Sami, secondo la quale bisogna anche aprire “canali legali di ingresso per i rifugiati che riguardino tutti i paesi europei”.

imagesNPVCQHW6Con l’Europa se la prende anche Medici senza Frontiere che da maggio metterà in mare il suo personale sanitario in operazioni di ricerca e soccorso: l’Ue fa “proclami sull’accoglienza” ma poi “erige muri” contro l’immigrazione e così “scava una fossa comune di dimensioni pazzesche nel Mediterraneo” dice Loris De Filippi di Msf Italia. “Avevamo chiesto a Renzi di impegnarsi in Europa perché l’operazione Mare Nostrum fosse ripresa integralmente dall’Ue; avevamo avuto rassicurazioni, in realtà quello che vediamo è un continuo stillicidio giornaliero”.

Anche il Consiglio Italiano dei Rifugiati attende che l’Europa batta un colpo. “Questa vergognosa indifferenza deve finire – dice il direttore Christopher Hein – deve essere subito convocata una riunione straordinaria del Consiglio Europeo, perchè l’Ue si assuma finalmente la responsabilità di dare risposte politiche e operative”. L’Europa, inerme, non riesce a dare una risposta adeguata” è l’accusa anche di Amref, ong che lavora in Africa, mentre Mare Nostrum europea ma anche apertura di canali umanitari sono le richieste di cui il governo italiano, secondo Terre des Hommes, deve farsi portavoce in Europa.

E una “improrogabile intesa europea” è invocata anche da Emma Cavallaro, presidente della Convol (Conferenza delle associazioni di volontariato) . Va oltre l’Europa la Comunità di Sant’Egidio: se l’Ue non è all’altezza di fermare le inaccettabili stragi del mare, dicono, è l’Onu che deve scendere in campo utilizzando tutti gli strumenti possibili, fino alla convocazione urgente di una riunione del Consiglio di sicurezza, perchè “si è di fronte a un numero di vittime che assomiglia a quello di una guerra”.

images0G6F8L3XLe cifre parlano chiaro:  dalla Libia giunge un flusso continuo interrotto soltanto dalla conta dei morti e dai racconti delle sofferenze e delle violenze che i sopravvissuti hanno dovuto subire sull’altra sponda del Mediterraneo: nell’ultima settimana ne sono arrivati undicimila, oltre 1.500 al giorno. E almeno altri 950, secondo l’Unhcr, sono invece in fondo al mare: sono le vittime dei naufragi dall’inizio dell’anno.

(20 aprile 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts