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Unesco e Baghdad uniti per riavere i tesori iracheni rubati dall’Isis

NEW YORK  – Recuperare i 2.700 pezzi della “lista rossa”, reperti artistici e archeologici rubati dai miliziani dello Stato Islamico (Isis) in Iraq e il cui traffico frutta ai jihadisti cento milioni di dollari all’anno.  L’obiettivo è stato annunciato dall’ambasciatore iracheno presso le Nazioni Unite, Mohammed Alhakim, a margine di una riunione a porte chiuse del Consiglio di sicurezza dell’Onu nella quale si è discusso della lotta al contrabbando d’arte da parte dell’Isis.

Jihadisti dell'Isis in azione a Mosul

Jihadisti dell’Isis in azione a Mosul

All’incontro hanno partecipato il numero uno dell’UNESCO Irina Bokova e il segretario generale dell’Interpol Jurgen Stock. Secondo la Bokova, un modello potrebbe essere il Mali: come accadde all’epoca della distruzione dei templi di Timbuktu, la Direttrice Generale dell’UNESCO ha sollecitato il Consiglio di Sicurezza a incaricare caschi blu della protezione di siti culturali in Medioriente la cui distruzione dovrebbe essere portata davanti alla giustizia internazionale.

La riunione del Consiglio di Sicurezza era stata organizzata dalle Missioni di Giordania e Francia all’ONU. “Questa sessione del Consiglio non ha precedenti”, ha detto il Rappresentante Permanente di Parigi François Delattre.

Bokova ha deplorato la “pulizia culturale” in corso da parte dell’Isis in Iraq e Siria, ne ha collegato la devastazione alla persecuzione di minoranze etniche e religiose, e ha appoggiato una piena attuazione della risoluzione 2199 che in febbraio ha mobilitato la comunità internazionale per trovare strumenti che fermino il traffico illegale di antichità a vantaggio delle casse dei terroristi. Una nuova risoluzione sponsorizzata da Iraq e Germania sta muovendo i primi passi in Assemblea Generale.

“E’ la prima volta che si tiene un incontro a questo livello sulla cultura e il patrimonio. Oltre alle questioni tecniche, si è discusso su come la distruzione del patrimonio sia un crimine di guerra e di come il Consiglio di sicurezza Onu possa affrontare la questione”, ha detto Alhakim. I miliziani dello Stato Islamico (Is) hanno saccheggiato e devastato le zone archeologiche e museali di Nimrud, Khorsabad, Hatra, Mosul e altri siti iracheni. Le autorità di Baghdad stanno collaborando con l’Onu e l’Interpol per inserire in un database i manufatti rubati dall’Is in modo che possano essere individuati alla dogana e possa essere fermata la loro vendita sul mercato nero, ha spiegato il diplomatico iracheno. “Abbiamo fatto un inventario di 2.700 pezzi che sono stati catalogati e messi nel database dell’Interpol dall’Iraq”, ha sottolineato: “Abbiamo catalogato tutti i pezzi piccoli che possono essere contrabbandati in tasche o borse e anche quelli più grandi che possono essere spediti”.

Nei giorni scorsi l’Italia aveva chiesto e ottenuto dal Consiglio Esecutivo dell’UNESCO una risoluzione che chiedeva all’agenzia dell’Onu per la cultura di esplorare e proporre nuovi meccanismi normativi in grado di contenere, ma soprattutto di prevenire le distruzioni del patrimonio culturale mondiale da parte di forze come l’Isis. La risoluzione propone di istituire “zone culturali protette” intorno ai siti del Patrimonio mondiale minacciati.

(AB/FM, 28 aprile 2015)

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts