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Con il Padiglione Zero inizia la sfida Onu contro fame, spreco e disequilibrio Uomo/Natura

Padiglione_Zero(di Francesca Morandi) RHO PERO (MILANO) – La “Sfida Fame Zero”, la missione dell’Onu a Expo2015 per smuovere le coscienze sui temi della malnutrizione e dello spreco, parte dal Padiglione Zero. Curato da Davide Rampello e progettato da Michele De Lucchi, il Padiglione Zero introduce i visitatori all’intero sito espositivo con ambienti che intendono presentare simbolicamente quanto l’Uomo ha prodotto e costruito dalla sua comparsa sulla Terra fino a oggi, con enormi benefici in termini di progresso ma anche danni.

Un percorso emozionale, ricco di simbologia e arte, che riassume il tema di Expo 2015 “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, in un racconto che da universale vorrebbe diventare individuale al fine di responsabilizzare i visitatori verso quei temi che l’esposizione universale e le Nazioni Unite intendono rilanciare, come la necessità di costruire un mondo in cui tutte le persone abbiano accesso al cibo. Al centro c’è anche l’urgenza dell’umanità di trovare un nuovo modo di rapportarsi alla Natura, attraverso sistemi di produzione sostenibili.  E’ l’albero che squarcia il soffitto a simboleggiare come non sia l’Uomo ma bensì la Natura a dominare tutt’oggi, con le sue leggi, il Pianeta Terra.  In questa prima sala la “Sfida Fame Zero” (Zero Hunger Challenge), il progetto lanciato nel 2012 dal Segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon e riproposto a Expo 2015, viene illustrata con un’animazione video sul Digital Wall in un flusso continuo insieme ai video prodotti nell’ambito dell’iniziativa Short Food Movie, realizzata dalla Fondazione Cinema per Roma, con la collaborazione con la Fao.

Lungo tutto il percorso espositivo del Padiglione Zero si incontrano le “Stele Onu” con storie legate al tema della stanza in cui si trovano e  attraverso le quali si scopre la stretta relazione fra il tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” e una delle missioni fondamentali delle Nazioni Unite: garantire a tutte le persone il diritto ad avere cibo sicuro e nutriente per condurre vite sane e produttive, senza compromettere i bisogni delle generazioni future. La “Sfida Fame Zero. Uniti per un mondo sostenibile”  si pone cinque obiettivi: zero bambini sotto i due anni con deficit di sviluppo; 100% accesso a cibo adeguato; sistemi alimentari sostenibili; 100% aumento della produttività e del reddito dei piccoli agricoltori; zero perdite o sprechi di cibo.

colline artificiali-padiglione zero La stanza successiva presenta schermi contenenti semi e frutti, a simboleggiare l’evoluzione naturale dei vegetali e la biodiversità che l’uomo ha tuttavia saputo modificare geneticamente o tramite altri metodi che ne hanno alterato le caratteristiche originali. Si entra poi in altre fasi dell’evoluzione del rapporto tra la Natura e l’Uomo, che diventa capace di addomesticare il mondo animale e trasformare il paesaggio naturale attraverso la coltivazione.  A rappresentare questa abilità umana spiccano colline artificiali che riproducono l’aspetto di vigneti e paesaggi coltivati.  L’ambiente successivo presenta strumenti creati dall’uomo per coltivare la terra, cacciare, produrre energia o semplicemente trasportare e conservare il cibo, il cui emblema è rappresentato da un enorme vaso che i visitatori possono attraversare per poi raggiungere modelli plastici di agglomerati urbani. E’ l’avvento dell’era industriale simboleggiata dalla città di Chicago, che introduce anche al tema delle forti contraddizioni dell’alimentazione contemporanea.

la borsa - padiglione zeroNella sala successiva giganteggia l’enorme schermo della Borsa di Wall Street dove ogni coltivazione è  “dematerializzata” in quanto diventa merce di scambio e oggetto delle dinamiche, spesso contraddittorie, della finanza. Dinamiche legate a modelli di produzione altrettanto contraddittori i cui risultati sono visibili nell’ambiente successivo: montagne di rifiuti.

E’, infatto, lo spreco il paradosso della “nutrizione del Pianeta” nel 2015, che deriva da una sovrapproduzione e un eccesso di consumo. Un’abbondanza che non è equamente distribuita, tant’è che la malnutrizione oggi coinvolge 2 miliardi di esseri umani, e travalica le leggi della Natura, intesa come sfruttamento del suolo e degli allevamenti. Un disequilibrio al quale si propone una soluzione nelle ultime due sale, dove vengono proposti modelli di sviluppo sostenibile che hanno trovato esempi di attuazione, attraverso la cooperazione internazionale, in Paesi come il Guatemala, Tanzania e Mongolia. Ma la strada verso un equilibrio globale Uomo/Natura resta una sfida aperta. (FM, 6 maggio 2015)

animali addomesticati-padiglione zero 2

 

 

 

 

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts