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EXPO: seminario Cooperazione su agrobiodiversita’ in mondo che cambia

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EXPO MILANO – I fattori che influenzano il mutamento dell’agrobiodiversità e la loro interazione e la complessità delle relazioni esistenti tra le varie discipline attinenti al suo studio sono stati al centro di un seminario a Milano. “Un mondo (bio)-diverso: l’agrobiodiversità in un mondo che cambia” e’ stato il primo di una serie di 30 eventi organizzati dalla Cooperazione italiana in occasione di Expo 2015.

Il seminario, ospitato presso l’Auditorium di Cascina Triulza, è stato promosso in collaborazione con il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), la FAO, Bioversity International e l’Istituto agronomico per l’Oltremare (Ciheam-Iamb). Hanno partecipato rappresentanti del Cnr, di organismi internazionali, del mondo accademico e della società civile.

“Il rapporto tra le piante e l’uomo e’ una relazione affascinante, in cui entrambi gli elementi sono cresciuti ed evoluti insieme”, ha detto Domenico Pignone, Direttore dell’Istituto di Genetica Vegetale del Cnr di Bari presentando la lunga storia parallela delle piante e dell’uomo dal paleolitico ai giorni nostri e mostrando come gli uomini, prima cacciatori e raccoglitori di erbe, siano poi divenuti agricoltori, passando da una vita nomade ad una stanziale e iniziando così l’edificazione di villaggi e città e lasciando i primi consistenti reperti archeologici che ci permettono di conoscerne la storia.

Come sottolineato dalla rappresentante del Ministero per l’Ambiente brasiliano Camila Neves Soares Oliveira, troppo spesso la ricerca scientifica ha finito per trascurare le colture tradizionali, malgrado la loro importanza a livello locale il fatto che rappresentano la soluzione a molti problemi legati alla malnutrizione ed alla salute. “In Brasile la malnutrizione è uno dei problemi più seri. I bambini sono obesi e gli adulti hanno livelli altissimi di colesterolo e bassissimi indici di ferro, il paradosso è che tutte queste  problematiche potrebbero essere risolte grazia alla biodiversità”. La Neves Soares Oliveira ha quindi illustrato il progetto quinquennale (2012-2017) di cooperazione tra Brasile, Kenya, Sri Lanka e Turchia che si svolge nell’ambito delle decisioni della “Cross-cutting initiative on biodiversity for food and nutrition” dell’Onu.

L’importanza per il Brasile di tale iniziativa, ha spiegato, sta da un lato nell’enorme biodiversità presente nel Paese, dall’altro nel forte squilibrio alimentare. Il progetto  prevede tre filoni principali: aumento delle conoscenze, con la creazione di un data base condiviso sul territorio nazionale fra agenzie ed enti statali ed università; misure per limitare la perdita di biodiversità; campagne di sensibilizzazione sulla biodiversità e su come questa possa aiutare la salute e l’alimentazione corretta. “I cibi locali spesso vengono considerati poveri, non nutrienti. Secondo gli esperti nelle nostre enormi foreste sono presenti circa il 20 per cento delle diverse specie di piante presenti nel mondo, ma il nostro cibo, paradossalmente, viene importato dall’Oriente”, ha proseguito.

Roberto Capone, amministratore della sede italiana del Ciheam, ha posto l’attenzione sugli effetti della dieta mediterranea, “il principale esempio della biodiversità e della cultura mediterranea”, ma “all’aumentare del reddito, i consumi dei beni cambiano”. Infatti, i prodotti ritenuti poveri, come il riso e la farina, vengono sostituiti con prodotti ritenuti ricchi, ad esempio la carne. Inoltre un terzo di quello che produciamo viene sprecato, allora diventa necessario valorizzare l’agrobiodiversità anche a tavola e creare delle diete sostenibili e a basso impatto ambientale, che contribuiscono alla sicurezza alimentare e nutrizionale. “La dieta mediterranea deve essere reinventata attraverso la biodiversità e agrobiodiversità”, ha concluso Capone.

A concludere l’evento è stato Danny Hunter, di Bioversity International. “Non è possibile che l’uomo, con tutte le tecnologie avanzate di cui dispone, non sia in grado di nutrire il mondo. Vuol dire che non abbiamo un sistema nutrizionale corretto”, ha spiegato. Il problema principale, secondo Hunter, è che si utilizzano gruppi di animali e piante troppo limitati.  L’esperto è coordinatore del progetto intitolato “Biodiversity for food and nutrition initiative”, che si basa principalmente sulla consapevolezza e sull’informazione intorno ai temi dell’alimentazione. “La biodiversità è fondamentale per nutrire e sostenere il pianeta e credo che i suoi prodotti siano essenziali e imprescindibili per lo sviluppo”, ha proseguito.

Il programma di eventi della cooperazione per EXPO saranno incentrati su temi cruciali quali l’Agenda di sviluppo post-2015 e la sicurezza alimentare e nutrizionale; l’empowerment delle donne; la coerenza delle politiche per lo sviluppo; la scienza e tecnologia per lo sviluppo agricolo sostenibile; perdite alimentari e sprechi; acqua ed energia. E’ il frutto di un’intensa consultazione con l’Unione europea, le agenzie delle Nazioni Unite, organismi internazionali e altri partner come Ong, università, istituzioni scientifiche e di ricerca, settore privato. Agli eventi è prevista la partecipazione di rappresentanti delle Nazioni Unite, della Commissione europea (fra cui il commissario allo Sviluppo Neven Mimica), del governo italiano e di governi dei paesi partner. Interverranno figure di spicco del mondo accademico e della ricerca internazionale, fra cui il premio Nobel Amartya Sen, che terrà il “keynote speech” alla conferenza del 14 maggio sulla nuova Agenda per lo sviluppo, e Jean-Paul Fitoussi, che svolgerà un ruolo analogo il giorno successivo, 15 maggio, nel corso del workshop tecnico-scientifico. (AB, 7 maggio 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts