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Tanzania: due ospedali missionari, eccellenze italiane

Manuela Buzzi

DAR ES SALAAM (TANZANIA) – Due ospedali fondati e gestiti da ordini missionari italiani in Tanzania sono diventati centri di eccellenza ai quali affluiscono pazienti, in particolare bambini e giovani madri, da ogni parte del Paese. Itigi e Ikonda, nel centro e nel sud del Paese, rispondono ai bisogni della popolazione di riferimento in modo integrale: offrono servizi per la salute materno e infantile, compresa la pianificazione familiare e l’educazione sanitaria, vaccinazioni, la diagnosi e il trattamento delle malattie più comuni, la chirurgia di urgenza, traumatologia, ostetricia, ortopedia. Il personale italiano opera prevalentemente su base volontaria.

L'Ambasciatore Scotto in una visita  agli ospedali tanzani

L’Ambasciatore Scotto in una visita agli ospedali tanzani

La presenza degli ospedali rientra in una tradizione della Cooperazione Italiana in Tanzania per cui la tutela della salute e’, fin dagli anni Settanta, un impegno di valenza strategica. “Nei miei recenti viaggi di servizio”, ha detto l’ambasciatore in Tanzania Luigi Scotto, “ho potuto constatare di persona il grande impegno dei nostri operatori laici e religiosi nelle attività dei due ospedali”. Le visite hanno permesso a Scotto di verificare una serie di problemi operativi quotidiani che hanno indotto a stabilire contatti con l’Unicef e con il Ministero della Sanità tanzano per assicurare forniture adeguate e altrettanto adeguati trattamenti di carriera per il personale medico-sanitario.

La medicina come strumento di diplomazia ha una lunga tradizione per l’Italia che in Tanzania ha una storia radicata nella lotta alle grandi pandemie, tradotta in iniziative multilaterali come il Fondo Globale per la Lotta all’AIDS, Tubercolosi e Malaria e al lancio di strumenti di finanza per lo sviluppo innovativi come l’Advanced Market Committment e la International Finance Facility for Immunisation.

C’e’ pero’ un’altra faccia dell’impegno dell’Italia ed e’ quella di chi ci si mette in prima persona per far si’ che i programmi funzionino. A Ikonda Manuela Buzzi, farmacista e amministratore dell’ospedale, e’ da anni il motore che lo tiene in piedi per miracolo anche per via della distanza da Dar es Salaam, che e’ poi la fonte di approvvigionamento di tutti i farmaci.

“Una domanda che mi sento fare spesso e’ questa: perche’ hai lasciato la tua farmacia, un lavoro e una vita normale, per vivere in mezzo a gente sconosciuta in un luogo sperduto dove non c’e’ niente”, ha scritto la Buzzi sul sito dell’ospedale: “Io rispondo che mi sento come quel mercante di pietre che se le e’ vendute tutte per avere la perla più bella. Ho lasciato affetti e cose che non ho piu’ vicino. Ma ho la gioia di vivere una vita piena di senso”.

Quando dice “ho lasciato la mia farmacia”, Manuela non esagera. La Buzzi ha lavorato nella farmacia di famiglia fino al 2003, ma nel 2004 ha realizzato il suo sogno di partire per la missione e dedicare la sua vita e la professione al servizio dei più poveri. Dopo un anno e mezzo di lavoro in Kenya presso il Catholic Hospital di Wamba, dal 2006 è in Tanzania come farmacista responsabile del Consolata Hospital di Ikonda.

Ikonda, spiega la Buzzi, e’ una istituzione privata cattolica senza fini di lucro, fondata nel 1963 dai Padri Missionati della Consolata nel distretto di Makete:  uno dei tre del distretto. Dai sessanta posti del 1968 oggi ne conta 322 e ogni giorno riceve 250-300 pazienti provenienti da tutti i distretti e le regioni della Tanzania. C’e’ gente che fa anche 800 chilometri per venire nell’ospedale italiano per farsi curare.

La pediatra, suor Incoronata Lemmo, a Itigi

La pediatra, suor Incoronata Lemmo, a Itigi

Il volto di Itigi, invece e’ “Suor Incor”, alias Suor Incoronata Lemmo: pediatra di formazione e da sempre attivamente impegnata nelle attività di assistenza di un centro immerso nella savana a 114 km dalla citta’ di Singida. La missione a Itigi dei Padri del Preziosissimo Sangue inizia nei primi anni ’70, prima costruisce un dispensario e dal 1982 inizia la costruzione dell’Ospedale, completato poi nel 1987. L’Ospedale è un centro di riferimento per tutta la regione e attira pazienti anche da regioni distanti 600-700 Km. E’ stato costruito a Itigi perche’ il  villaggio sorge alla confluenza di una importante arteria stradale (pista in terra battutta che nella stagione delle piogge diventa difficilmente praticabile per le enormi buche piene di acqua) e una linea ferroviaria (a binario unico e non elettrificata). Tale caratteristica lo rende più facilmente raggiungibile dai villaggi e dalle regioni confinanti.

Più recentemente è stato dotato di una pista in terra battuta per l’atterraggio e il decollo di aeroplani di piccole dimensioni. A Itigi oggi ci sono 320 posti letto per un bacino di utenza di 268 mila persone e un importante accordo con l’Ospedale del Bambino Gesu’ a Roma.  “E’ complicato lavorare con pochi mezzi, poche risorse, e tante patologie varie e mai viste prima; è faticoso collaborare con colleghi molto più pratici di noi, con una formazione differente dalla nostra ed è sconvolgente trovarsi a guardare in faccia la morte di alcuni nostri piccoli pazienti”, hanno scritto sul web Fabiana e Maria, due giovani specializzande inviate a Itigi dall’ospedale romano sul Gianicolo. (AB, 7 maggio 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts