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Sudan: emergenza umanitaria in Darfur, cosa fa l’Italia

KARTHOUM – Con l’avvicinarsi in giugno della stagione della siccità l’Ufficio Onu per il Coordinamento degli Affari Umanitari (UNOCHA) ha calcolato che il numero di persone a rischio di insicurezza alimentare in Sudan salirà dagli attuali 3,5 milioni a 4 milioni. All’epicentro della crisi – ha detto il portavoce dell’Onu Stephane Dujarric – torna ad essere il Darfur, dove il 70 per cento della popolazione e’ a rischio fame in una regione che sta attraversando una fase di recrudescenza dei conflitti.

 

Fino a qualche anno fa, con George Clooney e Mia Farrow come testimonial, il Darfur era sulle prime pagine dei giornali. Oggi e’ una crisi dimenticata. Il momento di maggior emergenza alimentare risale al 2004 quando l’ONU scese in campo per rispondere ai bisogni umanitari degli sfollati. Ed e’ dal 2004 che e’ attiva in Darfur la ONG italiana COOPI che, a fronte di un nuovo deteriorarsi della sicurezza, ha predisposto iniziative in collaborazione con il Dipartimento alla Cooperazione internazionale del Ministero degli Esteri.

Siccita' in Darfur

Siccita’ in Darfur

Gli interventi di COOPI, finanziati dalla Cooperazione per un valore di due milioni di euro, si concentrano nella regione del Nord Darfur, a lungo teatro di scontri armati e particolarmente soggetta a periodi di forte siccita’. La situazione precaria di sicurezza e le difficilli condizioni ambientali-climatiche hanno nel tempo contribuito a determinare uno stato di estrema poverta’ della popolazione, che dipende per il proprio sostentamento da piccole attivita’ di agricoltura e allevamento. Questa situazione determina una sostanziale situazione di emergenza cronica. Per contribuire ad aumentare l’accesso ai servizi essenziali di base della popolazione e per ridurre il tasso di malnutrizione, specie dei bambini, COOPI ha effettuato diversi interventi nel settore della sicurezza alimentare, nutrizione  ed acqua-igiene.

Nel settore della sicurezza alimentare, in particolare, viene fornita assistenza sanitaria per gli animali di allevamento (vaccinazioni e trattamenti), vengono distribuiti semi ed attrezzi agricoli e vengono organizzati corsi di formazione su conduzione del bestiame ed utilizzo di tecniche agricole per allevatori ed agricoltori con l’obiettivo di migliorare la produzione. Inoltre, per migliorare ulteriormente le condizioni di sussistenza delle comunita’, sono state create opportunita’ di lavoro a breve termine e retribuite (cash for work) a favore di centinaia di abitanti vulnerabili.

Nel settore nutrizione, COOPI sta eseguendo un progetto di screening e distribuzione di RUTF (Ready-to-Use Therapeutic Foods) a beneficio dei bambini malnutriti, contribuendo nel frattempo a sensisibilzzare la popolazione sulla problematica, in particolare le madri, e a promuovere la prevenzione e l’intervento su base comunitaria.  Per contribuire ad un migliore e maggiore accesso all’acqua, vengono riabilitate fonti idriche e formati comitati comunitari per la corretta manutenzione e gestione delle risorse. A questo si aggiungono capillari campagne di sensibilizzazione su norme igieniche e sanitarie a beneficio della popolazione con l’obiettivo di ridurre l’incidenza di malattie causate dallo scorretto uso delle fonti e la scarsa igiene.

E’ proprio nell’ambito di questo settore che COOPI, con il supporto delle comunita’ locali, ha identificato in diverse zone del Nord Darfur numerosi pozzi d’acqua la cui riabilitazione e’ urgente. Grazie al contributo di diversi donatori (ECHO, UNHCR, IOM, Cooperazione Italiana allo Sviluppo), gli interventi di riabilitazione sono in corso per garantire l’acqua a piu’ di 30.000 persone. In particolare, un progetto finanziato dalla Cooperazione Italiana e da DG-ECHO, coordinato da IOM (finaziamento DGCS-UFF. VI, multilaterale di 1 milione di euro) effettuato dal Programma di Emergenza in gestione diretta, ed eseguito da COOPI, permettera’ la riabilitazione di sei Water Yards nelle regioni di Allait e Taweisha.

Inoltre, grazie alla donazione di materiali ed equipaggiamenti da parte della Cooperazione italiana- programma Emergenza, ai locali dipartimenti della gestione dell’acqua di Malaha – Nord Darfur, verranno migliorate le strutture per la gestione dell’acqua potabile e si  doternno’ di sistema di pompaggio motorizzato 3 pozzi artesiani nella regione di Malha. A  COOPI (che opera gia’ in loco su fondi DG-ECHO) e’ affidato il coordianmento e la gestione in loco dei monitoraggi e delle azioni specifiche grazie alla collaborazione coi citati dipartimenti locali.

Infine, con lo stesso meccanismo, la Cooperazione italiana, grazie all’operativita’ garantita da COOPI in loco ha finalizzato la distribuzione, nella zona di Um Baru – Nord Darfur, di 500 Kits di emergenza di NFI a favore della popolazione sfollata. Infatti, a causa delle contrapposizioni interne migliaia di abitanti hanno abbandonato i proprio villaggi per raggiungere la localita’ principale in cerca di una zona piu’ sicura ed aiuti umanitari. (AB, 10 maggio 2015)

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts