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“Cibo come strumento di incontro tra popoli. E’ la Dieta mediterranea, patrimonio Unesco”

Italian food ingredients on wooden background

 

(di Francesca Morandi) EXPO MILANO – “Il cibo può essere uno strumento di incontro e dialogo tra popoli, anche questa è la Dieta mediterranea”. Ad affermarlo è Pier Luigi Petrillo, professore dell’Università Unitelma Sapienza di Roma e coordinatore del tavolo n° 13 a Expo intitolato “Patrimonio Unesco: dalla Dieta mediterranea agli stili di vita” nel quadro dei lavori della “Carta di Milano, il documento di intenti sulla sostenibilità alimentare che sarà consegnato al segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon.

Quali sono i valori della Dieta mediterranea? Chi sono i suoi “avversari”?

“La Dieta mediterranea è un elemento culturale pluridimensionale, che riunisce in un unico concetto i valori della sostenibilità, salubrità e identità. Dieta mediterranea è infatti coltivare in maniera sostenibile i campi o pescare attraverso modalità non invasive, ma anche raccogliere con le metodologie tradizionali i prodotti. Dieta mediterranea è anche adottare uno stile di vita sano, basato su un’alimentazione equilibrata e sull’esercizio fisico. Dieta mediterranea è soprattutto cultura, rispetto delle tradizioni, coinvolgimento di tutte le generazioni durante il pasto, luogo simbolico di conoscenza e identità, con la tavola che diventa il momento dello stare insieme per eccellenza dove storia e saperi vengono trasmessi. Gli avversari di questo “modo di mangiare e di vivere” sono tutti quei fattori che ci impediscono di adottare uno stile di vita sostenibile, attento alla natura e coerente con le nostre tradizioni. Vi aggiungo la frenesia della contemporaneità che spesso non ci permette di condividere i momenti conviviali. O ancora, coloro i quali cercano di sfruttare i vantaggi indiretti dell’associare le proprie produzioni a questo elemento culturale, quando poi, alla prova dei fatti, dimostrano di contraddire tutto l’universo di significati che si riferisce a questo particolare stile di vita”.

La cultura mediterranea è anche uno “stile di vita”, ce ne parla?

“La cultura mediterranea è uno stile di vita contenitore di elementi culturali, alimentari, ambientali e salutistici. Dall’agricoltore che imposta il proprio lavoro nei campi secondo il ciclo delle stagioni e mantiene il paesaggio, ai rituali del mercato dove si scelgono i prodotti di stagione che poi si cucineranno in famiglia, fino alle sagre paesane, luoghi di condivisone delle tradizioni: tutto questo è il mediterraneo, che trova la sua espressione quotidiana nella dieta, da intendersi appunto nel senso etimologico del termine come stile di vita. Un patrimonio unico che caratterizza l’identità di tutti i popoli che vedono i propri territori rivolgersi al Mare Nostrum e che, come dimostrano tantissimi studi scientifici e nel senso in cui l’Unesco lo ha riconosciuto Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, aiuta a vivere meglio, nel rispetto dell’ambiente e in dialogo permanente con le altre culture. La coscienza e la conoscenza del nostro patrimonio agro-alimentare e delle pratiche culturali connesse rappresenta un asset rilevante su cui il nostro Paese ha il dovere di puntare, per moltiplicare il valore di tutto ciò che rappresenta la Dieta mediterranea. Lo stile di vita mediterraneo, che caratterizza noi come anche gli altri Paesi rivieraschi rappresenta un orgoglio condiviso fatto di lavoro e tradizioni da salvaguardare e valorizzare”.

amici a tavola

Come salvaguardare questo patrimonio?

“E’ necessario elaborare una strategia integrata a livello nazionale che possa permettere a tutte le comunità italiane di promuovere le proprie pratiche alimentari peculiari e al contempo diffondere i valori comuni della Dieta mediterranea. E’ fondamentale individuare soluzioni normative che possano garantire la promozione degli elementi culturali, assicurandone la trasmissione anche ai più giovani. Essenziale è anche collaborare con il mondo delle imprese: la Dieta mediterranea rappresenta un’opportunità per tutti”.

Dal 2010 la Dieta mediterranea è ufficialmente patrimonio immateriale dell’Umanità dell’Unesco. La pizza oggi ne è candidata. Quale importanza avrebbe anche questo riconoscimento?

“L’importanza di valorizzare il patrimonio alimentare italiano nel mondo può anche avere effetti diretti sulla conoscenza e consapevolezza dei consumi, apportando un valore aggiunto alle nostre produzioni e alle filiere dell’agro-alimentare, dalle produzioni di eccellenza al turismo esperienziale fino allo sviluppo sostenibile nelle aree rurali. Questo prestigioso riconoscimento valorizza la creatività italiana e, sebbene abbia ricadute anche a livello economico, attiene più agli aspetti culturali che quelli produttivi. Non solo cucinare ma anche stare a tavola, raccontarsi, fare affari, festeggiare un avvenimento importante rientra nello stile di vita Mediterraneo. Il cibo diventa lo strumento di incontro e di dialogo tra le persone e i popoli, un concetto che nel mediterraneo si sublima, basta porre attenzione alle tante commistioni tra le cucine dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo o alle abitudini di tutti i giorni, che ci trovano sempre nella necessità di condividere con qualcuno il momento del pasto, che diventa così spazio di socialità privilegiato”.

Lei ha affermato che i cittadini devono recuperare un “orgoglio mediterraneo”. Cosa intende?

“Noi, prima di tutto i cittadini e, quindi, gli operatori dei settori produttivi, dobbiamo insieme  riconoscere e investire sul valore aggiunto che l’orgoglio mediterraneo può dare al nostro Paese. Dobbiamo avere più consapevolezza delle note positive che ci caratterizzano e impostare su queste le nuove opportunità di business, vista l’importanza che conserva sui mercati internazionali il Made in Italy”. (FM, 11 maggio 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts