Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

Immigrazione: Sant’Egidio, e’ ora solidarieta’, a Europa responsabilita storica

La foto di Massimo Sestini

ROMA – “All’Europa spetta una responsabilità storica. Che non si dica in futuro che ci siamo chiusi davanti alla tragedia. Abbiamo già visto la cattiva prova che fece l’egoismo nazionale. A 70 anni dalla fine della seconda guerra mondiale dobbiamo aver imparato cosa significa pace e accoglienza. Vorrei un’Europa “giusta tra le nazioni”. Per Marco Impagliazzo, 53 anni, storico e presidente della Comunita’ di Sant’Egidio “in mare, come nel deserto, e’ gente che fugge e che muore”. Per l’Europa, ma anche per i cittadini italiani, “e’ l’ora della solidarietà”.

Il presidente della Comunita’ di Trastevere specializzata nella mediazione di conflitti ha risposto alle domande di Franco Ferraro, caporedattore di Sky Tg24. Sant’Egidio ha proposto un canale umanitario e Impagliazzo ne spiega i contorni: “L’azione consiste nella richiesta al Governo italiano o ad altri governi europei di adottare una buona pratica tesa a garantire a un numero limitato di persone vulnerabili e bisognose di protezione umanitaria, di ottenere un visto d’ingresso; nell’apertura in alcuni Paesi di transito come il Libano, il Marocco, l’Egitto di “Humanitarian Desks” gestiti da Sant’Egidio e dalla Federazione delle Chiese Evangeliche italiane, presso cui le persone bisognose di protezione umanitaria potranno istruire la loro richiesta che sarà quindi successivamente trasmessa alle autorità diplomatiche secondo la procedura prevista. Insomma: si tratta di creare canali legali per evitare la morte in mare”.

Secondo Sant’Egidio “un afflusso disordinato e caotico, oltre che ad essere micidiale per chi lo subisce, è anche foriero di rischi: pensate ai bambini soli che arrivano, alle possibilità per i mercanti di uomini … ci vuole una chiara protezione europea”. Con la prospettiva di offrire all’Europa tanti nuovi europei: “Chi è emigrato in Europa e si è stabilito qui, assume la nostra lingua e la nostra cultura. Sono persone che si integrano nelle nostre società, basti pensare al fenomeno delle badanti. Creare artificiali muri in base alla provenienza non fa che provocare alienazione e disaffezione. Tutti possono vivere in Europa portando qualcosa ma anche ricevendo molto. I “foreign fighters” di origine europea sono il simbolo di un’integrazione fallita a cui si aggiunge un vuoto di senso tipico di una parte delle nostre giovani generazioni”.

L’Europa d’altra parte ha bisogno di migranti: “Per la sua economia e per il declino demografico che tocca molti suoi paesi tra cui il nostro. E poi la loro vita, la loro storia, la loro vitalità sono un’opportunità di crescita per le nostre società invecchiate. Come la storia (anche antica) dei movimenti di popolazioni insegna, si creano dei “vuoti d’aria” demografici che si riequilibrano da sé. Guardiamo alla nostra storia di emigrazione: l’Italia ha oggi cinque milioni di cittadini con passaporto residenti all’estero, 80 milioni circa di italo discendenti: se li espellessero tutti dove andrebbero?”.  (AB, 12 maggio 2015)

The following two tabs change content below.

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts