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Migranti: Italia a Onu Vienna, “Risoluzione italiana è via contro traffico”

VIENNA – L’esperienza italiana nella protezione dei migranti e nel contrasto al traffico illegale di esseri umani nel Mediterraneo è stata al centro del convegno organizzato dalla Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Onu a Vienna in collaborazione con l’Unodc (principale organismo delle Nazioni Unite impegnato nella lotta contro la droga e la criminalità organizzata transnazionale). All’evento, tenutosi lunedì nella capitale austriaca a margine alla 24esima sessione della Commissione delle Nazioni Unite sulla Prevenzione del Crimine e la Giustizia Penale (Ccpcj), hanno partecipato il rappresentante permanente presso le Organizzazioni Internazionali, ambasciatore Filippo Formica, il direttore esecutivo dell’Unodc Yury Fedotov,  il procuratore capo di Catania Giovanni Salvi, il Comandante in capo della Squadra navale della Marina militare, ammiraglio Filippo Foffi e Simona Ragazzi, giudice della Corte di Catania.

L’iniziativa rientra nel quadro delle azioni promosse dall’Italia a Vienna per rafforzare la cooperazione internazionale contro il traffico di migranti. Nel maggio 2014 la Commissione Crimine aveva adottato, su iniziativa dell’Italia, la prima risoluzione sul contrasto al traffico di migranti, che ha affermato il principio di responsabilità comune e condivisa tra tutti gli Stati Membri delle Nazioni Unite (Paesi di origine, transito e destinazione del traffico di migranti).

L’ambasciatore Formica, che ha presieduto il lavori, ha ricordato i quattro obiettivi del Protocollo contro il traffico di migranti: prevenire e contrastare il traffico di migranti, proteggere i diritti dei migranti e rafforzare la cooperazione internazionale. “Il traffico di migranti – ha detto Formica – comporta una grave violazione dei diritti umani ed è nelle mani della criminalità organizzata”.  Anche in occasione dell’apertura della conferenza Ccpcj, l’ambasciatore Formica ha ribadito “il ruolo di primo piano svolto dalla Commissione Crimine nel dare risposte nel lungo termine alla situazione senza precedenti che coinvolge il Mar Mediterraneo”, sollecitando tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite a sostenere la risoluzione sul contrasto al traffico di migranti, proposta dall’Italia congiuntamente con Australia e Messico.

marina militare italianaNel suo intervento Yury Fedotov ha ricordato l’impegno di Unodc a rafforzare la cooperazione internazionale contro il traffico di migranti che, secondo la normativa internazionale, rappresenta una attività criminale. Gli strumenti internazionali, Convenzione di Palermo e Protocollo migranti, indicano chiaramente che i colpevoli non sono i migranti, ma piuttosto i gruppi organizzati che sostengono i traffici. Unodc ha elaborato una strategia basata sulla Convenzione e sul Protocollo che mira a rafforzare le capacità nazionali in materia di giustizia penale, per eliminare le aree di impunità di cui hanno beneficiato i trafficanti, promuovere la cooperazione internazionale e migliorare la capacità di proteggere i migranti. L’Italia, ha detto Fedotov, è da tempo in prima linea ed ha una grande esperienza da condividere con gli altri Paesi sollecitando a un’azione comune. “Le nostre politiche – ha detto Fedotov – devono essere coerenti, le nostre risposte integrate e inclusive, volte a unire i Paesi di origine, transito e destinazione, sulla base del principio di una responsabilità condivisa”.

Il procuratore Salvi ha illustrato come la Convenzione di Palermo e il relativo Protocollo siano stati – assieme alla Convenzione sul diritto del mare – gli strumenti giuridici utilizzati dalla magistratura italiana per il sequestro dei barconi e per l’arresto dei trafficanti, anche fuori dalle acque territoriali. La Procura di Catania, ha ricordato Salvi, ha adottato metodi operativi innovativi nel contrasto alle organizzazioni criminali dedite al traffico di migranti, che sono stati la chiave dei successi investigativi conseguiti negli ultimi tempi.

Il giudice della Corte di Catania Simona Ragazzi ha raccontato l’azione svolta per tutelare i diritti dei migranti vittime della tratta, evidenziando nel dettaglio gli aspetti giuridici di una nuova considerazione dei reati che ha permesso di affermare la giurisdizione italiana anche per i fatti commessi in acque internazionali.   L’ammiraglio Foffi si è soffermato sulle modalità operative e sugli esiti dell’operazione Mare Nostrum, che ha consentito il salvataggio di oltre 156.000 migranti, tra l’ottobre 2013 e l’ottobre 2014.  È stato proiettato infine un filmato prodotto dalla Marina Militare che illustra la complessità delle operazioni condotte nel quadro di Mare Nostrum e la grande professionalità delle forze italiane impegnate. (FM, 20 maggio 2015)

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts