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Migranti: Tobruk apre a Ue, auspica “cooperazione”

Un'operazione di salvataggio nel Mediterraneo

NEW YORK – Segnali di apertura da parte dei libici di Tobruk all’Onu sulla crisi dei migranti: una lettera trasmessa dalla missione libica alle Rappresentanze Permanenti e alla Presidenza di turno lituana del Consiglio auspica “cooperazione” con l’Unione europea per sviluppare un piano di azione che faccia fronte alla crisi umanitaria e dell’immigrazione nel Mediterraneo.

La Libia – si legge nella lettera – conferma la sua “sollecitudine” nel fare “la sua parte “nel controllo dell’immigrazione di massa che e’ costata la vita a migliaia di migranti al largo delle coste libiche e per ridurre il disastro umanitario che ha colpito la regione.

E tuttavia, lo stato libico in questo momento “non e’ in grado” di ridurre questo “pericoloso fenomeno” delle immigrazioni, di qui l’auspicio a “cooperare” con la Ue per il piano di azione. Tobruk ha nominato un inviato speciale, Nuri Bait Almal, per dialogare con l’Unione Europea. “Vogliamo creare un dialogo” con i leader europei per “sradicare le infiltrazioni di migliaia di persone attraverso le acque territoriali libiche verso le coste meridionali dell’Europa”. La Libia “cerca di eliminare questo fenomeno al più presto possibile per fermare il flusso di immigranti e farla finita con il peggiore disastro umanitario nella regione dalla Seconda Guerra Mondiale”.

La Ue cerca dall’Onu carta verde all’operazione navale Eu NavFor Med delineata lunedì a Bruxelles e messa sotto il comando dell’Ammiraglio italiano Enrico Credendino: il nulla osta di Tobruk – ma ancora non ci siamo – e’ indispensabile per portare a maturazione una risoluzione del Consiglio di Sicurezza che metta le attività militari sotto l’ombrello dell’articolo sette della Carta dell’Onu.

Per l’operazione anti-trafficanti, come avvenne quando l’Onu diede l’imprimatur alla missione Atalanta contro i pirati nel Corno d’Africa, serve il consenso di un governo della regione (in questo cado la Libia). Oggi intanto Mosca ha ribadito il il ‘no’ all’ipotesi di “neutralizzare” le imbarcazioni degli scafisti, mentre, nel suo piano, la Ue ha ammesso che esistono rischi di vittime tra i civili, nel caso in cui scatti la missione navale, che potrebbero innescare una risposta negativa dalle popolazioni locali e della regione, e mettere a rischio il sostegno e seguito della missione”. (AB, 20 maggio 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts