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Nebraska, stato Usa conservatore, dice stop al boia; Marazziti, festa al Colosseo

NEW YORK – L’ultima volta fu nel 1973 in North Dakota. Oggi, 42 anni dopo, e’ la volta del Nebraska. Uno stato americano storicamente conservatore e a guida repubblicana
ha detto basta alla pena di morte. Un asse bipartisan di 32 parlamentari statali (15 irriducibili contrari) ha approvato un provvedimento per mandare il boia in pensione.
Il governatore Pete Ricketts, che ha minacciato il veto, ha cinque giorni di tempo per farlo, passati i quali la legge verra’ automaticamente inserita nei codici. Servono 30 voti per scavalcare il veto del governatore: i “si” dell’Unicameral, come viene chiamata il
l’assemblea statale, se confermati, saranno sufficienti.

“Faremo festa al Colosseo, il testimonial mondiale di questa battaglia di civiltà per una giustizia capace di rispettare sempre la vita, assieme ai protagonisti di questa battaglia”, ha commentato Mario Marazziti, parlamentare italiano e portavoce della Comunita’ di Sant’Egidio. La nuova legge sostituisce la pena di morte con l’ergastolo a vita senza sconti di pena. Molti repubblicani si sono convinti a votarla per ragioni morali, fiscali o religiose. Ha pesato, nel cambio di opinione, la considerazione che, a colpi di ricorsi, gli undici detenuti attualmente nella Death Row di Lincoln difficilmente moriranno per mano dello stato.

Il Nebraska ha condotto la sua ultima esecuzione nel 1997. Durante il dibattito molti parlamentari hanno fatto osservare che lo stato ha da tempo adottato una moratoria di fatto.  Non e’ ancora tuttavia detta l’ultima parola, e intanto, per sottolineare la sua opposizione al provvedimento, il governatore ha pubblicamente annunciato di aver fatto shopping di veleni.

Per procurarsi il pentobarbital, una delle tre sostanze del protocollo dell’iniezione letale, Rickett ha pagato 55 mila dollari a una farmacia in India dopo che reperirla sul mercato interno e’ diventato complicato per il boicottaggio delle case
farmaceutiche.

I 18 stati Usa che hanno abolito la pena di morte sono per lo piu’ moderati o progressisti nel Nord Est e nel Midwest. Il Nebraska sembrava un improbabile candidato per unirsi al club: e’ una roccaforte repubblicana con 36 dei 42 seggi nelle mani del GOP. La svolta conferma il progressivo cambiamento del Paese nelle posizioni in materia di giustizia penale: per anni i conservatori sono stati i piu’ accesi difensori della morte di stato, ma negli ultimi anni il “blocco della forca” ha mostrato incrinature: “Provoca cose che per i conservatori sono peccati capitali: mette a rischio la vita di innocenti e spreca i soldi dei contribuenti. Allo stesso tempo non e’ un efficace deterrente anti-crimine”, ha detto Marc Hyden, funzionario della National Rifle Association e ora coordinatore del gruppo Conservatives Concerned About the Death Penalty.

Sono posizioni riscontrate da Marazziti nel suo recente viaggio americano – New York, Washington, Los Angeles, San Francisco e Berkeley – per discutere i contenuti e le proposte del suo libro appena uscito negli Stati Uniti, 13 Ways of Looking at the Death Penalty, Tredici modi di guardare alla pena di morte.  “L’opinione pubblica americana e’ sempre più favorevole a mezzi alternativi alla pena capitale, di fronte ai 153 innocenti esonerati, alle esecuzioni sempre più difettose ed evidentemente barbariche, ai costi imponenti, come in California, con 751 detenuti nel braccio della morte, che richiederebbero 14 anni per essere uccisi tutti, se ci fosse una esecuzione a settimana, o 2500 anni, al ritmo attuale”. (AB, 21 maggio 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts