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Migranti: “Quando Yousef si mise in cammino” un documentario RAI sulla rotta dei Balcani

ROMA – Yousef ha camminato per 6.800 chilometri. Nove mesi di viaggio tra l’Afganistan e l’Europa. Il suo viaggio è lo stesso di migliaia di altri, lo spaccato di una realtà poco conosciuta, ma altrettanto drammatica della migrazione che attraversa il Mediterraneo. Anche qui si muore infatti, si annega nei fiumi, congelati dal gelo d’inverno, si muore travolti dai treni. E i numeri dicono che il flusso maggiore di migranti passa da qui viaggiando a piedi. Il documentario “Quando Yousef si mise in cammino” di Valerio Cataldi racconta quei 6.800 chilometri percorsi da Yousef e da tutte le persone che come lui hanno attraversato i Balcani per raggiungere l’Europa: verra’ proiettato domani in anteprima presso il Nuovo Cinema Aquila di Roma. L’ingresso e’ libero.

Intervengono alla proiezione Marcello Masi, Direttore del TG2, Carlotta Sami, Portavoce UNHCR per il Sud Europa che ha dato il patrocinio alla produzione, Santo della Volpe della FNSI, Tareke Bhrane, Comitato 3 Ottobre, Giuseppe Giulietti, Articolo 21 e Giusi Nicolini, Sindaco di Lampedusa e Linosa. Il documentario, prodotto da Tg2 Dossier, sarà poi in onda sabato 30 maggio alle 23.45 su RaiDue.

Yousef e’ uno dei tanti che a piedi cercano raggiungere la terra promessa dell;Europa attraverso i suoi confini ostili. “Alla fine di aprile quattordici persone sono morte travolte da un treno vicino Gevgelija, in Macedonia, a due passi dal confine con la Grecia. Erano migranti, in parte afgani in parte somali, in viaggio verso l’Europa sulla rotta dei Balcani, porta d’accesso al vecchio continente per decine di migliaia di persone, un numero sempre crescente di migranti che viaggiano a piedi seguendo le linee ferroviarie”, spiega Cataldi.

Yousef è uno di loro. “Mi ha scritto per dirmi che era arrivato in Europa qualche giorno fa. In allegato una sua fotografia con le scarpe nuove che avevamo comprato insieme in un negozio di Bogovada in Serbia. Yousef lo avevamo incontrato in Grecia mentre tentava per la terza volta di attraversare il confine e di entrare in Macedonia. Ogni volta lo avevano fermato, messo in prigione per settimane e poi rispedito indietro, in Grecia. Era costretto a tentare di nuovo, ad andare avanti”.

In fuga dai talebani, dallo stato islamico. “Le loro storie sono sovrapponibili, ognuno è in fuga dalla stessa violenza che terrorizza l’Europa”, ma l’Europa li respinge: “Perché rendono tutto così difficile, sarebbe meglio se ci lasciassero passare”, dice Yassin che ha una richiesta precisa per l’Europa: “Non siamo criminali, non siamo pericolosi lo sanno tutti, lo sa la polizia. Perché non ci lasciano passare?”.

“Quando Yousef si mise in cammino”  ripercorre le rotte di terra della migrazione dalla Siria attraverso Turchia, Grecia, Macedonia, Serbia e Ungheria. Un viaggio fatto in parte insieme alla Sami. La voce narrante è di Francesco Pannofino e i protagonisti sono doppiati dalle voci di attori professionisti come Nicolas Vaporidis, Matteo Branciamore, Maurizio Pepe, Filippo Carrozzo, Paolo Perinelli, Filippo Laganà e Andrea Pannofino. Anche il direttore del Tg2 Marcello Masi ha prestato la sua voce per doppiare i rifugiati raccontati nel documentario. La fotografia di Fabrizio Silani, montaggio di Andrea Castagnone, la grafica di Alessandro Cossu e la supervisione di Donato Placido. (AB, 26 maggio 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts