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Con la Fondazione Ferrero a Expo si ragiona di “Economia generativa”

Il covegno della Fondazione Ferrero a Expo (foto Ansa - Stefano Porta)

(di Francesca Morandi) MILANO EXPO – Per uscire dalla crisi economica e sociale che attanaglia l’Italia, è necessario rimettere al centro le relazioni umane, con un modello di impresa che tenga conto del valore delle persone e della famiglia, unendo le generazioni per il bene comune e recuperando valori oggi dimenticati. E’ questa l’ “Economia del dono”, titolo del convegno che si è tenuto ieri al Conference Centre di Expo in occasione dei trent’anni di attività della “Fondazione Ferrero” di Alba, nata nel 1983 con l’obiettivo principale di migliorare la qualità della vita degli ex dipendenti. Al convegno sono intervenuti l’ambasciatore Francesco Paolo Fulci, presidente di Ferrero Spa, il direttore de “La Stampa” Mario Calabresi, l’economista Alberto Quadrio Curzio, presidente dell’Accademia dei Lincei e della Società italiana degli economisti, Don Antonio Sciortino, direttore di “Famiglia Cristiana” e Mauro Magatti, professore di Sociologia all’Università Cattolica di Milano.

Un evento concepito per ricordare la figura dell’impreditore Michele Ferrero, scomparso lo scorso febbraio, e le attività sociali della Fondazione Ferrero, oggi presideduta da Maria Franca Ferrero, ma anche per contribuire, con un dibattito tra eminenti esperti, a trovare modelli imprenditoriali che creino sviluppo. Il punto di partenza è stato l’esempio offerto da Michele Ferrero, che, come ha ricordato l’ambasciatore Fulci, “ha saputo tradurre in realtà il sogno di Olivetti, con una logica imprenditoriale che considerava la fabbrica al servizio dell’uomo e non viceversa” e con “un rispetto assoluto verso le persone che trattava tutte egualmente, dal più potente al più umile”. Logiche di non esclusione, ha rilevato Fulci in una domanda a margine del covegno, che “dovrebbero essere applicate anche a un foro internazionale di grandissima importanza come le Nazioni Unite, che oggi, di fronte alle nuove sfide globali, richiede riforme che lo portino ad essere rappresentativo di tutte le ‘voci’ del mondo, non solo dei più potenti”.

Maria Franca Ferrero e Paolo Fulci

Maria Franca Ferrero e Paolo Fulci

Ricordando un lungo dialogo con Michele Ferrero, “in un caldo agosto ad Alba”, Mario Calabresi ha ripercorso le intuizioni di business avute dall’imprenditore albese che fu capace di “uscire dal concetto della stagionalità e del dolce solo per le grandi occasioni, rompendo gli schemi tradizionali”, portando l’uovo tipico della Pasqua a un uso quotidiano e con l’innovazione delle ‘piccole dosi’ ad hoc per bambini (uovo Kinder), il tè senza bustina (Estatè), il caffè in tasca (Pocket coffee) e il cioccolato come regalo speciale alla portata di tutti (mon Cherie)”. Innovazioni che Ferrero elaborava sempre tenendo conto “delle persone reali, come mamme, nonne, zie, bambini e dei loro bisogni”, ha continuato Calabresi lanciando una critica ai riferimenti degli imprenditori di oggi, che sono i “sondaggi e quel marketing che decide la sorte di un prodotto entro tre mesi dal lancio”. Definendo il successo di Ferrero come una “storia più contadina che industriale, per l’attaccamento che Michele Ferrero ha sempre avuto alla sua terra, le Langhe”, Calabresi ha evidenziato le sue doti, “frutto del retaggio contadino”, di “pazienza e vista lunga”. Concetti ripresi da Curzio che ha affrontato la difficile commistione tra la missione d’impresa, il profitto, e la soldarietà, “obiettivi che Ferrero ha saputo raggiungere grazie all’identità forte che creato all’interno della sua azienda, con un ‘solidarismo creativo’ di cui è prova la grande fedeltà di tutti di dipendenti verso l’azienda”. “La stessa Fondazione Ferrero – ha aggiunto il professore – rivela l’intuizione di Ferrero legata alla necessità di ripristinare legami tra le generazioni, tra i giovani, portatori di forza e creatività, e gli anziani, custodi di esperienza e saggezza, che è una chiave di volta anche per dinamiche di sviluppo nella società odierna. I giovani sono attratti dai buoni esempi di vita e di successo, e ne traggono stimoli”.

ferrero azienda A parlare di “economia generativa” ed è stato il sociologo Magatti che ha definito Michele Ferrero un “impreditore generativo, che si è reso conto di quello che ha ricevuto e ha perciò deciso di ‘restituire’ ” ed anche “resiliente, ovvero capace di creare un’azienda che nei momenti di crisi ha saputo continuare a elaborare strategie innovative”. “E’ così – ha concluso Magatti – che si esce dalla crisi, con un’economia della restituzione, che contempla anche la capacità del prendersi cura dell’altro, e non certamente con un individualismo radicalizzato che ha portato a una finanziarizzazione esasperata”. Un’analisi condivisa da Don Sciortino che ha evidenziato un’altra piaga della società odierna: “La bassa natalità, la mancanza di politiche a sostegno della famiglia, anche a causa di una perdita della fede religiosa”. “L’economia e la società di oggi costruiscono metaforicamente un enorme palazzo, dove ogni piano è una generazione, ma quel palazzo non ha scale né ascensori e non è possibile un dialogo, uno scambio di esperienze, un reciproco aiuto tra i vari livelli”. “L’attuale mentalità dello scarto porta gli anziani e i malati ai margini della nostra società, come dice Papa Francesco – ha concluso Sciortino -. Un cambio di direzione è urgente, perché un popolo che taglia le sue radici, di cui gli anziani sono portatori, non ha futuro”.

A chiusura del dibattito hanno volontariamente preso la parola due ex dipendenti anziani della Ferrero, coinvolti nelle attività della Fondazione, che hanno espresso gratitudine per le attività sociali, rinnovando la fedeltà a un’azienda che ha dato loro, nell’arco della vita, non solo una retribuzione economica ma una partecipazione attiva a una comunità che tutt’oggi li coinvolge. (FM, 28 maggio 2015)

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts