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Libia: Leon, se la guerra continua vincerà l’Isis

BRUXELLES – ”Se la guerra continuerà in Libia vincerà l’Isis”: è il nuovo allarme dell’inviato dell’Onu Bernardino Leon che è risuonato ancora più acuto durante la Conferenza sulla Libia organizzata a Bruxelles dal gruppo socialista al Parlamento Europeo  e a cui hanno partecipato anche esponenti della società civile libica.

Un accordo fra Tripoli e Tobruk “è possibile”, ha martellato Leon che da mesi compie la spola per cercare di annodare i fili strappati della pace e giungere ad accordi che sembrano ancora molto lontani. Ma si deve fare presto perché “il tempo non gioca a favore” di una Libia sull’orlo del collasso.

L’accordo non può essere imposto, ribadisce la responsabile della politica estera europea Federica Mogherini.  Parole che sembrano rispondere al capogruppo socialista, Gianni Pittella: “Il caos è figlio anche degli errori dell’ Europa e della comunità internazionale” che hanno abbandonato il paese dopo la caduta di Gheddafi.bandiere_isis_libia[1]

Leon, da mesi impantanato in una trattativa che ha già bruciato tre bozze di accordo, parla di un Isis in rapida espansione: “Sei mesi fa aveva una presenza ridotta solo nell’est, ora è dappertutto: nel sud, nell’est, a Tripoli e a Sirte con unità che sono quasi militari”. Sono proprio i terroristi del Califfato a “volere che la guerra continui” perché prosperano, insieme con le “mafie dei trafficanti di esseri umani”, nel caos di un paese in cui – illustra Leon – la produzione petrolifera è crollata, il governatore della banca centrale avverte che il pagamento degli stipendi è a rischio e la crisi umanitaria è “grave ovunque”, con tante località senza “medicine, cibo e elettricità”. “Se non si arriva ad un accordo, in poche settimane il paese collasserà”.

Anche  Mogherini batte sul tasto dell’urgenza. “Dopo tanto lavoro abbiamo bisogno di un risultato” insiste l’Alto rappresentante, ricordando che appena ci sarà accordo “l’Ue è pronta a dare il suo sostegno” concreto per l’emergenza umanitaria, la costruzione delle istituzioni, la protezione delle infrastrutture ed il controllo delle frontiere. Leon specifica che la missione navale Ue “non pregiudica” il negoziato e che una quarta bozza di accordo sarà finalizzata presto, quando anche Tripoli avrà fatto arrivare le sue osservazioni sull’ultimo ‘no’. Il diplomatico spagnolo sostiene che “c’è una possibilità” di arrivare all’accordo per far nascere il governo di unità nazionale “entro tre o quattro settimane”. Esclude l’idea di passare al ‘piano B’, in cui l’Occidente si rivolge solo a Tobruk: “Non controlla tutto il paese”. Spiega che tra le parti ci sono già “accordi importanti su parti importanti”, ma a mancare sarebbe “il 20%”, fatto soprattutto di “architettura istituzionale che deve includere tutti, tranne chi rigetta la democrazia e la pace”.  Leon conclude: “Tutti in Libia hanno capito che non c’è una soluzione militare” perché da entrambe le parti “da mesi si annunciano vittorie” in cui non crede più nessuno. Ma la violenza non cala, anzi.

(MNT  29 maggio 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts