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EXPO: Senegal e Etiopia, donne protagoniste dello sviluppo rurale

EXPO MILANO – Le donne sono protagoniste dello sviluppo e a loro deve essere assicurato il pieno esercizio dei diritti umani per dare loro l’opportunità di “nutrire il pianeta”. Su questa premessa si è svolto ieri a Milano l’evento dal titolo “Donne che contano: esperienze e sfide per la nuova Agenda per lo sviluppo”, organizzato dalla Direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo (Dgcs) del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in occasione di Expo Milano 2015.

L’appuntamento – al quale hanno partecipato, tra gli altri, Tinde Ndoye, presidente della rete “Donne rurali”, la first lady dell’Etiopia, Roman Tesfaye, e il Direttore Generale della Dgcs, Giampaolo Cantini – ha inteso valorizzare le esperienze dalla Cooperazione italiana in tema di empowerment delle donne rurali e di lotta alle discriminazioni di genere, anche al fine di contribuire alla stesura della “Carta delle Donne” che Women for Expo – il network di donne di tutto il mondo che si esprimono e agiscono insieme sui temi del nutrimento e della sostenibilità – intende lanciare in occasione dell’esposizione universale milanese.

Nel corso dell’evento, attraverso le testimonianze delle dirette protagoniste che hanno indicato le loro priorità per il miglioramento dello sviluppo rurale, sono stati presentati i risultati raggiunti dal Programma integrato di sviluppo economico e sociale (Pides), finanziato dalla Cooperazione italiana in Senegal. In tal senso, il direttore generale Cantini ha sottolineato come il contesto senegalese sia particolarmente favorevole ai diritti delle donne perche’ “le riforme intraprese dal governo hanno permesso la realizzazione di vari programmi italiani e soprattutto del Pides”.

“La sfida tuttavia si è presentata nel comune sforzo per trasformare in realtà quei diritti, soprattutto nelle aree rurale e più disagiate del paese”, ha proseguito Cantini. “Dalle testimonianze fornite dalle protagoniste del programma Pides, sembra che, nonostante rimangano ancora alcuni ostacoli da superare, la Cooperazione italiana sia riuscita ad avviare un percorso di cambiamento positivo per garantire la partecipazione delle donne e dei giovani, ad uno sviluppo in cui la crescita economica si accompagna all’attenzione alla vita delle persone”.

Per Tinde Ndoye è importante “dare alle donne più autonomia dal punto di vista finanziario, alimentare e sanitario”, al fine di renderle promotrici dello sviluppo e porle al centro delle politiche nazionali e internazionali, mentre la first lady dell’Etiopia, Tesfaye, ha ricordato come “le donne giochino un ruolo prioritario nel raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile” e che “il programma della Cooperazione italiana per la promozione della sicurezza alimentare in Etiopia rende le donne protagoniste del percorso di sviluppo del proprio Paese”.

In Senegal, in particolare dal 2008, la Cooperazione italiana ha incrementato le iniziative di cooperazione a favore delle donne attraverso numerose iniziative che sono divenute uno degli assi prioritari del programma della cooperazione italo-senegalese. Il dialogo con le istituzioni nazionali e locali si è concretizzato proprio nel programma Pides che, in coerenza con l’Iniziativa nazionale di protezione sociale dei gruppi vulnerabili del ministero della Famiglia senegalese, intende promuovere un approccio innovativo di lotta all’esclusione sociale attraverso l’empowerment delle donne nelle attività economiche e nel miglioramento dei servizi sociali di base nelle zone urbane e periurbane del Paese, in particolare nelle regioni di Dakar e di Kaolack.

La presenza a questo evento della first lady dell’Etiopia, altro Paese storicamente prioritario per la Cooperazione italiana e in cui si sta avviando un’iniziativa analoga, dimostra l’interesse dei principali Paesi dell’Unione africana a proseguire nel dialogo di cooperazione con l’Italia in tema di uguaglianza di genere ed empowerment delle donne. Il programma pilota “Weesi”, in fase di avvio in Etiopia, mira infatti a promuovere lo sviluppo delle donne socialmente ed economicamente più vulnerabili nell’area denominata Southern nations, nationalities and people region (Snnpr), e tocca i diversi ambiti in cui nascono e si rafforzano le discriminazioni di genere.

La Cooperazione italiana in Etiopia intende rafforzare la partecipazione delle donne all’interno del programma di cooperazione italo-etiope, valorizzando anche l’imprenditorialità femminile e favorendo l’emergere di nuove opportunità d’impiego in un paese che presenta livelli elevati di disoccupazione, specialmente tra le donne e i giovani. Un esempio è rappresentato da un’iniziativa realizzata in collaborazione con l’Agenzia delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (Unido), volta a promuovere lo sviluppo delle micro, piccolo e medie imprese. (AB, 30 maggio 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts