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Al via il Consiglio Nazionale Cooperazione: Sergi, speriamo senza intoppi

(di Nino Sergi*)

NEW YORK – A breve sarà convocato il nuovo Consiglio Nazionale per la cooperazione allo sviluppo. Forse e’ bene spiegare cos’è e cosa fara’ al momento dell’attuazione della legge, con la speranza che tutto possa ormai procedere senza ulteriori intoppi e ritardi, pena il rischio che il 2015, l’anno dell’attuazione dell’attesa riforma della cooperazione allo sviluppo, rimanga un anno di mero passaggio, di attesa, senza responsabilità definite e … senza cooperazione.

Con la designazione da parte del ministro Paolo Gentiloni di alcuni membri rappresentativi delle organizzazioni della società civile e del non profit, delle realtà imprenditoriali con finalità di lucro e di altri soggetti rilevanti, il Consiglio Nazionale per la cooperazione allo sviluppo (CN) previsto dalla recente Legge 125/2014 è formalmente costituito. Si compone di 46 persone, oltre al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e al Viceministro delegato. Ad esse si unirà il Direttore dell’Agenzia quando, tra pochi mesi, sarà selezionato e nominato.

Il CN è riunito per “esprimere pareri sulle materie attinenti la cooperazione allo sviluppo ed in particolare sulla coerenza delle scelte politiche, sulle strategie, sulle linee di indirizzo, sulla programmazione, sulle forme di intervento, sulla loro efficacia, sulla valutazione”. Entro giugno – a meno di ulteriori ritardi oltre a quelli già accumulati rispetto alle previsioni di legge – sarà chiamato ad esprimersi sul documento triennale di programmazione e di indirizzo 2015-2017. Si tratta del documento che indica la visione strategica della cooperazione allo sviluppo dell’Italia, gli obiettivi, i criteri di intervento, le priorità geografiche e settoriali e per paese, gli indirizzi relativi alla partecipazione italiana agli organismi europei e internazionali e alle istituzioni finanziarie multilaterali.

Sembra che al CN non sarà invece richiesto di esprimersi sullo Statuto dell’Agenzia per la cooperazione allo sviluppo, anch’esso in dirittura d’arrivo. Con la decretazione di tale Statuto potranno essere emanati i criteri per la presentazione e la selezione delle domande per ricoprire la funzione di Direttore dell’Agenzia, una delle importanti innovazioni introdotte dalla nuova legge. La speranza è che tutto possa ormai procedere senza ulteriori intoppi e ritardi, pena il rischio che il 2015, l’anno dell’attuazione dell’attesa riforma della cooperazione allo sviluppo, rimanga un anno di mero passaggio, di attesa, senza responsabilità definite e … senza cooperazione.

Nel CN sono 10 i ministeri rappresentati, 3 i membri designati dalle regioni e provincie autonome, 1 dall’Associazione dei comuni, 1 dalla Conferenza dei rettori delle università, 1 dalla Cassa depositi e prestiti, 1 dall’Ice, 8 dalle ONG di sviluppo e umanitarie, 12 da altre organizzazioni non lucrative della società civile, 6 dai soggetti con finalità di lucro, 3 da ulteriori soggetti attivi nella cooperazione allo sviluppo. Altrettanti sono i membri supplenti. Tra i membri effettivi le donne sono 10 (per lo più da ONG e non profit) e altrettante tra i supplenti: poco più del 20%.

Gli enti e le realtà rappresentate coprono un ampio arco di soggetti attivi nella cooperazione o istituzionalmente interessati o da coinvolgere perché ritenuti importanti per ampliare le risorse, rafforzare gli interventi, migliorarne l’efficacia, arricchire la riflessione e le proposte. La legge 125/2014 ha infatti recepito l’esigenza di massima apertura e massimo coinvolgimento definendo, all’articolo 23, i soggetti pubblici e privati del sistema della cooperazione italiana allo sviluppo sulla base del principio di sussidiarietà. La composizione del CN rispetta e qualifica questa esigenza.

Ai soggetti con finalità di lucro il legislatore ha imposto, giustamente, una precisa condizione: “qualora agiscano con modalità conformi ai princìpi della presente legge, aderiscano agli standard comunemente adottati sulla responsabilità sociale e alle clausole ambientali, nonché rispettino le norme sui diritti umani per gli investimenti internazionali”. Quanto ai soggetti della società civile senza finalità di lucro, sono state affiancate alle Ong specializzate nella cooperazione allo sviluppo e nell’aiuto umanitario: le Onlus finalizzate alla solidarietà internazionale, le organizzazioni di commercio equo e solidale, della finanza etica e del microcredito, le associazioni delle comunità di immigrati, le imprese cooperative e sociali, le organizzazioni sindacali e imprenditoriali, le fondazioni, le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, le organizzazioni che godano dello status consultivo presso Ecosoc, il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite. (NS, 31 maggio 2015)

*Nino Sergi, fondatore della ONG INTERSOS, e’ policy adivisor di Link 2007

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts