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Da Onu e cooperazione italiana sostegno alle donne contadine

L'installazione Onu dedicata alle donne a Cascina Triulza

MILANO EXPO – La costruzione di un mondo più sostenibile e la lotta alla malnutrizione devono necessariamente passare per l’empowerment delle donne e la parità di genere. Per questo le Nazioni Unite, presenti a Expo con 18 installazioni focalizzate sul progetto “Sfida Fame Zero”, ne dedicano una alle donne a Cascina Triulza, padiglione della Società civile. Qui i contenuti multimediali spiegano come le donne, nonostante producano la maggior parte del cibo di tutto il mondo e siano essenziali al sostentamento familiare, non usufruiscano di diritti quali la proprietà della terra e l’accesso al credito. A Cascina Triulza si scopre che le donne rappresentano il 43% della forza lavoro a livello mondiale in agricoltura, percentuali che crescono al 70% in alcuni Stati africani e sono attorno al 50% in Asia. La Fao stima inoltre che se le donne avessero lo stesso accesso alle risorse che hanno gli uomini (dalla tecnologia alla scolarizzazione) la loro produzione aumenterebbe dal 20 al 30%. Passi verso una maggiore emancipazione che le donne sono pronte a fare, così come raccontano contadine sudamericane e africane nei video trasmessi nell’installazione Onu a Expo, parlando delle loro storie fatte di difficoltà e ostacoli ma al contempo di progressi, anche grazie ai programmi delle Nazioni Unite.

A dare voce alle esperienze delle donne rurali dell’Africa sub-sahariana sono stati due eventi, organizzati giovedì e venerdì scorso a Cascina Triulza, dalla Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo del Ministero degli Affari Esteri (Dgcs) e della Cooperazione Internazionale (Maeci) sul tema dell’empowerment delle donne nello sviluppo rurale e sulla sicurezza alimentare. Intitolati “Donne che contano: esperienze e sfide per l’Agenda post 2015”, gli incontri sono stati organizzati in collaborazione con UN Women, CeSPI, We-Women for Expo e le Agenzie Onu del polo agroalimentare romano (Fao, Ifad e Wfp), con l’obiettivo di contribuire alla definizione degli indicatori sulla sicurezza alimentare dell’Agenda post 2015. La nuova agenda, che verrà approvata all’Assemblea generale delle Nazioni Unite il prossimo settembre, impegnerà sia le agenzie di cooperazione che gli Stati partner dei Paesi in via di sviluppo anche a fornire un contributo per migliorare la qualità della vita delle donne.

Numerose le personalità italiane e straniere che hanno partecipato alla due giorni dedicata alle donne: Tinde Ndoye, presidente della rete “Donne rurali”, la first lady dell’Etiopia Roman Tesfaye, Josephine Odera, Direttrice Regionale per l’Africa dell’Ovest di UN Women, Paola Testori Coggi, in rappresentanza del board internazionale di Women for Expo, Mariama Sarr, ministro della Donna e della Famiglia del Senegal.

giampaolo cantiniPresente anche il direttore generale della Dgcs, Giampaolo Cantini che, a conclusione dei lavori, ha espresso soddisfazione sui seminari in quanto, ha spiegato a Corriere.it, “le donne hanno un ruolo chiave nella custodia dei saperi sulla nutrizione, tema di Expo” e possono essere “fondamentali nell’innovazione in agricoltura”, per questo la Cooperazione internazionale italiana si focalizza anche sul loro ruolo. “Le storie straordinarie delle donne senegalesi ascoltate durante i lavori – ha detto ancora il direttore generale – hanno messo in evidenza come il potenziale imprenditoriale delle donne in agricoltura sia un terreno inesplorato, che può comportare un aumento della produzione agricola e, quindi un aumento di cibo, che potrebbe portare a soddisfare quel grande obiettivo che è il contrasto alla fame nel mondo”.

Dopo aver evidenziato i risultati raggiunti grazie alla cooperazione tra l’Italia e il Senegal, Cantini ha citato programmi avviati in Palestina ed Etiopia che puntano sulle donne, facendo leva su elementi fondamentali all’empowerment femminile quali “l’accesso all’istruzione e i diritti legati alla parità di genere”, ma anche sull’obiettivo concreto di fornire alle donne un sostegno economico che permetta loro di diventare imprenditrici agricole. Lo scorso novembre la cooperazione italiana e il governo di Dakar hanno firmato un accordo di partenariato del valore di quattro milioni di euro destinato al sostegno all’istruzione delle ragazze e all’empowerment femminile al servizio dello sviluppo locale. (FM, 1 giugno 2015)

 

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts