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Unesco approva tre riserve italiane tra i patrimoni della Biosfera. Ora tocca alle marionette

PARIGI – L’Unesco ha approvato all’unanimità l’iscrizione di tre nuovi siti naturalisti italiani nella Lista delle Riserve di Biosfera considerate uniche al mondo. Sono il Delta del Po, delle Alpi di Ledro e Judiciaria, sull’Appennino Tosco-Emiliano. Salgono così a 13 le riserve italiane iscritte al programma MAB (Man and Biosphere) dell’Unesco  ”E’ la prima volta che l’Italia riesce ad iscrivere tre siti tutti insieme” sottolinea il curatore dei dossier, Pier Luigi Petrillo. Soddisfazione  per  l’ambasciatore italiano presso l’Unesco Vincenza Lomonaco e il ministro delle politiche Agricole Maurizio Martina.

”In tutti questi tre casi”, ha  precisato il prof. Petrillo, che ha negoziato per l’Italia le tre candidature, “l’Unesco ha evidenziato come sia possibile assicurare lo sviluppo economico di un territorio nel rispetto dell’ambiente e del suo ecosistema, puntando su pratiche agricole tradizionali e su produzioni tipiche come il Parmigiano Reggiano nell’Appennino Tosco-Emiliano”. Peraltro, ha osservato ancora il giurista, “sono paesaggi rurali di eccellenza, ognuno con la sua specificità, e il fatto che l’Unesco li abbia riconosciuti tali conferma come l’Italia sia una culla di biodiversità”. Il Programma Mab dell’Unesco è nato nel 1971 per valorizzare delle aree protette dal punto di vista ambientale in cui l’attività umana sia presente. La lista delle riserve di biosfera include, quindi, gli esempi migliori di sviluppo economico di un territorio rispettoso dell’ambiente, dell’ecosistema e della biodiversità.

”L’Italia è la patria della biodiversità e questo ulteriore riconoscimento dell’Unesco lo conferma. Viene ribadita ancora una volta la centralità che l’agricoltura e le pratiche agricole tradizionali rivestono nell’assicurare lo sviluppo sostenibile e nel tutelare i territori del nostro Paese”, ha commentato il ministro Martina, aggiungendo che ”l”Unesco ha riconosciuto a questi siti capacità eccezionali nel coniugare sviluppo agricolo e rispetto dell’ambiente. Il fatto che l’Unesco abbia confermato  l’importanza del ruolo degli agricoltori e dei pescatori di queste zone come sentinelle della biodiversità è motivo di orgoglio”. pupi-siciliani[1]

E ora l’Italia è pronta a presentare all’Unesco le sue marionette: si attende infatti per luglio la risposta da parte dell’organismo dell’Onu in merito all’inserimento nel Registro Memory of the World dell’eccezionale corpus di documenti sul teatro di figura italiano custodito dalla Rete degli Archivi Unima/Italia. Di questa candidatura, che la sezione italiana dell’Union Internationale de la Marionnette  (Unima) ha presentato con il sostegno del Mibact e della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco già da diverso tempo (a gennaio 2014, perfezionandola poi un anno dopo), si è discusso a Roma nell’ambito del convegno “Archivi del Teatro di Figura: i documenti, la storia, le arti”. Obiettivo della giornata di studi accendere i riflettori su una tradizione tutta italiana, dal grande valore storico e artistico, che rappresenta un unicum nel mondo occidentale. Accanto agli oggetti scenici veri e propri, tra burattini, pupi, marionette, costumi e scenografie, tra le righe di questi manoscritti (2000 preziosi copioni scritti in Italia dal 1700 alla prima metà del 1900)  è nascosto un vero e proprio tesoro fatto dall’intreccio di elementi eterogenei: il teatro e la letteratura, la musica e l’evoluzione della lingua italiana, ma anche gli eventi storici e di cronaca, e poi segni, note di regia, abbreviazioni, in pratica tutte le informazioni tecniche utili alla messa in scena dello spettacolo. Ecco perché non è esagerato parlare di un patrimonio che è memoria vivente, e che non ha ancora smesso di parlare. E poi raccontare il teatro di figura significa innanzitutto narrare una storia fatta di passione, sogno e fatica: quella delle famiglie italiane che, da generazioni, a quei copioni e a quei personaggi danno l’anima e la capacità di stimolare la fantasia. Un artigianato artistico di enorme significato, a cui appartengono tra le altre le famiglie Cuticchio (Palermo), Signorelli (Roma), Colla (Milano), Sarzi (Reggio Emilia), Monticelli (Ravenna), compagnie storiche ancora in attività.

(MNT 10 giugno 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts