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Gentiloni all’Onu, in agenda immigrazione e candidatura italiana a CdS

ROMA – Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni vola a New Yok per fare il punto sull’emergenza immigrazione al Palazzo di Vetro dell’Onu, e per rilanciare la sfida della candidatura dell’Italia per un posto al Consiglio di sicurezza. Il ministro arriva negli Usa domani per ripartire il 20. Una missione delicata, con un fitto programma di incontri con i vertici delle Nazioni Unite e i rappresentanti degli stati membri del Consiglio di sicurezza. L’agenda prevede domani un intervento in Consiglio di sicurezza  nell’ambito di un dibattito sul dramma dei bambini coinvolti nei conflitti armati, fenomeno sempre piu’ preoccupante. imagesXDGTQO34

Ma l’appuntamento sara’ anche l’occasione per alcuni bilaterali al centro dei quali non potra’ non esserci la questione della risoluzione sull’emergenza immigrazione nel Mediterraneo. Si tratta di un testo su cui un accordo tra i membri permanenti del Consiglio di sicurezza, compresi Russia e Cina, appare ormai a portata di mano. Ma sul quale non c’e ancora il consenso del governo libico di Tobruk, l’unico riconosciuto dalla comunita’ internazionale. L’obiezione riguarda la possibilita’ dell’Europa di fermare il flusso dei barconi di immigrati intervenendo anche in Libia, per contrastare alla fonte l’attivita’ dei trafficanti di uomini, e  ha finora di fatto bloccato la risoluzione, a cui oramai al Palazzo di Vetro si lavora da settimane e settimane. Ne discuteranno certamente a cena, venerdì 19 giugno, Gentiloni e il segretario generale Ban Ki-moon. Una cena offerta dall’ambasciatore Sebastiano Cardi, rappresentante permanente dell’Italia presso le Nazioni Unite.

Sul tema dell’immigrazione ha fatto sentire da Ginevra la sua voce il canadese Francois Crépeau, relatore Onu suio diritti umani dei migranti. ”Dobbiamo trarre le lezioni dall’era del proibizionismo negli Stati Uniti, quando le mafie create dalle politiche dei divieti sono state sconfitte soltanto quando la vendita di bevande alcoliche è stata legalizzata, regolamentata e tassata”. Crépeau, autore di un rapporto sulla gestione delle frontiere da parte dell’Unione europea, ha aggiunto:  “Se vogliamo lottare contro i trafficanti dobbiamo distruggere il loro modello di business, creato quando sono state erette barriere alle frontiere”, ha affermato, sottolineando che è necessario offrire soluzioni di mobilità per gli immigrati che cercano lavoro e possibilità di rifugio ai chi fugge dalla guerra e la violenza. Il relatore dell’Onu si è schierato per una mobilità che offra canali ufficiali di entrata, che risponda ai bisogni dei migranti e del mercato del lavoro: “La mobilità salva vite umane, aumenta il controllo del Paese su chi entra e resta ed è buona per l’economia”, ha detto ribadendo inoltre che è diventato cruciale lottare contro il mercato del lavoro in nero. Chi sfrutta i lavoratori in nero pagandoli una miseria crea una “competizione non equa”, ha affermato, evocando anche il caso in Italia di immigrati pagati 20 euro al giorno per raccogliere pomodori. Le direttive per punire i datori di lavoro che abusano della vulnerabilità dei migranti devono essere applicate, ha aggiunto.

Più di 200.000 migranti e richiedenti asilo sono arrivati in Europa via mare nel 2014, a fronte di 80.000 nel 2013, secondo le stime attuali.

(MNT, 17 giugno 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts