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Crisi in Sud Sudan: l’Italia raddoppia l’impegno umanitario

GINEVRA – Per affrontare la crisi umanitaria in Sud Sudan, l’Italia ha deciso un impegno finanziario complessivo di 5,9 milioni di euro, pressoché equamente ripartiti tra il canale multilaterale e quello bilaterale. Si tratta di una cifra significativamente maggiore rispetto ai 3,5 milioni di euro messi a disposizione nel 2014. Della somma versata dall’Italia, 500mila euro andranno a un programma del PAM (Programma alimentare mondiale) a favore dei rifugiati sud-sudanesi in Sudan. L’annuncio sullo sforzo italiano è venuto da Ginevra dove oltre 60 delegazioni – in rappresentanza dei maggiori donatori, dei paesi della regione e delle principali organizzazioni internazionali – hanno accolto l’invito del nuovo Capo di OCHA, Steven O’ Brien e del Commissario agli Aiuti Umanitari dell’UE, Christos Stylianides a un incontro di alto livello sul Sud Sudan, a distanza di 18 mesi dall’inizio del conflitto.sudsudan

Il Commissario Stylianides ha definito “intollerabile” la situazione nel paese, attribuendone la primaria responsabilità al governo per l’uso incontrollato della violenza sulla popolazione civile e per l’atteggiamento ostile nei confronti delle Agenzie umanitarie e delle Ong (Organizzazioni non Governative), come dimostra anche la recente espulsione del coordinatore umanitario dell’Onu, l’australiano Toby Lanzer. Commentando questa decisione, Stylianides ha sottolineato che la comunità internazionale non si lascerà intimidire.

Antonio Guterres

Antonio Guterres

L’Alto Commissario per i rifugiati, Antonio Guterres ha parlato di “scandaloso” fallimento della leadership sud-sudanese dopo l’entusiasmo iniziale dell’indipendenza, ottenuta peraltro al termine di lunghi anni di lotte e di sofferenze. Toni ancora più duri sono stati utilizzati dal nuovo capo di OCHA, Steven O’Brien il quale ha condannato ” le violenze sui civili ed i saccheggi degli aiuti umanitari” commessi dal Governo sud-sudanese sottolineando la situazione di assoluta emergenza dal punto di vista sanitario che il Paese dovrà fronteggiare con l’arrivo delle piogge per il pericolo di epidemie di malaria e colera. Ciò in un quadro generale che e” motivo di grande preoccupazione – ha proseguito O’Brien – per il numero dei civili coinvolti – 4,6 milioni di persone bisognose di assistenza, 2 milioni di sfollati interni e 560.000 rifugiati nei Paesi della Regione (Kenya, Etiopia, Sudan ed Uganda) – e chiama in causa la necessità che i donatori intensifichino gli sforzi per cercare di ridurre il divario fra il fabbisogno umanitario (1,6 Miliardi di dollari) e le risorse finora raccolte (650 milioni, circa il 40%).

Le difficoltà di accesso umanitario ed i pericoli per l’incolumità degli operatori umanitari sono state al centro dell’intervento dell’ex-coordinatore umanitario dell’ONU, Toby Lanzer, il quale ha fatto stato dell'”imbarazzo” dell’ONU nel continuare a chiedere ai donatori “centinaia di milioni” per l’assistenza umanitaria a favore di un Paese che dispone di immense risorse naturali.

E tuttavia nessuna autocritica è venuta dal rappresentante del Governo sud-sudanese, l’ambasciatore a Ginevra, il quale ha anzi espresso disappunto per il breve preavviso con il quale le autorità sud-sudanesi sono state informate dell’evento e per la circostanza di non essere state coinvolte nella sua preparazione. Nelle sue parole, il Governo assicura massima collaborazione alle Agenzie umanitarie ed alle ONG internazionali e prosegue con spirito costruttivo il dialogo di pace mediato dall’Inviato dell’IGAD, Seyoum Mesfin e sostenuto dall’Unione Africana.

La Conferenza ha raggiunto l’obiettivo di mantenere accesi i riflettori della comunità internazionale su una crisi umanitaria che rischia di uscire di scena a causa di una certa “fatigue” dei donatori e dell’atteggiamento non collaborativo del Governo sudsudanese, come dimostra anche il prolungato stallo del processo negoziale in ambito IGAD. E’ positivo il bilancio anche sul versante dei contributi finanziari (sono stati raccolti quasi 300 milioni di dollari), tutti i maggiori donatori avendo formalizzato importanti “pledges” aggiuntivi rispetto agli impegni annunciati a Nairobi a febbraio: prima fra tutte l’Unione Europea, grazie agli impegni presi da ECHO (107 milioni di euro) e di quelli degli stati membri. Dalla Conferenza è giunta infine una forte esortazione al governo sud-sudanese affinché affronti il negoziato di pace con spirito costruttivo e, nel frattempo, si prenda maggior cura del benessere della propria popolazione assicurando il rispetto del diritto umanitario internazionale e rimuovendo gli ostacoli che complicano il lavoro delle Ooganizzazioni umanitarie.

(OI, 18 giugno 2015)

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts