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Gentiloni all’Onu: “Massima pressione per la Libia”

NEW YORK- Dopo un intervento al Consiglio di sicurezza dell’Onu sui bambini in situazioni di crisi e conflitto, Paolo Gentiloni, ministro degli esteri e della cooperazione internazionale, si è occupato giovedì, nella prima giornata della sua missione-lampo a New York, anche dei migranti, della Libia e della candidatura italiana al Consiglio di sicurezza.  Per la missione sugli immigrati nel Mediterraneo, ha detto il ministro, “oltre ad una posizione europea condivisa, serve anche un consenso generale dell’Onu che renda il piano Ue possibile, anche al di là della prima fase”. Gentiloni ha ricordato come nei primi contatti avuti al Palazzo di vetro risulta “molto chiaro quanto l’azione dell’Italia nel Mediterraneo sia enormemente apprezzata, come capacità di salvare vite umane e di intervenire sul piano umanitario”.

Il ministro degli esteri incontrerà domani il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon,  il presidente dell’Assemblea Generale, Sam Kutesa, oltre ai membri permanenti del Cds e al rappresentante della Malesia, che ha la presidenza di turno nel mese di giugno, con cui cercherà di fare progressi sulla risoluzione contro i trafficanti di esseri umani: “E’ molto importante – ha detto – per dare seguito alla missione europea che probabilmente sara’ decisa a Bruxelles”. Si tratta di un testo su cui un’intesa tra i membri permanenti del Consiglio, compresi Russia e Cina, appare ormai a portata di mano, ma sul quale non c’è ancora il via libera del governo libico di Tobruk, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. Gentiloni ha affermato che è necessario “esercitare il massimo della pressione possibile per far accettare la proposta” dell’Onu per un accordo su un governo di unita’ nazionale. A questo proposito ha in programma incontri con tutti i rappresentanti del gruppo di paesi arabi dell’Onu e ha già parlato con l’ambasciatore egiziano, che a suo parere “sta svolgendo un ruolo positivo per favorire l’intesa in Libia”.

bambiniGiovedì mattina il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha discusso, su iniziativa della Malesia, sui bambini in regioni di guerra. “Abbiamo un imperativo morale e l’obbligo giuridico di proteggerli: i bambini non dovrebbero mai essere messi in pericolo da interessi nazionali”, ha detto il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ricordando che il 2014 è stato tra gli anni più tragici per le piccole vittime dei conflitti. E ha elencato le gravi violazioni avvenute nella Repubblica Centroafricana, in Iraq, in Nigeria, nel Sud Sudan e in Siria.

Parlando al Consiglio, Gentiloni ha osservato che “azioni a medio e lungo termine sono fondamentali per salvaguardare la sicurezza e lo sviluppo dei bambini in situazioni di conflitto”. “Ciò richiede – ha aggiunto – l’adozione di un approccio inclusivo e multidimensionale, in grado di affrontare le cause profonde della povertà, la mancanza di istruzione e di servizi di base, e la militarizzazione delle società”.

Esprimendo l’apprezzamento per la risoluzione del Consiglio di sicurezza sui bambini, Gentiloni ha voluto anche evidenziare l’impegno dell’Italia. “Secondo i dati dell’Unicef – ha detto – circa 14 milioni di bambini sono stati influenzati dal conflitto in Siria e in Iraq, e l’Italia presta particolare attenzione: nel 2014 abbiamo stanziato un totale di 2 milioni di euro per progetti realizzati dall’Unicef a sostegno dei bambini in Iraq, Libano e Giordania, che includono attività sociali ed educative, attraverso la creazione e gestione di strutture di protezione per i bambini e le famiglie”.

(AZ, 18-6-2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts