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Profughi, per Unhcr sono una ‘nazione’ di quasi 60 milioni di persone

epa03383201 (FILE) A file photograph dated 31 July 2012, shows Syrian refugees at the first Syrian refugee camp, in the area of Zaatari in Mafraq Governorate, Jordan. According to media reports on 04 September 2012, UN said a record 103,000 Syrians had fled the fighting in August, the highest monthly number since the conflict broke out last year. EPA/JAMAL NASRALLAH

GINEVRA – Le cifre parlano chiaro: i profughi nel mondo globalizzato sono un vero e proprio ‘stato’, una ‘nazione’ di quasi 60 milioni di persone. Cifre amare rese note dall’Alto Commissariato Onu per i rifugiati, Unhcr che giungono in un momento in cui il problema dei migranti è all’ordine del giorno e si fa via via più grave.

Un popolo fantasma tra sfollati, richiedenti asilo  e apolidi. Ma soprattutto il numero di senza casa è aumentato di 23 milioni in dieci anni e addirittura di 8,3 milioni solo nell’ultimo anno. Secondo l’Unhcr  nel 2014 ogni giorno 42.500 persone  hanno perso tutto e lasciato la loro casa per scappare da persecuzioni e conflitti, violenze e violazioni dei diritti umani’. Vuol dire una persona ogni 122, il 51% dei quali sono bambini. ”È terrificante”, afferma l’Alto commissario António Guterres , ”che da un lato coloro che fanno scoppiare i conflitti risultano sempre i più impuniti, e dall’altro sembra esserci una totale incapacità da parte della comunità internazionale a lavorare insieme per costruire e mantenere la pace”.

A Syrian-Kurdish refugee feeds her child outside a tent provided by the UNHCR at the Quru Gusik refugee camp, 20 kilometres east of Arbil, the capital of the autonomous Kurdish region of northern Iraq, on August 27, 2013. More than 50,000 Syrian refugees have crossed into Iraq's Kurdish region in less than two weeks, an official said on August 26, 2013, as authorities rush to house them in more permanent camps.  AFP PHOTO SAFIN HAMED

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AFP PHOTO SAFIN HAMED

Lo scorso anno  sono stati appena 126.800 i rifugiati tornati a casa, il numero più basso degli ultimi 30 anni e la colpa è dei 15 conflitti scoppiati o riattivatisi negli ultimi cinque anni in quasi ogni continente: otto in Africa (Costa d’Avorio, Repubblica Centrafricana, Libia, Mali, Nigeria, Repubblica democratica del Congo, Sud Sudan e quest’anno Burundi); tre in Medio Oriente (Siria, Iraq e Yemen), uno in Europa (Ucraina) e tre in Asia (Kirghizistan, Myanmar e Pakistan). I numeri più massicci di profughi attualmente arrivano da Siria e Iraq e si vanno ad aggiungere  alle masse di eritrei, somali e afghani in fuga dai loro paesi.

Interessante in questi giorni analizzare il problema in prospettiva: i rifugiati nel mondo sono 19,5 milioni, gli sfollati interni 38,2 milioni e i richiedenti asilo 1,8 milioni. In Europa quindi sono arrivati appena il 14% dei profughi, contro l’86% di quelli rimasti nei Paesi in via di sviluppo. Anzi, il 25% vive già nelle zone più depresse del mondo. Il Paese che ne accoglie di più è la Turchia (1,59 milioni di persone), seguono Pakistan (1,51 milioni), Libano (1,15), Iran, Etiopia e Giordania.

Particolarmente delicata la situazione della capitale libanese Beirut che nel rapporto rifugiati/cittadini si trova nell’incredibile situazione di avere 232 ospiti ogni mille abitanti. In Europa invece ”i migranti forzati hanno raggiunto quota 6,7 milioni contro i 4,4 del 2013: il 51% in più. Su 1,7 milioni di richiedenti asilo nel mondo nel 2014, 173 mila lo hanno fatto in Germania, ma molti hanno peso la via anche di altri paesi del nord Europa, in particolare quelli del blocco scandinavo.

(MNT 18 giugno 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts