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Gentiloni all’Onu: “Progressi sulla Libia e apprezzamento per l’Italia”

(di Arturo Zampaglione) NEW YORK- Un discorso al Consiglio di sicurezza sui bambini nelle zone di guerra. Colloqui bilaterali e multilaterali con decine di ambasciatori, a cominciare dai rappresentanti di Mosca, Pechino e il Cairo. Un incontro con la comunità italiana assieme all’ambasciatore a Washington Claudio Bisogniero e al console generale a New York Natalia Quintavalle. E una cena con il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon offerta dall’ambasciatore italiano all’Onu, Sebastiano Cardi: per Paolo Gentiloni, ministro degli esteri e della cooperazione internazionale, sono stati due giorni di intenso lavoro diplomatico all’ombra del Palazzo di vetro.

Da destra: Paolo Gentiloni, Sebastiano Cardi, Elisabetta Belloni

Da destra: Paolo Gentiloni, Sebastiano Cardi, Elisabetta Belloni

Al centro del suo lavoro, la Libia, le migrazioni nel Mediterraneo e la candidatura italiana al Consiglio di sicurezza per i biennio 2017-18. “Ho registrato un grande apprezzamento per il lavoro fatto dall’Italia, prima di tutto a livello umanitario”, ha detto Gentiloni in una conferenza stampa in cui ha riassunto i risultati della missione-lampo a New York condotta assieme ai suoi più stretti collaboratori: dal segretario generale della Farnesina Michele Valensise, al suo capo di gabinetto Elisabetta Belloni, al direttore generale per gli affari politici Luca Giansanti. Nell’incontro con i giornalisti, il ministro ha anche commentato alcuni grandi temi di politica estera.

Migrazioni

“Il problema delle migrazioni è enorme e globale, non si ferma al Mediterraneo”, ha ricordato il ministro, precisando che, secondo alcuni calcoli, nel mondo ci sono 60 milioni di rifugiati. L’apprezzamento per quel che fa l’Italia a livello umanitario è riassunto in un dato: “Nel 2014 abbiamo salvato dalle acque 100mila profughi e continuiamo a farlo”

Libia

Gentiloni ha osservato che ci sono due aspetti paralleli, e indirettamente collegati, dei negoziati sulla Libia: da un lato quelli per arrivare a una stabilità politica del paese, mettendo fine alle divisioni politiche e territoriali; dall’altro quelli legati all’azione di contrasto al traffico dei migranti.

“Il parlamento di Tobruk – ha detto il ministro – dovrebbe pronunciarsi tra domenica e lunedì sulla quarta bozza di accordo tra le varie parti sottoposta dall’inviato dell’Onu Bernardino Leon: noi speriamo che la accetti, magari suggerendo qualche correzione, perché non esistono soluzioni militari alla crisi e perché non si può ricominciare da capo”.

Poi lunedì il vertice della Ue a Lussemburgo varerà Eunavfor, l’operazione navale che in una prima fase vedrà l’intervento di unità di Italia, Germania e Regno Unito per raccogliere informazioni sui traffici. “Le altre due fasi – ha detto Gentiloni – sono subordinate a una risoluzione dell’Onu e prevedono forme limitate di intervento contro i trafficanti, anche nelle acque territoriali libiche e in parti della costa, ma senza alcuna presenza militare permanente sul territorio libico”.

Gentiloni e Churkin

Gentiloni e Churkin

Negli incontri a New York, in particolare in quelli con gli ambasciatori della Russia, Vitaly Churkin, e della Cina, Liu Jieyi,  Gentiloni ha constatato un atteggiamento costruttivo sulla risoluzione per la Libia, la cui preparazione è stata affidata alla Gran Bretagna e la bozza sembra ormai in uno stato molto avanzato. “La risoluzione – ha insistito Gentiloni – è un passaggio importante per l’Ue e l’Italia in vista della richiesta alle autorità libiche di forme limitate di intervento contro i trafficanti nelle acque territoriali del paese o anche sulla costa”.

Sanzioni contro la Russia

Secondo Gentiloni, il deterioramento degli scambi commerciali con Mosca non dipende solo dalle sanzioni approvate dopo l’aggressione in Ucraina, ma anche dalla grave crisi economica russa, dal crollo del prezzo del petrolio e forse anche dalla fuga dei capitali degli oligarchi. “Ma nonostante queste difficoltà – ha detto Gentiloni, riferendosi all’inchiesta del Lena pubblicata da Repubblica, secondo cui il costo delle sanzioni sarebbe per l’Europa di 100 miliardi di euro – le imprese italiane non hanno alcuna intenzione di andarsene dalla Russia, che considerano un mercato promettente, né il nostro governo cambierà posizione: che da un lato è di fermezza sull’Ucraina, in linea con gli alleati occidentali, e dall’altro cerca di coinvolgere Mosca in un dialogo costruttivo in vari teatri di conflitto, dalla Siria alla Libia, oltre che nei negoziati nucleari con l’Iran”.

Ricordando di essere stato in Russia due volte nell’ultimo mese e mezzo, e di non aver mai avuto l’impressione che la business community italiana volesse “staccare la spina”, Gentiloni ha osservato: “Il meccanismo delle sanzioni produce delle difficoltà: ecco anche perché ci siamo opposti a una escalation commerciale o alla fornitura di armi all’Ucraina. Ma non potevamo disinteressarci di una crisi così grave alla frontiera orientale dell’Unione europea, che ha prodotto – vale la pena sottolinearlo – una risposta unanime dei membri dell’Unione, a dispetto delle differenze politiche che ci sono, ad esempio, tra la Lituania e la Grecia di Tsipras. Ma se è giusto fare pressioni sulla Russia perché rispetti pienamente gli accordi di Minsk sull’Ucraina, l’Italia rifiuta le logiche da guerra fredda”.

(AZ, 19-6-2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts