Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

Cibi buoni o cattivi? La scienza dice no in un convegno a Expo sull’alimentazione

MILANO EXPO – Esistono davvero cibi buoni o cattivi? Oggi sui media si legge che tutto può far male o tutto può far bene, semplificazioni eccessive che troppo spesso inducono a comportamenti sbagliati e pericolosi per la salute. Di questo si è parlato oggi al Conference centre di Expo Milano 2015 nel corso del convegno “Back to Basic” con personalità nazionali e internazionali di alto livello. Obiettivo: riportare al centro del dibattito l’evidenza scientifica in ambito alimentare e evitare semplificazioni radicali da parte di giornali e pubblicità, che hanno un’influenza sul grande pubblico.

Al convegno, organizzato da Soremartec, la società che fa capo a Ferrero e che si occupa di ricerca e innovazione in ambito alimentare, sono intervenuti medici, scienziati e autorevoli esponenti del mondo dell’alimentazione, della nutrizione e del benessere. Le riflessioni si sono focalizzate sulla necessità che gli aspetti nutrizionali e le regolamentazioni connesse al cibo siano trattati con un approccio globale e fondato sulla scienza. Negli ultimi decenni, numerose politiche nutrizionali e linee guida alimentari hanno tentato infatti di “distillare” concetti complessi in semplici e pratiche raccomandazioni volte a influenzare lo stile di vita delle persone. A queste vanno sommate le discussioni sul concetto di nutrizione “ideale”, in corso, ormai, da molto tempo.

Milano 19/6/2015 - Da sx, Gibson, Makrides,Ray, Venter, Shamir, La Vecchia and Tappy tutti relatori al convegno scientifico Back to Basics svoltosi al Conference Center a Expo

Milano 19/6/2015 – Da sx, Gibson, Makrides,Ray, Venter, Shamir, La Vecchia and Tappy tutti relatori al convegno scientifico Back to Basics svoltosi al Conference Center a Expo

A fare chiarezza sono stati gli interventi di medici, scienziati ed autorevoli esponenti del mondo della nutrizione e del benessere tra cui Carlo La Vecchia, professore straordinario di epidemiologia presso il dipartimento di Scienze Cliniche e di Comunità dell’ Università di Milano, Robert Gibson, professore presso il dipartimento “Functional Food Science” School of Agriculture, Food and Wine, dell’Università di Adelaide, Sumantra Ray, medico nutrizionista, ricercatore in nutrizione Umana (HNR) al Medical research center (MRC) di Cambridge Christine Venter, professoressa di Fisiologia della Nutrizione presso la North-West University, dipartimento di Scienze della Salute a Johannesburg, Luc Tappy, professore ordinario di Fisiologia presso il Dipartimento di Fisiologia dell’Università di Losanna, Raanan Shamir professoressa in Pediatria presso la Facoltà di Medicina Sackler, Università di Tel Aviv.

Tra i riferimenti citati, il professor Bier, direttore del prestigioso American Journal of Clinical Nutrition, secondo il quale l’unico elemento avvalorato da prove scientifiche è che alla base del sovrappeso (e del sottopeso) c’è uno squilibrio tra calorie consumate e calorie ingerite. Anche l’importanza dell’attività fisica è ormai globalmente riconosciuta e strettamente legata al benessere fisico. Di grande rilievo, negli ultimi anni, in ambito scientifico è diventato inoltre un l’approccio al cibo nella sua complessità anche attraverso il concetto generico di dieta equilibrata, imprescindibile nonostante le differenze dei regimi alimentari nel mondo. Significativo, in questo specifico campo, è stato il contributo del professor Gibson, secondo cui “le linee guida che si concentrano su specifici nutrienti devono essere valutate criticamente: il cibo va considerato nella sua complessità e all’interno di modelli alimentari. Il concetto generico di alimentazione equilibrata – continua Gibson – è imprescindibile e deve considerare l’interezza dei cibi e della dieta e, soprattutto, non concepisce la demonizzazione del singolo nutriente, come invece è avvenuto nel recente passato con i grassi e sta avvenendo con lo zucchero”.

Un ulteriore focus ha riguardato l’approccio riduzionista al singolo macronutriente, che ha mostrato recentemente e continuamente i propri limiti nel fornire linee guida nutrizionali. Al giorno d’oggi è un dato di fatto che le buone raccomandazioni nutrizionali e le conseguenti pratiche devono focalizzarsi su un approccio olistico, per evitare che si formino convinzioni generalizzate prive di qualunque supporto scientifico, da cui scaturiscono dannose campagne di demonizzazione del singolo nutriente, a cui bisogna fermamente opporsi. Un caso esemplificativo in questo senso è quello dello zucchero che ha recentemente rimpiazzato i grassi nell’immaginario collettivo dell’alimento “colpevole”.

ferrero 5619Sul punto è opportuno citare la posizione del professor Tappy, secondo cui “nell’ottica riduzionista il singolo ingrediente ha, nel passato, assunto un ruolo che le recenti acquisizioni sui grassi mette in grande dubbio. Oggi lo zucchero – continua lo studioso – sembra sostituire i grassi, ma senza un approccio olistico che valuti la alimentazione nella sua totalità è facile prevedere che presto anche tali presunzioni saranno smentite dalla scienza”. A supporto delle critiche all’approccio riduzionista arrivano anche le considerazioni di John Ioannidis, studioso di statistica tra i più famosi e apprezzati al mondo. Lo studioso statunitense ha recentemente pubblicato sul prestigioso British Medical Journal, un articolo in cui esprime giudizi molto severi sugli studi osservazionali (epidemiologici), che risulterebbero metodologicamente inadatti a dimostrare eventuali rapporti causa effetto tra manifestazioni legate alla salute e consumo di singoli nutrienti.

Nel corso del meeting sono stati anche analizzati i continui aggiornamenti riguardanti gli studi sulla nutrizione e le pratiche alimentari, da cui nasce l’esigenza di creare una convergenza virtuosa tra tradizione ed innovazione. “La nutrizione e le abitudini alimentari – sostiene il prof. Ray – per essere efficacemente messe in atto a livello di popolazione devono essere fondate su modelli di educazione che li integrino nella cultura di ogni individuo”.

Questi continui cambiamenti, dettati dai mutamenti degli stili di vita e dalle continue scoperte scientifiche, rendono infatti indispensabile orientare il ruolo dell’educazione verso approcci nutrizionali equilibrati, per consentire lo sviluppo di criteri dietetici responsabili, vari e completi, nel rispetto delle linee guida nutrizionali.

(FM, 19 giugno 2015)

 

The following two tabs change content below.

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts